Rossi sullo scalo di alaggio del porto, "Lo scivolo per il varo delle barche è a uso pubblico, ma l’accesso è chiuso"

Giacomo Rossi 3' di lettura Fano 17/05/2021 - In seguito ad alcune segnalazioni il consigliere regionale Giacomo Rossi ha inviato una lettera al Presidente della Regione con delega ai porti Francesco Acquaroli, al vicesindaco di Fano con delega al Demanio Marittimo Cristian Fanesi, all’Ufficio Circondariale Marittimo di Fano e alla sezione fanese della Lega Navale Italiana riguardo la problematica relativa allo scalo di varo ed alaggio del porto di Fano.

Infatti lo scivolo per il varo delle barche, situato affianco al porto Marina dei Cesari, è ad uso pubblico, ma l’accesso allo stesso è chiuso da una sbarra con comando a distanza permanentemente chiusa con l’ulteriore difficoltà del non riuscire ad individuare chi la gestisce. Ciò comporta che i numerosi proprietari di barche ormeggiate fuori dal porto, così come gli utenti occasionali, siano costretti a rivolgersi a servizi privati a pagamento per il varo o l’alaggio oppure a recarsi presso il porto di Pesaro che invece è sempre aperto.

Nella lettera inviata Rossi ha altresì ricordato quanto già disposto nel 2009 con Delibera di Giunta Regionale n. 1202, quella che ha approvato il piano regolatore portuale del porto di Fano, che specificava che devono essere poste in essere tutte le misure necessarie a garantire che anche utenti portuali occasionali possano utilizzare lo scalo di alaggio e varo localizzato nella seconda darsena del porto attualmente affidata in concessione demaniale ad un unico soggetto. L'impossibilità di accedere allo scalo di alaggio è stata confermata anche dal presidente della sezione fanese della Lega Navale Italiana Rolando Bocchini che sottolinea come molti turisti con a seguito barca o gommone su carrello vogliano utilizzare questo servizio e si trovino costretti ad andare a Pesaro.

Nel frattempo è arrivata risposta dal Servizio Tutela, Gestione e Assetto del Territorio della Regione Marche che sottolinea come il quadro normativo esclude, dalla competenza regionale, le funzioni riguardanti il rilascio di concessioni demaniali nell’ambito portuale e che la gestione delle stesse funzioni spettano pertanto ai comuni. Spetta quindi al Comune di Fano obbligare, nel rispetto del Piano Regolatore portuale, il concessionario delle aree a garantire l’accesso a qualsivoglia utente.

Inoltre il Gruppo Civici Marche ha appreso di un’altra problematica legata al porto di Fano, in questo caso dovuta alla maggiorazione dei canoni minimi delle concessioni demaniali nei confronti delle associazioni senza scopo di lucro. Infatti l'Amministrazione Comunale fanese ha portato il canone minimo delle concessioni a 2500 euro ai sensi dell’articolo 100 c.4 del decreto-legge 14 agosto 2020 n. 104, sebbene il demanio marittimo sia regolato dal Codice della Navigazione, le cui norme prevalgono sulle norme di legge comune. Infatti l'articolo 39 del codice indica che la misura del canone è determinata dall’atto di concessione. Peraltro nelle concessioni a enti pubblici o privati, per fini di beneficenza o per altri fini di pubblico interesse, sono fissati canoni di mero riconoscimento del carattere demaniale dei beni. La mancata applicazione dell’articolo 39 sta creando seri problemi soprattutto alle associazioni sportive dilettantistiche che hanno in concessione specchi acquei.

“Mi auguro – dichiara Rossi – che entrambe le problematiche vengano affrontate in breve tempo, perché ciò consentirebbe al porto di Fano di ottenere una maggior presenza di turisti e sportivi, con benefici per tutti, anche per il Comune di Fano”.


da Forza Italia- Civici per le Marche
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-05-2021 alle 12:18 sul giornale del 18 maggio 2021 - 200 letture

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