DDL Zan al Nolfi-Apolloni, Bene Comune: "Nessuna imposizione. Per una scuola democratica e plurale"

2' di lettura Fano 17/05/2021 - Sinistra Italiana rimprovera al dirigente scolastico del Liceo Nolfi-Apolloni che il Consiglio d’Istituto, da lui presieduto, avrebbe imposto agli studenti, che in assemblea di istituto volevano esaminare il DDL Zan contro l’omotransfobia, di chiamare per il dibattito anche un esperto contrario all’approvazione della legge, per garantire il contraddittorio.

In realtà non c’è stata alcuna imposizione ma solo la proposta, condivisa dagli stessi rappresentanti degli studenti in Consiglio, di dare spazio a favorevoli e contrari al DDL. Di questo dunque è accusato il prof. Giombi (perché non invece tutto il Consiglio di Istituto?): di aver garantito il contraddittorio su una proposta di legge in discussione in Parlamento. Siamo alle solite: una certa sinistra non gradisce che la si possa pensare diversamente e vorrebbe impedire a chi non si allinea alle sue posizioni di avere voce in capitolo, foss’anche in un’assemblea studentesca. Una strana idea di democrazia in cui la libertà di opinione e il pluralismo valgono per tutelare le proprie idee ma si abbandonano senza remore quando invece occorre tacitare l’avversario. Forse nel mondo immaginato da Sinistra Italiana la scuola dovrebbe essere portatrice del verbo unico dello Stato etico. Per nostra fortuna, invece, la scuola pubblica si ispira ai valori di uguaglianza, libertà di pensiero ed espressione e di imparzialità della P.A., propugnati dalla Costituzione, in forza dei quali, quando si tratta di temi controversi e dibattuti come quello in questione (sull’approvazione di una legge), deve essere appunto garantito il contraddittorio fra opinioni diverse. Compito della scuola è infatti quello di educare i giovani a un pensiero dialettico e ad accogliere la diversità, anche di pensiero, come ricchezza e stimolo per formare intelligenze aperte e tolleranti. Si discute in Parlamento, perché non lo si dovrebbe fare anche in un’assemblea d’istituto?

I nostri censori rimproverano inoltre al dirigente di aver semplicemente adempiuto all’obbligo di legge che gli impone di informare i genitori delle attività extrascolastiche non curricolari e di chiederne il consenso informato, cosa che si fa sempre in occasione delle assemblee di istituto studentesche. Dunque non solo si dovrebbe bandire il contraddittorio, per garantire la sola espressione del pensiero unico, ma, per assicurarsi la presenza di tutti gli studenti, si pretenderebbe anche che il dirigente violasse la legge, ovviamente a suo rischio e pericolo.

Prima di salire in cattedra e pretendere di insegnare ad altri come si fa scuola i nostri dovrebbero studiare meglio la costituzione ed assimilarne i valori e le garanzie democratiche. A prescindere da come la si pensi sul DDL Zan, esprimiamo tutta la nostra solidarietà al prof. Giombi che di quei valori e di quei principi si è giustamente fatto garante.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-05-2021 alle 15:55 sul giornale del 18 maggio 2021 - 306 letture

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