Ospedale, ressa al laboratorio analisi. La rabbia di una fanese: “Stavano tutti appiccicati, chi non prenota resti a casa”

ospedale santa croce fano 3' di lettura Fano 25/11/2020 - “Sono incinta, e mi reco periodicamente in ospedale per delle analisi di routine. Ma non è possibile trovarsi anche quaranta o cinquanta persone in coda per un prelievo”. Comincia così lo sfogo di Giorgia Carboni, giovane fanese indignatasi dopo l’ennesimo appuntamento all’ospedale Santa Croce durante il quale si è ritrovata circondata da decisamente troppe persone. Già, ‘appuntamento’. Quello che probabilmente in tanti evitano ancora di prenotare, preferendo recarsi al nosocomio di persona. E contribuendo, però, a creare degli assembramenti.

Quattro o cinque le persone che Giorgia si è ritrovata in fila per l’accettazione. E fin qui tutto bene. A scatenare l’ira della ragazza sono state le ventisei persone in coda per il prelievo prima di lei, senza considerare che alle sue spalle ce n’erano probabilmente altrettante. “Avevo il numero 49, e in quel momento era il turno del 23. Se io arrivo alle 8 25 mi aspetto di trovare al massimo dieci persone, non cinquanta. Non vi dico che delirio! A parte i dieci a sedere, gli altri stavano tutti appiccicati. La gente ha capito che non è consentito creare assembramenti, soprattutto in luoghi chiusi? Mi pare di no”.

Non una critica all’ospedale, quella di Giorgia, ma alla mancanza di buon senso della gente. La fanese vorrebbe infatti che venissero fatti più controlli, ma soprattutto che i pazienti prenotassero il loro prelievo e si presentassero soltanto a ridosso dell’orario concordato. “I controlli – ha spiegato - non devono essere fatti soltanto nei bar e nei ristoranti ma, a questo punto, pure negli ospedali! E non ditemi che ‘zerocoda’ è complicato per prenotare, o che non tutti hanno i mezzi, perché per prenotare ci sono anche dei numeri di telefono apposta per chi non ha uno smartphone. Chi è senza prenotazione lì non deve starci! Non si può mettere a rischio la salute di altri soltanto perché ci si crede più furbi”.

Il problema, dunque, sarebbe proprio il ‘vizietto’ di tanti di recarsi al Santa Croce senza appuntamento. “In caso contrario – prosegue la fanese - la fila per il prelievo sarebbe stata decisamente molto più corta. Qualche giorno fa i miei suoceri si sono presentati all’orario prestabilito, e hanno incontrato al massimo dieci persone. E come numero direi che accettabile. Ma che io mi trovi venti persone davanti e altre venti dietro significa che qualcosa non ha funzionato!”

Giorgia ha infine voluto rendere merito al personale del Santa Croce per il grande lavoro svolto, ma anche per la pazienza che stanno tutti dimostrando in un momento come questo. “Gli infermieri sono i primi a cercare di mantenere l’ordine. Stamattina hanno fatto notare, senza però nessun riscontro, che eravamo in troppi, che non c'era distanziamento, e che sarebbe stato il caso di aspettare nell'altra sala, oppure fuori, dato che i posti a sedere disponibili lì in accettazione erano tutti occupati. Quei poveretti all'accettazione, poi, devono ascoltare continuamente le lamentele di chi non ha preso appuntamento. E ripeto, non credo che la colpa sia loro. Credo semplicemente che se sai di non poter effettuare il prelievo dovresti tornare a casa e prenotare. Basta leggere sulla porta, dove sono indicate tutte le modalità. Allo stesso modo, chi ha l'appuntamento alle 9 45 non deve presentarsi alle 7 30 credendo che prima si arriva e prima si torna a casa”. Prenotare serve proprio per non creare affollamento, quindi perché non farlo? Forse – ha concluso - l'ospedale dovrebbe provvedere a un maggior controllo all'ingresso del laboratorio analisi”.


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Questo è un articolo pubblicato il 25-11-2020 alle 20:33 sul giornale del 26 novembre 2020 - 2230 letture

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