Prestito "Cura Italia" illegittimamente rifiutato. Risponde l'avvocato Roberta Motta

3' di lettura Fano 24/11/2020 - Continua la nostra iniziativa gratuita di consulenza legale in collaborazione con l'avvocato Roberta Motta dello studio Motta e Partners. Per inviare le vostre domande: info@studiolegalemottaepartners.it.

Gentile Avvocato,

Sono amministratore e socio di una piccola impresa.

A seguito della pubblicazione del decreto liquidità emesso dal Governo per aiutare le imprese in difficoltà post corona virus, ho provveduto a presentare, per conto della mia azienda, la richiesta di prestito tramite la mia banca di fiducia.

Purtroppo, a causa di mie precedenti segnalazioni personali a sofferenza, peraltro risalenti nel tempo, il prestito richiesto non mi è stato concesso.

La mia azienda, come tante altre, ha mancanza di liquidità e avevo riposto su questo prestito tante aspettative per poter proseguire nell’attività, pur se nella critica situazione dovuta all’emergenza sanitaria.

Ritiene giusto questo rifiuto? Posso fare ancora qualcosa?

Fabrizio (Fano)

Gentilissimo Signor Fabrizio,

Grazie per aver formulato questo quesito in quanto non tutte le aziende sono a conoscenza di quanto Le dirò in appresso.

Assistendo molti clienti nel contenzioso bancario contro le azioni illegittimamente poste dagli istituti bancari, insieme all’esperto collega Avvocato Mario Tagliareni del foro di Roma, posso fornirLe un precedente che potrà agevolare sia Lei che tante altre piccole e medie imprese che purtroppo a causa di questa terribile pandemia si trovano ad arrancare per non chiudere i battenti.

Ci troviamo infatti a confermare quanto ci ha raccontato poiché le banche invece di aiutare le imprese, un aiuto peraltro lautamente ripagato, spesso pongono degli illegittimi divieti e limitazioni alle richieste di credito di cui al decreto “ Cura Italia” la cui natura, si pensava, era stata sventolata nel presentare una azione di supporto economico finanziario in grado di “non lasciare indietro nessuno”.

Il Decreto Cura Italia è stato pensato e adottato per aiutare le imprese e di questo avviso è stato il Giudice della sezione civile del Tribunale di Caltanissetta nella sua recente pronuncia giurisdizionale in merito alla concessione del contributo previsto dal decreto “ Cura Italia”.

Nel caso deciso dal Giudice Dott. Lauricella, la Banca aveva infatti opposto un generico rifiuto al prestito richiesto da un imprenditore, ascrivibile a suo dire ad una “mancanza di requisiti” non specificati: quindi si presume un caso identico al suo.

Il tribunale, a seguito del ricorso d’urgenza ai sensi dell’art. 700 del codice di procedura civile promosso dall’impresa e sulla base della mera documentazione prodotta, ha emesso una straordinaria pronuncia inaudita altera parte ACCOGLIENDO IL RICORSO E ORDINANDO ALLA BANCA DI PAGARE IMMEDIATAMENTE LA SOMMA DI € 25.000,00 RICHIESTA.

Certo, che se ne sappia, è ancora un caso isolato, ma l’ordinanza del Tribunale di Caltanissetta si può considerare pioniera di tante altre favorevoli pronunce che verranno emesse dai Tribunali di merito d’Italia poiché è chiaro il concetto su cui poggia: “…la disposizione normativa è chiara nel precisare che alle Banche è vietato qualsiasi esame sulla concessione o valutazione del credito anche in virtù del fatto che, per i finanziamenti destinati alle ditte individuali e alle imprese fino a 499 dipendenti, la garanzia dello Stato è al 100%. Pertanto, al fine di ottenere il prestito, è sufficiente una mera autocertificazione sui ricavi sostenuti da parte dell'impresa richiedente”.

Forse tra un po’ assisteremo anche a pronunce contrarie che percorreranno un opposto parere interpretativo, ponendo situazioni di sofferenze finanziarie quale elemento ostativo alla concessione del credito da Cura Itala, ma certamente la pronuncia in esame, per la sua semplice e oggettiva motivazione, rappresenta un buon punto di partenza verso l’applicazione della normativa senza provocare lo stravolgimento della sua ratio giuridica di valenza socio-economica.

Tuttavia, in forza della favorevolissima inedita decisione del Tribunale di Caltanissetta, la invito a valutare attentamente il suo caso con il Suo legale di fiducia poiché se vi è davvero la concreta possibilità di poter promuovere un’azione giudiziaria per poter ottenere il vantato prestito non la lascerei intentata.

Un cordialissimo saluto

Avv. Roberta Motta
www.studiolegalemottaepartners.it






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-11-2020 alle 09:34 sul giornale del 25 novembre 2020 - 378 letture

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