Fano-Urbino, FVM replica a For.Bici: "Solo coi treni si amplia l'offerta di trasporto pubblico, non con le improbabili ciclabili"

2' di lettura Fano 08/02/2021 - Ci lasciano sempre più basiti i comunicati dell’associazione For.bici, addirittura nell’ultimo citano la tragedia di Viareggio che non ha nessuna attinenza con le questioni della ferrovia Fano-Urbino. E’ ignoranza o sciacallaggio?

E’ un fatto di un’ inaudita gravità sostenere le proprie tesi riportando uno dei più grandi disastri ferroviari d’Italia avvenuto per la rottura di un assile di un carro cisterna di un treno merci che trasportava GPL causando 32 morti. E’ come se non si costruissero più dighe perché c’è stato il Vajont!

Che il treno sia il mezzo di trasporto più sicuro è assodato; la rete ferroviaria italiana ha un’ incidentalità più bassa degli altri paesi dell’Unione Europea ed ogni anno si investono centinaia di milioni di euro per migliorare gli impianti di sicurezza.

Di attraversamenti a raso o passaggi a livello in Italia su oltre 16000 km di linee ne esistono più di 4500. Sono una criticità, ma è altresì vero che da tempo si sta effettuando un piano di soppressione dei PL con interventi concordati con gli Enti Locali attraverso cavalcaferrovia, sottopassi o cambi di viabilità stradale.

Va ricordata la fascia di rispetto delle ferrovie che vale anche per le ferrovie turistiche stabilita dal DPR 753/80 e la rilevanza degli spazi liberi nei tracciati ferroviari che garantiscono la canalizzazione delle condutture degli impianti di sicurezza, l’istallazione delle relative garitte, il posizionamento dei segnali, la posa dei pali dell’ elettrificazione, la realizzazione dei sentieri per ispezionare la linea o per controllare un convoglio nell’eventualità di guasti, il tutto previsto dalle normative di sicurezza.

Per questi motivi è incompatibile la ciclabile ad 1,5m dal binario; a riprova, basta disporre di uno strumento di misurazione laser per verificare direttamente la distanza dal binario della ciclabile tra Fano a Fosso Seyore : è quasi ovunque oltre 4m.

For.Bici persevera a contrapporre le biciclette non solo ai treni, ma anche alla Costituzione Italiana che garantisce ad ogni cittadino il diritto alla mobilità. E’ evidente che nel nostro territorio quel diritto può essere sopperito solo con l’auto propria perché il trasporto pubblico è decisamente inadeguato ed insufficiente.

Solo con i treni si riesce ad ampliare l’offerta di trasporto pubblico sia per la loro capacità di far viaggiare un numero di persone superiore a qualsiasi altro mezzo, sia per la frequenza e regolarità delle corse che si andrebbero ad integrare con le corse degli autobus che raggiungono le località più lontane dalle stazioni o non servite affatto.

Bene sta facendo la nuova amministrazione regionale per il rilancio del territorio con un progetto strategico per la ricongiunzione della Fano – Fermignano-Urbino con la Pergola – Fabriano per raggiungere poi Macerata e Civitanova. Ma per arrivare all’obiettivo bisogna assolutamente ripartire dalla riattivazione dell’esistente e non comprometterlo con le improbabili ciclabili.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-02-2021 alle 15:21 sul giornale del 09 febbraio 2021 - 561 letture

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