Zona arancione, l’ira dei ristoratori (e non solo): “Scelta senza preavviso, il governo gioca a Risiko sulla pelle dei lavoratori” [FOTO e VIDEO]

3' di lettura Fano 16/11/2020 - Cartelli arancioni, proprio come le Marche. E uno slogan che parla chiaro: “Senza preavviso”. È stata repentina la scelta del ministero della salute di cambiare colore alla nostra regione, con buona pace delle attività. Che però non ci stanno, e domenica pomeriggio sono scese in piazza – anzi, al Pincio di Fano – per protestare contro il modus operandi del governo. E contro quella che definiscono una mancanza di dialogo.

Ristoratori e baristi in prima fila, ma non c’erano soltanto loro. Anche titolari di palestre, piscine e discoteche – insieme ad altri – si sono uniti al flash mob di #Ristoritalia che dal Pincio si è prima spostato direttamente sulla strada – dove sono stati distribuiti persino dei volantini agli automobilisti di passaggio – poi in Piazza XX Settembre e in Piazza Costanzi. Un corteo pacifico ma arrabbiato, composto da tanti imprenditori che in poche ore si son trovati costretti a chiudere la saracinesca per almeno quindici giorni.

Perché non c’è soltanto il danno economico di non poter lavorare durante le prossime due settimane. La repentinità del passaggio delle Marche da zona gialla a zona arancione ha tarpato le ali al fine settimana che si è appena concluso, determinando non soltanto un mancato incasso, ma anche una perdita economica per la ‘spesa’ fatta in vista del pranzo domenicale, o delle possibili colazioni, e così via. Un duplice danno, dunque, che ha indotto gli imprenditori ad alzare la voce. A detta degli organizzatori erano più di 150.

“È inaudito e sgradevole – ha commentato lapidario il portavoce di #Ristoritalia Lorenzo Vedovi – quel che ha fatto il governo venerdì, qualcosa che va contro la dignità di chi lavora. Dal ministero è arrivata questa notizia all’ultimo momento, costringendoci a tirare il freno a mano con gli acquisti già in corso, e togliendoci di fatto un’ultima domenica di lavoro. Non è accettabile che si prosegua in questi termini. Questo governo gioca a Risiko. Noi invece chiediamo un dialogo, per poter mantenere un equilibrio tra salute ed economia. Questa cosa può durare mesi, forse anche un anno. E noi non possiamo più attendere il permesso di parlare”.

I titolari dei locali rivendicano ancora una volta la possibilità di lavorare, facendosi anche da garanti contro il proliferare del virus. “Conosciamo la gravità del problema – ha concluso Vedovi -, e noi abbiamo sempre rispettato i protocolli. Se i locali restano aperti fino alle 22 o alle 23 non creano alcun danno. Anzi, noi favoriamo il monitoraggio e il censimento delle persone”.

Seguono foto e video della manifestazione.

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Questo è un articolo pubblicato il 16-11-2020 alle 00:49 sul giornale del 16 novembre 2020 - 1366 letture

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