"Minori invitati a guardare film porno femministi durante un consiglio comunale": Bene Comune chiede un evento 'riparatore'

3' di lettura Fano 02/12/2020 - Mercoledì 25 novembre, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si è tenuto in videoconferenza il Consiglio Comunale in seduta straordinaria monotematica, alla presenza di numerosi giovani delle classi quarte e quinte superiori della città, quindi anche di minori.

Oltre alla Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco e all’Assessore alle Pari Opportunità, sono intervenute alcune esperte (scelte dall’amministrazione) che per lo più hanno portato contributi del tutto condivisibili e appropriati al tema. Purtroppo, rispondendo alla domanda di una studentessa, su pornografia e immagine della donna, una delle relatrici, dopo aver giustamente criticato la pornografia mainstream (quella che va per la maggiore), come misogina e in linea con gli stereotipi di genere, rivolgendosi agli alunni, così si esprimeva: “quello che posso dirvi, o quello che posso consigliarvi è magari iniziare a informarvi, [...] guardare alla sessualità attraverso quello che viene chiamato post-porno o porno femminista”, di cui indicava anche la regista portabandiera, tale Erika Lust. Un tipo di pornografia, spiegava la relatrice, attento al piacere “a trecentossesanta gradi umano”. Si trattava di affermazioni inequivocabili, contenenti un chiaro invito ai ragazzi a formarsi alla sessualità attraverso la visione di film pornografici.

Quando si parla con minori, il porno, che sia mainstream, femminista, maschilista, gender free, è porno e basta, ovvero un materiale video dalla cui visione i minori andrebbero comunque protetti. Del resto, se si cercano sul web i video della suddetta regista, si viene indirizzati a quegli stessi siti pornografici che contengono materiale di ogni tipo e tendenza. Il dilagare della pornografia e la sua libera accessibilità ai minori è problema che allarma le famiglie, le istituzioni nazionali ed internazionali e tutte le agenzie che si occupano di tutela dei minori perché, come ricorda il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, ne 'La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione', la pornografia è “inclusa tra i contenuti da ritenersi come gravemente nocivi allo sviluppo fisico e psichico dei minorenni”. Proprio per questo solo pochi mesi fa è stata approvata una norma di legge intesa a prevenire l'accesso dei minori alla pornografia sul web.

A prescindere dall’errore della relatrice (forse tradita dall’emozione, dall’inesperienza, o dai limiti del mezzo informatico), come è possibile che l’Assessore alle Pari Opportunità, che l’aveva scelta, e la Presidente del Consiglio Comunale, che dirigeva i lavori, siano rimaste impassibili di fronte a tali affermazioni e non ne abbiano avvertito la gravità? Come è possibile che, anche dopo aver letto l’espressione di disappunto formulata in chat da un consigliere, l’Assessore, invece di correggere il tiro, si sia preoccupata di neutralizzare il dissenso, affermando genericamente che non si può fare educazione sessuale tramite YouPorn ma guardandosi bene dal correggere il sopra citato consiglio della relatrice (di guardare alla sessualità attraverso il porno femminista) che ne è così uscito incensurato? Non si è così avvallato, nella percezione dei minori presenti, che quanto udito fosse proprio il messaggio che la massima assise cittadina voleva loro trasmettere? Che cioè ci sarebbe un porno mainstream da evitare e un porno-femminista invece adeguato ai minori, anzi addirittura utile per il loro approccio alla sessualità? Un messaggio ancor più insidioso perché veicolato in un evento organizzato dalla P.A. e confuso tra tanti altri contenuti certamente condivisibili e positivi. Un messaggio che entra in rotta di collisione non solo con la legislazione vigente ma anche con decenni di progetti e programmi intesi a realizzare “La città dei Bambini e delle Bambine”. Chi ha la responsabilità politica di quanto accaduto faccia le dovute riflessioni e senta almeno l’urgenza di rimediare in qualche modo al danno, organizzando subito un evento pubblico di segno opposto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2020 alle 23:31 sul giornale del 03 dicembre 2020 - 1512 letture

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