Coronavirus in Italia: la variante inglese è diventata quella prevalente

2' di lettura Fano 03/03/2021 - La variante inglese della Sars-CoV-2 è diventata quella prevalente in Italia ed è oramai responsabile del 54% dei contagi.

In Italia, alla data del 18 febbraio scorso, la percentuale della cosiddetta ‘variante inglese del virus Sars-CoV-2 risultava sul 54,0% dei test analizzati, con valori tra le singole regioni, che spaziavano tra lo 0% e il 93,3%, mentre quella ‘brasiliana’ era del 4,3% (0%-36,2%) e quella ‘sudafricana’ dello 0,4% (0%-2,9%).
La stima viene dalla nuova ‘flash survey’ condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute in collaborazione con i laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus, secondo le modalità descritte nella circolare del ministero della Salute dello scorso 17 febbraio. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni/PPAA in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e se possibile per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni/PPAA e complessivamente 101 laboratori, e sono stati effettuati 1296 sequenziamenti.

Stando al report, “la ‘variante inglese’ sta diventando quella prevalente nel Paese, e, in considerazione della sua maggiore trasmissibilità occorre rafforzare/innalzare le misure di mitigazione in tutto il Paese nel contenere e ridurre la diffusione del virus mantenendo o riportando rapidamente i valori di Rt a valori <1 e l'incidenza a valori in grado di garantire la possibilità del sistematico tracciamento di tutti i casi. Emerge una chiara espansione geografica dall'epicentro umbro a regioni quali Lazio e Toscana della cosiddetta 'variante brasiliana', che deve essere contrastata con le massime misure di mitigazione".

Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha spiegato: “Pur se si registra un aumento nei casi in età pediatrica, questo non significa che il contagio si associ a malattie più importanti. Fortunatamente i bambini restano risparmiati da forme gravi. La variante inglese non mostra resistenze alla protezione dei vaccini in uso nel Paese, per quella brasiliana ci sono segnalazioni di reinfezioni ma nessuna pubblicazione scientifica in merito, quindi il dato andrà verificato. In ogni caso anche eventuali reinfezioni non si dovrebbero connotare con forme di particolare gravità”.






Questo è un articolo pubblicato il 03-03-2021 alle 09:12 sul giornale del 04 marzo 2021 - 201 letture

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