Codice rosso: “Grazie agli agenti di polizia per il loro pronto intervento" dall’Associazione Vittime Riunite d’Italia

4' di lettura Fano 17/04/2021 - L’Associazione Vittime Riunite d’Italia, vuole pubblicamente complimentarsi con il Dott. Stefano Seretti dirigente del Commissariato di Fano e con i suoi agenti, che nei giorni scorsi, sono prontamente intervenuti in due casi di violenza, facendo partire con immediatezza il “Codice Rosso” mettendo in condizione di sicurezza le Vittime.

Gli ultimi casi di cronaca locale e nazionale, raccontano e dimostrano di storie incredibili e di maltrattamenti subiti in famiglia o da persone comunque molto vicine.

Fare i conti con quella maledetta violenza domestica, significa mettere in gioco i propri sentimenti e confrontarsi con i preconcetti sul prendere una posizione. Non sempre è facile, ma soprattutto se si conoscono entrambi: la donna Vittima che subisce violenza e l’uomo che la esercita. Perché avere il coraggio e la forza di denunciare, significa anche schierarsi dalla parte delle donne che subiscono violenza, senza paura e timori.

Esistono dei chiari campanelli d’allarme che possono essere facilmente riconosciuti e che possono aiutare a comprendere come e quando una donna sta subendo qualche tipo di violenza.

Ecco alcuni esempi per capire se una donna viene maltrattata.

Questi alcuni segnali e campanelli d’allarme:

Segnali psicologici - stati d’ansia, aumento dello stress, continui attacchi di panico, momenti di depressione senza motivi, perdita di autostima, continua agitazione e autocolpevolizzazione.

Segnali comportamentali - continui ritardi e assenze dal lavoro, agitazione per la lontananza da casa, personalità passività con forte insicurezza nelle relazioni, con un isolamento sociale.

Segnali fisici - contusioni e bruciature, lividi e fratture, occhi neri e danni permanenti, aborti spontanei.

Ma c’è un solo modo per saperlo con sicurezza, quello di chiederlo direttamente in modo fermo e in un contesto di calma e tranquillità.

Ma com’è possibile aiutarla realmente ?

Assicurarsi di volerla aiutare concretamente prima di offrirle un qualsiasi tipo di aiuto. È fondamentale informarsi sulla violenza domestica ricevuta, chiamare un qualsiasi centro antiviolenza e documentarsi sull’argomento.

Non dovete assolutamente pensare di trovare soluzioni semplici, rapide e definitive.

Come comportarsi e che atteggiamento tenere ?

Dovete prendervi tutto il tempo possibile per poter ascoltare bene e con attenzione il racconto, senza nessuna interruzione.

Ascoltare e credere a quello che la donna Vittima sta raccontando e dirglielo in modo chiaro e diretto è molto importante. Non stupitevi se il racconto della Vittima può far emergere sentimenti verso il compagno molto diversi fra loro: odio e dipendenza, disperazione e voglia di dare altre possibilità, paura e amore incondizionato.

Ditegli in modo pacato e chiaro che non esiste nessun tipo di giustificazione alla violenza subita e che nonostante tutto, non è colpa sua.

Fategli capire che lei può e deve decidere della sua vita, del suo futuro, delle sue scelte e della sua felicità.

Parlate con lei, fategli domande per capire da quando è iniziata la violenza, se è aumentata, oppure è stabile nel tempo e soprattutto se ci sono armi nella casa. Tutte queste domande, possono servire per capire la reale pericolosità della situazione che sta vivendo.

È molto importante evitare di dare giudizi e consigli su cosa fare su come comportarsi. Sarà la Vittima stessa a chiedere quello di cui ha bisogno.

In molte situazioni, nello stato di maltrattamento e di violenze, c’è anche un forte isolamento, oltre che una chiusura totale verso l’esterno.

La Vittima, necessita della vicinanza della persona che la sta ascoltando, credendo e sostenendo.

Una delle più classiche minacce usate dal maltrattatore per ricattare la Vittima è quella di dire che perderà i figli in caso di denuncia.

Fategli capire e rassicuratela che lei non è una madre cattiva ed è normale se cerca di proteggere i propri figli dalla violenza a cui assistono.

Sostenetela se chiede una mano anche per piccole cose concrete, ma se non potete garantire il vostro aiuto, meglio cercare insieme a lei delle soluzioni alternative mettendola in contatto con associazioni e centri antiviolenza.

Sostenere le sue decisioni e essere un punto certo e sicuro, la faranno scegliere più serenamente.

Dovete essere consapevoli che ci sono sempre dei rischi legati a ogni decisione presa da una donna Vittima, quindi se la volete davvero aiutare, dovete essere pazienti e avere sempre rispetto per le sue scelte.

Come vi dicevo prima, ci sono associazioni, centri antiviolenza con personale preparato e specializzato, ma ci sono anche degli uffici interni alle Questure della Polizia di Stato e alle caserme dei Carabinieri con altrettante persone formate e riservate, pronte ad ascoltarvi e indicarvi il percorso migliore.

Non dovete aver paura di denunciare.

Non dovete aver paura di chiedere.

Non dovete aver paura di parlarne.


da Angelo Bertoglio 

Presidente dell’Associazione Vittime Riunite d’Italia





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2021 alle 14:28 sul giornale del 19 aprile 2021 - 220 letture

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