"Ferrovia Fano-Urbino? La ciclovia sia parallela ai binari": la proposta del Comune di Colli al Metauro

ferrovia fano urbino 4' di lettura Fano 20/04/2021 - Il dibattito degli ultimi giorni sul possibile spostamento del tracciato della ciclovia metaurense (il cui progetto di fattibilità tecnica economica era stato presentato nell’estate 2020 proprio a Calcinelli dall’ex presidente regionale Ceriscioli) per lasciar spazio sufficiente ad una ipotesi di riapertura non solo a fini turistici della vecchia ferrovia Fano-Urbino (chiusa dal 1986) non ha mancato di coinvolgere anche tanti cittadini di Colli al Metauro, centro tra i più importanti dell’asse viario vallivo.

Purtroppo, come spesso accade, le voci si sono accavallate a tal punto da far perdere la dimensione e la realtà delle cose e l’Amministrazione intende far chiarezza: “Siamo stati convocati in Regione - chiarisce il vicesindaco f.f. Giuliani - dall’Assessore Regionale Baldelli per essere resi partecipi della notizia che RFI (la società che gestisce gran parte delle ferrovie italiane) intende investire 1 MLN € per uno Studio di Fattibilità Tecnica Economica teso a verificare la possibilità di riapertura della ferrovia metaurese (e successivo collegamento del tratto da Fabriano alla Romagna via Urbino) quale alternativa di collegamento dell’area Marche nord in direzione Roma alla classica “Falconara-Orte”. Di qui la necessità della Regione di verificare con i Comuni interessati le alternative su viabilità locale esistente da apportare al tracciato della ciclovia già definito”.

All’incontro erano presenti anche l’Assessore Briganti e il Consigliere Tadei: “In questi giorni ne abbiamo sentite di tutti i colori - continua Giuliani - finanche a ipotesi di chissà quali ruoli decisionali che il nostro Comune (o gli altri della vallata) possano avere nella scelta di RFI di riaprire questa ferrovia o anche solo di effettuare studi in merito. Da parte nostra abbiamo semplicemente preso atto della informativa che - correttamente - l’Assessore Baldelli ci ha comunicato, manifestando a lui e al suo staff tecnico la principale nostra preoccupazione, e cioè che gli approfondimenti sulle ipotesi di tracciato alternativo non pregiudicassero comunque l’inizio dei lavori di realizzazione della ciclovia entro il fine 2021 e la conseguente piena operatività del finanziamento europeo già concesso alla Regione. Ottenuta rassicurazione su questo aspetto, abbiamo dato la nostra massima disponibilità istituzionale alla soluzione delle problematiche locali, che riteniamo di conoscere certamente meglio di un qualsiasi progettista non residente qui”.

L’Amministrazione comunale che tipo di contributo ha potuto dare? “Abbiamo proposto alla Regione un percorso alternativo per la ciclovia, vincoli tecnici permettendo, il più possibile parallelo e in prossimità del sedime ferroviario - interviene l’Assessore Briganti - perchè riteniamo che così il percorso possa essere maggiormente fruibile, anche e soprattutto in un'ottica di mobilità sostenibile all'interno del Comune. Che idea ha l’Amministrazione sulle diverse ipotesi che son state fatte negli ultimi giorni, ivi compresa quella di un possibile tracciato nel corridoio vallivo identificato dalla fascia di rispetto della superstrada Fano-Grosseto? Come maggioranza ci siamo confrontati più volte su questo argomento, e quello del tracciato suddetto costituisce una ipotesi progettuale che certamente - secondo noi - presenta più lati positivi di quello del ripristino della vecchia Fano-Urbino visti i numerosi attraversamenti stradali dell'attuale tracciato e la volontà di RFI di eliminare gli attraversamenti a raso (cd.” passaggi a livello”) dalle nuove realizzazioni. Inoltre un intervento del genere, ex novo - continua Briganti - permetterebbe alla nuova tratta ferroviaria di divenire un efficace collegamento tra la costa e l'entroterra, con un'apertura evidente a collegamenti interregionali, consentendo di destinare l'attuale tracciato della Fano-Urbino ad uso esclusivo della pista ciclopedonale - vera e propria colonna vertebrale del nostro Comune - volàno ineguagliabile per una nuova forma di mobilità interna e sviluppo turistico. Ma al di là di tutte le considerazioni tecniche, l'aspetto di maggior valenza e di cauta soddisfazione è che finalmente questa vallata, troppo a lungo rimasta ai margini degli interessi regionali, pare possa divenire oggetto di importanti investimenti infrastrutturali e che questi possano costituire un rilancio in termini di viabilità, servizi, visibilità e attrattività dei territori. Al di la’ delle singole opinioni di ciascuno, ci sembra essenziale ribadire un concetto fondamentale - chiude Giuliani - come Amministratori, di fronte alla mutata situazione illustrataci dalla Regione abbiamo il dovere di preservare tutte le soluzione future se tecnicamente possibili, anche quelle che potrebbero non piacerci e lo dobbiamo fare per questioni deontologiche, tecniche e di correttezza amministrativa”.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-04-2021 alle 12:07 sul giornale del 21 aprile 2021 - 776 letture

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