CNA e Confartigianato: “Aprire comparto benessere in zona rossa. Con abusivismo rischio maggiore”

4' di lettura Fano 31/03/2021 - Dopo migliaia di euro spesi per garantire l sicurezza le imprese della comparto benessere si sono trovate a dover abbassare le serrande in zona rossa. Parrucchieri, estetisti e altri imprenditori del benessere rischiano di non riaprire, mentre l'abusivismo imperversa aumentando il rischio contagio

L’appello è univoco e chiaro: ripartire subito “perché non c’è più tempo: le aziende sono stremate da mesi di chiusure o limitazioni di attività e non si comprende il perché a gennaio le imprese in zona rossa potessero lavorare seguendo i protocolli di sicurezza e ora da marzo non più, con il nuovo decreto governativo. E’ un controsenso”, hanno detto il Segretario di Confartigianato Ancona – Pesaro e Urbino, Marco Pierpaoli, e il Direttore di CNA Ancona, Massimiliano Santini. “Chiediamo che sia subito consentita la riapertura delle attività, perché non esistono rischi per la salute delle persone che si affidano alle imprese regolari, le quali adottano tutti i protocolli di sicurezza per lavorare, e non sussistono dunque motivi validi per le chiusure. Come abbiamo ripetuto molte volte, non sono le imprese il luogo in cui viene veicolato il contagio”.

Un appello sentito quello delle due federazioni che raccolgono le proteste delle 4098 imprese, di cui circa 3mila acconciatori e oltre 1000 estetiste, che danno lavoro a 15mila addetti”. Una categoria che si è sentita tradita dalle contraddizioni dei decreti ministeriali. Dopo aver speso migliaia di euro per adeguarsi alle misure di sicurezza imposte del governo ( tra i 500 e i 1000 euro al mese il budget stimato per la sicurezza e la sanificazione dagli imprenditori), tornano le chiusure, nonostante il reparto del benessere abbia dimostrato di essere tra i meno rischiosi in assoluto. E a fronte della chiusura degli esercizi gli aiuti si fanno attendere come sottolinea Perlita Vallesciani, Presidente CNA Estetiste Marche: “La chiusura delle aziende regolari, nel momento in cui viene ritenuta necessaria, deve essere sostenuta con contributi economici immediati tali da poter garantire la possibilità di coprire i costi fissi e i mancati incassi.

Oltre alle difficoltà economiche, quelle procurate dal fenomeno dell’abusivismo conseguente le chiusure, che ormai sta dilagando sempre più, come ha ricordato Daniele Zucchini, Presidente Confartigianato Benessere Acconciatori Marche: “Vediamo tutti in giro per le città persone con i capelli curati. Questo è solo la punta dell'iceberg del fenomeno degli abusivi che sta imperversando con la chiusura degli esercizi. Incentivare l'abusivismo oltre che un danno a chi rispetta le regole è anche un rischio dal punto di vista sanitario”.

Non ci sono più risorse nemmeno per far fronte ai costi fissi, come ha ricordato Ilenia Pigliapoco, Presidente Confartigianato Benessere Estetiste Marche: “Le aziende hanno dovuto spendere cifre importanti, fra sanificazioni, dispositivi di protezione individuali, gel, igienizzanti, buste e contenitori isolanti specifici di cui hanno dovuto dotarsi. A fronte di tutto questo, non è stato mai corrisposto loro alcun indennizzo”.

Poi l’intervento del Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “Ringraziamo per l’opportunità di confronto, come Regione Marche la nostra posizione è stata sempre una: consentire alle imprese di lavorare seguendo tutti i protocolli di sicurezza, anche laddove ci sono restrizioni importanti. Continueremo a chiedere questo al governo, nel frattempo stiamo lavorando a un provvedimento che consenta il risarcimento delle attività che non hanno potuto lavorare nelle ultime settimane e che non hanno avuto ristori in precedenza”.

Tra gli altri partecipanti online alla conferenza: i responsabili di categoria regionali, Barbara Tacconelli per la Confartigianato e Riccardo Battisti per la CNA, il Segretario territoriale di Macerata - Ascoli Piceno - Fermo, Giorgio Menichelli, il Segretario Moreno Bordoni della CNA Pesaro. Presenti in videoconferenza anche tutti gli imprenditori di delegazione.

Massimiliano Santini, Direttore CNA Ancona, ha concluso: “Siamo arrivati a un punto di non ritorno. Ormai bisogna imprimere una svolta e consentire alle imprese di tornare a lavorare, pena la perdita di tantissime attività, costrette alla chiusura. La parola d’ordine è mai più chiusi per Covid, le imprese debbono poter tornare ad aprire nel nuovo Decreto di Pasqua e devono poter lavorare. Le Associazioni lavorano come corpi intermedi responsabili, poi le istituzioni devono essere coerenti e tempestive nelle risposte e con atti concreti. Solo in tal modo si possono aiutare gli imprenditori a non farsi vincere dalla frustrazione. Contiamo infine sulla massima lotta all’abusivismo e su un’accelerazione della campagna vaccinale che ricomprenda le vaccinazioni delle categorie produttive e sui luoghi di lavoro”.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questo è un articolo pubblicato il 31-03-2021 alle 16:06 sul giornale del 01 aprile 2021 - 130 letture

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