Per Patrick Zaky e Giulio Regeni: da 'In Comune' una mozione e un ordine del giorno a favore dei diritti umani

2' di lettura Fano 17/01/2021 - Nella giornata di venerdì la capogruppo di In comune Carla Luzi ha protocollato due documenti per impegnare il consiglio comunale ad azioni concrete per la salvaguardia dei diritti umani.

Con una mozione si chiede che il Comune di Fano aderisca alla campagna “Free Patrick Zaky, prisoner of conscience", iniziativa promossa da Amnesty International Italia, Conversazioni sul futuro, Diffondiamo idee di valore, in collaborazione con Festival dei Diritti Umani, con il patrocinio dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e con l’adesione di numerose amministrazioni pubbliche e altri partner. “Free Patrick Zaky, prisoner of conscience", è un contest rivolto ad artisti di tutto il Mondo per la realizzazione di manifesti che contribuiscano a chiedere la liberazione immediata dello studente egiziano iscritto all'università di Bologna. Patrick Zaky è in carcere da circa un anno nel suo Paese come prigioniero di coscienza, detenuto per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. I dieci migliori poster, selezionati da una giuria internazionale saranno stampati e affissi tra il 7 e l’8 febbraio – anniversario del primo fermo e della convalida dell’arresto – nelle città e nei luoghi pubblici e privati che aderiranno all’iniziativa.

Il secondo documento presentato è un ordine del giorno con il quale si chiede di impegnare il Sindaco e la Giunta affinché il Comune di Fano sostenga le richieste avanzate dai genitori di Giulio Regeni al Governo italiano. Il prossimo 25 gennaio ricorrerà il quinto anniversario della scomparsa, tortura e omicidio del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni che lavorava per conto dell’Università britannica di Cambridge a Il Cairo, capitale dell’Egitto, dove svolgeva ricerca sul campo a tema “I sindacati indipendenti post Mubarack”. Il 16 dicembre 2020 la procura di Roma ha individuato quattro agenti del servizio segreto egiziano “National Security” accusandoli di essere esecutori materiali della tortura e dell’omicidio di Giulio Regeni; nello stesso tempo i giudici capitolini accusano gli apparati egiziani di depistaggi ai fini di occultare i veri responsabili del delitto. Pertanto chiediamo che il Comune di Fano sostenga i signori Paola Defendi e Claudio Regeni nelle loro richieste al governo italiano. In particolare: richiamare l’ambasciatore italiano in Egitto, dott. Giampaolo Cantini; interrompere qualsiasi negoziato, economico o di qualunque altro genere, attuale e futuro, tra il Governo italiano e il Governo egiziano; richiedere che vengano poste in essere concrete iniziative per ottenere Verità e Giustizia per Giulio Regeni e per tutte le altre e altri cittadine e cittadini italiani vittime di tortura e omicidio all’estero, in particolare per i cittadini Andy Rocchelli e Mario Paciolla.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-01-2021 alle 20:42 sul giornale del 18 gennaio 2021 - 157 letture

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