"Il padre dà le regole, la madre accudisce": bufera su Ciccioli (FdI). Europa Verde non ci sta: "Cosa ne pensano la Regione e la stessa Meloni?"

4' di lettura Fano 24/02/2021 - Dopo le affermazioni del capogruppo di Fratelli D’Italia nel consiglio regionale delle Marche in occasione della presentazione della PDL n. 20/2021, come Europa Verde regionale e come co-portavoce donna in rappresentanza del genere in questo partito non posso sottacere sul punto.

Non entro al momento nel merito del contenuto giuridico e politico della PDL che è in giacenza nella commissione competente, ma vorrei comprendere innanzitutto se queste esternazioni sono condivise da un vertice nazionale, che rappresenta l’unico esempio al femminile di ruolo apicale a livello partitico ed è oggettivamente un esempio di come le donne siano multitasking e riescano a ricoprire oggettivamente il ruolo di Caregiver familiare e leader autonoma di un movimento politico nazionale: chiedo quindi all’Onorevole Giorgia Meloni se sono rimasti solo loro (gli uomini) a sostenere che tutte le donne hanno la vocazione esclusiva alla cura?

E mi rivolgo altresì alle donne del governo regionale ed in particolare alle rappresentanti neoelette da quel governo nella Commissione per le Pari Opportunità della regione Marche, se intendono eseguire il mandato che gli è stato conferito dalle loro elettrici nell’ottica di una parità di genere ovvero se dopo cinque anni di lavoro intendono tornare silenziosamente a casa a curare il “focolare domestico”? In ogni caso, ma ben più importante, è l’enorme retromarcia che questo esempio di politica è in grado di innescare per bloccare il lungo, faticoso ed incessante lavoro di conquiste della legislazione attuale in materia di diritto di famiglia e di attuazione degli articoli 37, 51 e soprattutto del secondo comma di cui all’art. 3 della nostra costituzione italiana sulla parità di genere: la vocazione alla cura dell”impresa famiglia” non solo non è di esclusiva “spettanza” della donna, ma è di fondamentale importanza passare oltre a questo stereotipo ormai (si sperava) superato; il punto è che tale presunto ruolo non deve più neppure essere dato per scontato, perché tutto l’impegno che le donne profondono nella famiglia va a detrazione della propria realizzazione personale, sociale, lavorativa e via dicendo.

Il vero problema è che sulle donne grava ancora la maggior parte del lavoro di cura, sia gratuito che retribuito, perché sono state allo stesso tempo le principali protagoniste durante il COVID, negli ospedali, nella ricerca, nella didattica a distanza, nel volontariato, nelle famiglie, ma anche le principali vittime a partire dalla perdita dei 344.000 posti di lavoro tra il terzo trimestre 2019 e il terzo trimestre 2020 (ISTAT). Dopo la pandemia, che ha prepotentemente evidenziato quanto debole sia la politica di genere a tutela per l’empowerment femminile; dopo che nel Next Generation EU l’Europa ci indica tra gli obiettivi fondamentali un concreto Woman New Deal per un PNRR giusto ed empatico; dopo il lancio da parte dell’europarlamentare di Europa Verde Alexandra Geese della campagna HalfOfIt, che ha portato, tra l’altro, alla stesura di un Manifesto in cui sono anche indicati gli obiettivi che la politica e le amministrazioni devono mettere in atto per avere “città a misura di donne”; ci batteremo alacremente per l’applicazione sul nostro territorio del Manifesto redatto e sostenuto da espressioni della società civile e dell’associazionismo anche sindacale, che hanno subito risposto con grande entusiasmo non solo con la sottoscrizione a livello nazionale, ma anche con un laboratorio a livello provinciale.

Non credo, dunque, che la strada intrapresa dal capogruppo di Fratelli D’Italia sia quella che porterà ad un approccio Gender Mainstreaming alle tematiche di genere, ovvero secondo un approccio pluralistico che valuti la diversità tra uomini e donne e che valuti tutte le diverse implicazioni per uomini e donne di ogni azione politica prevista, compresa la legislazione e i programmi, in tutti i settori e livelli; in altri termini, la nostra regione sarà chiamata a fare una valutazione di genere permanente (ex ante, in itinere ed ex post) sul PNRR e, dato l’incipit, bisogna vigilare sin da subito e attentamente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2021 alle 11:47 sul giornale del 25 febbraio 2021 - 749 letture

In questo articolo si parla di pari opportunità, donne, politica, europa verde, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bPEt





logoEV
logoEV