Comitato Ciclovia del Metauro: "Cos’è una ciclovia?"

2' di lettura Fano 22/03/2021 - Soprattutto a beneficio di improvvisati “esperti” che si ritengono in grado di progettare ciclovie, si riporta l’art. 2.1 della Legge nazionale 2/2018 “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della Rete nazionale di percorribilità ciclistica”.

“Ai fini della presente legge si intende per:

a) «ciclovia»: un itinerario che consenta il transito delle biciclette nelle due direzioni, dotato di diversi livelli di protezione determinati da provvedimenti o da infrastrutture che rendono la percorrenza ciclistica piu' agevole e sicura;”

(cfr. https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/opere-specialistiche/scheda/12359.html)

E’ quindi del tutto evidente che l’idea progettuale di assemblare alla buona spezzoni già esistenti o da recuperare magari espropriando terreni privati (ed eventuali opposizioni sarebbero più che giustificate) non corrisponde a quanto previsto dalla legge.

Pertanto, è forte la probabilità che non vengano più concessi i fondi dedicati ad una vera “Ciclovia turistica del Metauro”, cosa ben diversa da un percorso che fa di tutto per evitare quello più logico, sicuro e conveniente sia per residenti che turisti. Con danni enormi per la qualità della vita e le potenzialità turistiche di un’intera vallata che non ha nulla da invidiare ai territori in cui le ciclovie realizzate su ferrovie dismesse (finora una sessantina) stanno portando risorse e migliorando sicurezza e qualità della vita.

Ma c’è molto di più a documentare che non è giustificabile né l’abbandono di un progetto ragionevole giunto a un passo dal traguardo, né la retromarcia di qualche sindaco che già l’aveva condiviso e apprezzato; parliamo in particolare della situazione di ponti e gallerie che non sono a norma, come per esempio si può vedere in quella di Tavernelle dove esiste l’avviso di possibili crolli. Già nel 2011, visto che molte persone vi si avventuravano, le gallerie tra Fermignano e Urbino erano state sbarrate con dei cancelli, evidentemente perché non erano sicure. Sarebbe importante sapere se tali sbarramenti esistano ancora o siano stati rimossi da parte di RFI che ne ha la responsabilità, perché in 10 anni non sembra siano migliorate le condizioni di sicurezza.

Per questo e per molti altri motivi è sorprendente la mancanza di conoscenze fondamentali di chi insiste per recuperare una infrastruttura che, per legge, non è più una ferrovia e non è (ancora) una tratta turistica che nessuno sa come finanziare (servono almeno 100 milioni) e da chi sarebbe eventualmente gestita. Da Comitato Ciclovia del Metauro

In allegato due foto del 2011








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-03-2021 alle 16:12 sul giornale del 23 marzo 2021 - 406 letture

In questo articolo si parla di attualità, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bTQ9





logoEV
logoEV