Paolo Venturelli: "Dio volesse che tornasse a risorgere!" Antonio Glauco Casanova, il giardino con fontana della Corridoni e il sindaco Massimo Seri

Fano Piazza XX Settembre Fortuna 6' di lettura Fano 30/04/2021 - “Che cosa sta a fare il materiale dell’ex giardinetto che sorgeva (Dio volesse che tornasse a risorgere!) nell’area ora occupata (maledettamente) dall’Agip?”

E’ la domanda rivolta con un appunto scritto il giorno 21/VIII/1957 all’Ingegnere Capo del Comune di Fano, dal concittadino Prof. Antonio Glauco Casanova al tempo assessore, invocando la benevolenza divina e manifestando apertamente la sua contrarietà all’avvenuta deturpazione dell’ex giardinetto della Corridoni.

Perche “il materiale dietro il recinto del fabbricato della scuola, consistente della vasca della fontana demolita per i lavori dell’Agip, n. 5 panche in cemento, assieme a cose minori, ingombrava il sito” da mesi, come da rapporto informativo della Polizia Urbana del 10 /agosto dello stesso anno, cosi che il sindaco Elia Augusto Gambini il 4 settembre ‘57 scrisse all’Agip di Bologna un sollecito per lo “sgombero dalla zona della stazione Agip di Fano dei materiali residuati dalla demolizione della fontana e quanto altro, abbandonati in sito, per essere trasportati da parte di Agip, al magazzeno comunale”. Documenti questi, presenti nell’Archivio di Stato sez. di Fano, Fondo Ufficio Tecnico, busta n. 485.(distributore Agip via Monte Grappa.)

Parole ad illuminare il nostro futuro già contenuto nel passato. Regalo di persone richiamate in spirito alla vita giusto per il tempo della ricerca, che immagino contente di farsi leggere da un’apertura nell’anima. Un’anima, questa di Antonio Glauco, innamorata di quella bellezza perduta. Presa dal dolore del passato quando ancora continua a trasmetterci tra il tempo e lo spazio della propria vita, parole somiglianti a un sospiro, perché a Fano – e lo sanno i morti più dei vivi - il peso di chi ha amministrato il patrimonio artistico- quanto di più importante esiste in ogni città per la migliore formazione dei cittadini- è stato spesso distruttivo. Come sembra distruttiva la scelta del sindaco che vuol fare altro che il restauro filologico dell’area. Invece,“felici fien quelli che presteranno orecchi alle parole de’ morti. Lèggere le bone opere e osservarle”, riflette ancor oggi Leonardo da Vinci tra gli Scritti letterari tratti dal Codice Atlantico- Profezie- Rizzoli pag. 116. E leggere le bone opere e osservarle, prestando attenzione a quelle di Antonio Glauco Casanova, concittadino riconosciuto ovunque per il profondo merito, e per la finezza letteraria, è atto che giova ancor più ai fanesi, visto il riconoscimento che c’è stato del Comune di Fano, con “La Fortuna d’oro” nel 1990 in suo onore. Premio dato a chi ama la nostra città.

Ma prestare orecchi alle sue parole (Dio volesse che tornasse a risorgere!), spetta al Primo Cittadino- assessore alla cultura visto che nel 2017 fu pubblicato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, il bel libro ”Per Tonino Casanova, l’uomo, lo storico, il politico”, con la rara qualità di un suo ritratto dipinto da Emilio Antonioni, messo in copertina, e la presentazione a frontespizio di Massimo Seri, dove Tonino per gli amici, viene definito “un fanese di spicco” … “Contribuì alla ricostruzione morale ed economica di Fano … Si impegnò nel governo della città come consigliere e assessore, e nel sociale, come presidente della locale sezione Avis”. Continua il frontespizio narrando, lo stesso attuale sindaco che, “In occasione della celebrazione del 60° della fondazione dell’Avis, di cui ero presidente, ebbi la fortuna di conoscerlo di persona. Mi recai infatti a fargli visita nella sua casa romana per chiedergli una testimonianza, un ricordo. Mi accolse con grande gentilezza ed ebbi modo di apprezzarne umanità, sensibilità e profondo attaccamento per Fano. Salutandolo gli chiesi se avesse qualcosa da dire ai fanesi. Mi rispose: “la domanda mi imbarazza”, e si commosse, tanto era l’amore che aveva per la nostra città”. Giova chiarire che questo intellettuale, partigiano, storico, saggista, giornalista, era a Roma dai primi anni sessanta, chiamatovi a collaborare per la politica socialdemocratica dal Ministro Luigi Preti. E avrebbe continuato nella capitale la sua attività di scrittore, potendo noi oggi solo intuire per empatia i motivi dell’imbarazzo, rinchiusi in tutto quello che Antonio Glauco Casanova preferì tacere..

Forse quel signore innamorato della propria città madre, aveva tra i ricordi fanesi il dolore per la sua proposta del 1947 purtroppo respinta, di non costruire l’orrendo campanile di piazza, con la polemica ancor oggi non sopita. E forse gli dava dolore la sua battaglia perduta in consiglio comunale contro la cementificazione della lunga fascia di territorio,negli anni sessanta ancora ortiva, compresa tra le mura sulla ferrovia e Sassonia: lo scempio urbanistico più ampio di Fano con vista sul mare. La sua posizione in difesa della bellezza cittadina, del verde pubblico, avversa ai politici compiaciuti dell’edilizia a metro quadro, era nota e non piaceva ai tanto ignoranti/prepotenti della politica fanese. Ma quel che più attualizza questa figura è la sua opinione sulla fontana con giardino della Corridoni come nella breve nota ad inizio articolo; così che vien spontaneo “girare” tale testimonianza ritrovata, parafrasando appena l’amore ed il dolore di Antonio Glauco, quella sua domanda del 1957, e questa volta al sindaco-assessore alla cultura Massimo Seri … Cosa sta a fare la fontana al porto,quella stessa che sorgeva nel giardinetto della Corridoni,(Dio volesse che tornasse a risorgere!) visto che ora l’area è libera, pulita persino nel sottosuolo? Un sindaco questo, che può, e nonostante non vuole rimetterla al suo posto. Di fronte a questo, stare zitti è mancanza culturale di tutto il centrosinistra che dopo gli errori su sanità ed ospedali si prepara anche a sbagliare sui beni culturali; tanto per consegnare anche Fano alla destra, e la destra … ringrazia! Ci si deve invece rivoltare all’idea che la fontana circolare ideata e fatta per impreziosire la scuola Filippo Corridoni, non debba tornare dopo 65 anni dove è finalmente possibile. Il sindaco deve spiegare a tutti i fanesi le ragioni di questa sua scelta di non farlo. Cosa e di chi ostacola questa limpida risoluzione? a non riportarla, sarà un nuovo errore, un tradimento anche verso la figura di Antonio Glauco Casanova e della Cultura fanese.

E questo sindaco provi a confrontare il tema della bellezza originaria di quest’area straziata, la sua personale posizione odierna affidata ad un consorzio di studenti di Ferrara, con quanto da lui stesso riferito della visita romana al Casanova e riflettere che il suo omaggio di pochi anni fa a questa alta figura diviene oggi un atto incoerente contro il dolore e l’amore di Antonio Glauco. E questo per cosa? perché al sindaco non gli andrebbe di togliere la fontana dal porto e manco lo spiega alla gente? E’ il sindaco Seri, in tal caso non dimostra il suo attaccamento a Fano, alle sue alte personalità cittadine come il Casanova che riguardo al giardino della scuola si augurava che tornasse a risorgere. Se il giardino di un tempo non verrà ricomposto - e per farlo non c’è bisogno di menare il can per l’aia sino a Ferrara- mediante il ripristino del progetto di Mario De Renzi, semplice da fare e di giusta spesa, si mostrerà solo come si fa a rovinare un capolavoro. Vien da chiedersi: ma a Fano c’è ancora quello stesso primo cittadino che ha voluto partecipare a Capitale italiana della cultura?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-04-2021 alle 17:33 sul giornale del 03 maggio 2021 - 336 letture

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