Tra Assisi, Roma e altre 10 città, una serie di incontri celebra la figura di San Francesco e i 100 anni della rivista a lui dedicata

3' di lettura Fano 24/01/2021 - A 100 anni dall'uscita del primo numero della rivista "San Francesco" (1921), la redazione del mensile francescano e i frati del Sacro Convento di Assisi hanno organizzato - tra Roma, Assisi e altre 10 città variamente legate alla memoria del Santo - una serie di incontri dedicati alla comunicazione e all'importanza della figura di Francesco e dei suoi viaggi in Italia e nel mondo. Il tutto, con l'attenzione rivolta anche al 2026, per l'VIII Centenario della morte dell'uomo di Assisi.

Il primo evento: un dialogo dal titolo “Parole Povere” tra il Vescovo di Assisi, Mons. Domenico Sorrentino, il Custode del Sacro Convento di Assisi, fra Marco Moroni, la direttrice di Rai Giornale Radio e Radio Uno, Simona Sala, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Beppe Giulietti, e il direttore della rivista San Francesco, padre Enzo Fortunato, è andato in onda in diretta Facebook, sulla pagina ufficiale FB di San Francesco d'Assisi - Chiesa cattolica (pagina gestita dai frati della sala stampa della Basilica assisiate, Domenica 24 gennaio pomeriggio.

Dalla Sala della Spogliazione (così chamata perchè teatro della formale rinuncia, da parte del giovane Francesco, a tutti i suoi averi. vestiti compresi, dinanzi a Guido, Vescovo di Assisi, e al contrario padre, Pietro Bernardone), nella chiesa di S. Maria Maggiore in Piazza del Vescovado, Padre Marco, Custode del Sacro Convento, ha ricordato le varie"Spogliazioni" nella vita di Francesco. Perchè non ci fu solo quella del gennaio 1206 dinanzi alla sua famiglia, al Vescovo e alla cittadinanza di Assisi: "Francesco - ha precisato Padre Marco - in realtà conosce un'altra spogliazione negli ultimi anni di vita, quando si trova da solo con pochi seguaci, avendo ormai altri assunto la direzione del suo movimento (come secoli dopo, in situazione in parte analoga, si troverà anche Martin Lutero, N.d,R.). L'ultima, avverrà con la sua morte, il 4 ottobre 1226. Ma al tempo stesso Francesco testimonia all'umanità che, se si lascia tutto per seguire Cristo, in realtà non si perde,ma si guadagna".

Sabato 23 Gennaio è stata la 55ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, istituita dalla Chiesa al tempo del Concilio: con un importante messaggio di Papa Francesco, basato anzitutto sul "No" all'informazione "preconfezionata". Domenica 25, anniversario della Conversione di San Paolo: comunque lo si giudichi, un grande comunicatore e, soprattutto, un uomo che ha pagato coraggiosamente con la vita la fedeltà alla sua fede. Lunedì 26 gennaio, festa di S. Francesco di Sales, patrono dei giornalisti: 3 giornate eccezionali, che chiamano variamente in causa gli operatori dell'informazione e della comunicazione tutta. "Le parole, se volte alla pace, possono essere veramente delle "bombe" di pace", ha sottolineato Simona Sala, direttrice di Rai Giornale Radio e Radio Uno. Citando un grande comunicatore e presentatore RAI, Corrado Mantoni: che nel 1945, giovanissimo annunciatore della radio, in ideale contrapposizione, diremmo, all'altro speaker EIAR Giovan Battista Arista (che il 25 luglio 1943 aveva annunciato le "dimissioni" di Mussolini, il passaggio del governo a Badoglio e la continuazione della guerra) interrompeva improvvisamente i programmi per dare il laconico, quanto staordinario annuncio, "La guerra è finita".


di Fabrizio Federici
redazione@vivereroma.org





Questo è un articolo pubblicato il 24-01-2021 alle 23:26 sul giornale del 26 gennaio 2021 - 256 letture

In questo articolo si parla di cultura, articolo, Fabrizio Federici

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