Famiglie straniere con minori, ridurre al minimo il disagio: la nuova iniziativa della prefettura

2' di lettura Fano 06/04/2021 - Intervenire in maniera puntuale e coordinata per attenuare le condizioni di disagio delle famiglie straniere con minori è l’obiettivo del progetto R.I.T.I., presentato dalla Prefettura di Pesaro nell’ambito del Programma FAMI, finanziato dal Ministero dell’Interno ed operativo dal 7 aprile 2021.

R.I.T.I. è l’acronimo di Reti Inclusive Territoriali e Integrate e sintetizza l’obiettivo principale di questo progetto, realizzato in collaborazione con l’Ambito Territoriale Sociale 1 – Pesaro, l’Ambito Territoriale Sociale 4 – Urbino e l’Ambito Territoriale Sociale 6 – Fano, la cooperativa sociale Labirinto e l’Università di Urbino.

E’ noto che le condizioni di vita possono risultare complesse per i nuclei familiari monoparentali privi di un lavoro stabile e con minorenni che necessitino di cure ed attenzioni. Se a tale contesto si aggiungono la complessità dei processi di inclusione sociale, la difficoltà relazionale dovuta ad una non adeguata comprensione linguistica e la mancanza di un contesto parentale ed amicale di supporto, risulta con evidenza la necessità di migliorare l’assetto e la funzionalità dei servizi pubblici territoriali, affinché la loro azione risulti più efficace e rispondente ai bisogni emersi. Infatti il miglioramento organizzativo e gestionale nell’individuazione delle situazioni di disagio e la conseguente attivazione di misure efficaci di risoluzione costituisce un progresso per tutto il contesto sociale, al di là delle differenze specifiche di cui il progetto si occupa per far fronte alle situazioni con maggiore complessità e disagio.

Attraverso R.I.T.I., la Prefettura di Pesaro-Urbino punta quindi a rafforzare la propria azione di raccordo, attraverso un coinvolgimento attivo di tutti gli attori del welfare territoriale (Ambiti, Comuni, Distretti Sanitari, Scuole, Forze di Polizia, Polizie Locali, Cooperative sociali, Associazioni di volontariato e di promozione sociale, Parrocchie, ecc.), allo scopo di creare metodologie comuni di intervento, che colleghino fra loro le esperienze già attive e ne potenzino l’efficacia.

E’ quindi prevista innanzitutto una ricerca sul campo, per raccogliere quanto si stia già realizzando, a livello formale ed informale, nell’ambito del sostegno alle famiglie straniere in condizione di disagio.

Verrà poi realizzato un percorso formativo, per accrescere le competenze degli operatori pubblici e privati, così da migliorare la capacità di individuazione dei bisogni dei cittadini stranieri, la qualità dei servizi e l’offerta di risposte integrate e personalizzate.

Nell’ultima fase verranno sperimentati e validati sul campo interventi innovativi in ambito scolastico, domiciliare e territoriale, per supportare il modello amministrativo con dati e valutazioni raccolti direttamente nel lavoro con l’utenza ed il territorio.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-04-2021 alle 19:10 sul giornale del 07 aprile 2021 - 169 letture

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