Tarsi sulla sanità: "Finalmente la prima buona notizia"

3' di lettura Fano 13/11/2020 - Il gruppo di FanoCittàIdeale apprende con grande soddisfazione la notizia della risoluzione del Consiglio Regionale contro gli ospedali unici, con lo stop alla procedura di finanziamento di project financing, ed esprime il proprio plauso a favore del Presidente Acquaroli e della sua maggioranza per aver affrontato in tempi stretti uno dei problemi principali che attanagliano la nostra regione, la provincia di Pesaro in particolare, e per aver fatto una scelta coraggiosa a favore della sanità pubblica.

FanoCittàIdeale (la lista in cui confluiscono le battaglie di Giancarlo D’Anna e del Comitato Santa Croce) sostiene, con la stessa coerenza e decisione da 20 anni, la necessità di privilegiare il sistema delle reti di ospedali in contrapposizione alle strutture uniche. Del resto, l’emergenza Covid ha messo in evidenza che la rete di ospedali diffusi sul territorio rimane il più efficace strumento di tutela della salute; è fuori ogni dubbio che la centralizzazione di tutti i servizi in strutture uniche ha la conseguenza diretta di trasformare gli ospedali in moltiplicatori di contagi, e di mettere in secondo piano tutte le altre emergenze non-Covid, provocando ai malati disagi e complicanze inaccettabili.

Il NO all’ospedale unico è sempre stato uno dei cardini della nostra battaglia per la sanità, il primo passo di un processo di totale revisione di tutto il sistema sanitario regionale, a cui fanno da corollario altri passi strategici affinché si possa rendere più efficiente il servizio pubblico. A nostro parere, va innanzitutto riformulato il Piano Sanitario Regionale: vanno previsti sia il recupero degli ospedali dell’interno sia il potenziamento dell’ospedale Santa Croce di Fano, che in questi anni è stato progressivamente spogliato dei suoi reparti storici ed è stato ridotto a poco più di un poliambulatorio; l’attuale distribuzione dei servizi dell’Azienda MarcheNord è assolutamente sbilanciata a favore di Pesaro, e mette in grave difficoltà i cittadini di Fano e della valle del Metauro, che si ritrovano privi di alcuni servizi essenziali.

Va inoltre invertita la tendenza degli ultimi 10 anni alla riduzione di risorse e personale; vanno attivate strategie di interazione tra Azienda Ospedaliera e Strutture Territoriali, con una compensazione di risorse sia umane che materiali, secondo una logica di collaborazione che consenta una miglior risposta nei momenti di maggior criticità; va attribuita personalità giuridica alle strutture territoriali, perché acquisiscano autonomia decisionale e strategica. Infine, va assolutamente e immediatamente abolito il Protocollo tra Comune di Fano e Regione Marche, perché con l’affossamento dell’Ospedale Unico decadono i presupposti sulla base dei quali il protocollo è stato scritto; di conseguenza e per effetto domino, con l’abolizione del Protocollo potrà decadere la possibilità che la futura clinica privata di Chiaruccia si appropri dei 50 posti letto dell’(ex) Ortopedia fanese.

Non abbiamo nulla in contrario all’imprenditoria privata che investe in sanità, ma non è assolutamente accettabile che i posti-letto pubblici vengano eliminati da Marche Nord per ricomparire magicamente dentro la struttura privata, con convenzione pubblica garantita a priori (a esclusivo vantaggio economico di chi la gestisce). Il percorso di revisione della sanità marchigiana è ancora lungo e complesso, ma la nuova giunta regionale parte con il piede giusto; saremo sempre accanto a chi sosterrà con coerenza e coraggio le battaglie in difesa della sanità pubblica e di qualità, contro gli interessi privati dei grandi gruppi economici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-11-2020 alle 09:33 sul giornale del 14 novembre 2020 - 334 letture

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