Uomini, italiani e bisognosi di cure: ecco i nuovi poveri. Report Caritas, raddoppiano i pasti serviti. Tutti i numeri

4' di lettura Fano 11/11/2020 - C’è chi ancora si aspetta siano perlopiù immigrati, oppure donne in difficoltà, magari sole e con figli a carico. Niente di più sbagliato. A chiedere sempre più aiuto alla Caritas Diocesana sono cittadini italiani e uomini. E non soltanto per un pacco di alimenti, ma spesso per chiedere aiuto a livello sanitario, lavorativo o sociale.

Il report del centro diocesano – presentato in occasione della Giornata mondiale dei Poveri di domenica prossima, dal titolo ‘Tendi la tua mano al povero’ - si riferisce all’anno 2019. Come ogni anno vengono divulgati numeri che consentono di guardare indietro e di scattare una fotografia allo stato di salute della nostra società. Attraverso un filtro speciale, essenziale, sintomatico: la povertà. Un report che – citando le sagge parole del vescovo Armando Trasarti – “non rappresentano l’ostentazione di ciò che si fa, ma è il tentativo di leggere il territorio al fine di aiutare la Chiesa e il mondo civile a creare sinergie per offrire servizi. Anche perché, di carità, si deve parlare sempre con tanta umiltà”. E di certo la lettura che emerge dagli ultimi dati non è troppo confortante. Anche se – a fronte di un incremento delle necessità – si registra anche un’impennata delle risorse a disposizione. Soprattutto umane.

C’è dunque sempre più voglia di aiutare. Meno male, perché che di mani ne servano sempre di più. Si segnala infatti un incremento del 15 per cento rispetto all’anno precedente delle persone che richiedono un sostegno. Si tratta di 889 unità tra singoli e famiglie. Per il 46 per cento sono italiani, e il 55 per cento è rappresentato da uomini. Sono inoltre 3.720 i passaggi effettuati da chi chiede aiuto: significa che in media ogni persona si è presentata quattro volte in un anno. E mentre per alcuni si è trattato di un incontro occasionale, per altri è iniziato un vero e proprio percorso di sostegno grazie alla bontà d’animo e allo spirito d’iniziativa di volontari e giovani in servizio civile. Da segnalare – come anticipato – che i volontari sono saliti da 40 a 46, e che le ore di servizio sono state circa mille in più. Sale anche la mole degli indumenti usati raccolti: da 29,5 tonnellate, bel 2 in più in un anno. Anche questo un bel segnale in termini di generosità.

Mille in più, però, sono stati anche gli interventi registrati (quasi 5.800), anche semplicemente per ascoltare le esigenze di chi si ha di fronte. Si va dai colloqui di conoscenza, approfondimento e orientamento in base al bisogno manifestato (es.: lavoro, formazione, problemi economici, domestici, di salute, familiari, di integrazione e non solo), ma anche veri e propri interventi promozionali o ‘responsabilizzanti’ come gli inserimenti lavorativi, i corsi professionali i prestiti sociali, le attività di volontariato per favorire l’integrazione, la misura alternativa alla pena e così via.

Significativo il raddoppio dei pasti serviti ad agosto in sostituzione della mensa di San Paterniano: 1.392 contro i 730 dell’anno precedente. Da sottolineare sono anche i dati del Centro Salute, sempre più un punto di riferimento per chi non ha reddito – o ne percepisce uno molto basso -, ma soprattutto per chi è totalmente escluso dal servizio sanitario nazionale. Sono infatti 54 le persone che vi si sono rivolte nel 2019, 39 in più rispetto all’anno precedente.

A tutto questo si affiancano anche le attività di informazione e di sensibilizzazione a vantaggio dei giovani studenti, attraverso percorsi tematici per far conoscere sempre di più le nuove forme di povertà. E le sue cause, ovviamente. “Non dimentichiamoci che l’intervento più efficace verso i nostri giovani è educare a partire dai fatti”, ha sottolineato Stefania Poeta, referente Caritas dell’area promozione umana.

Una struttura, quella degli aiuti, sempre più ottimizzata. E per questo più performante. Dal report si evince infatti che – nel 2019 - la gestione di tutti questi servizi abbia pesato meno sul bilancio rispetto all’anno precedente. Sintomo anche di un maggiore coinvolgimento di parrocchie, associazioni, cooperative ed enti pubblici. Perché l’unione fa la forza. Anche contro il virus della povertà.


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Questo è un articolo pubblicato il 11-11-2020 alle 13:11 sul giornale del 12 novembre 2020 - 571 letture

In questo articolo si parla di attualità, fano, volontariato, caritas, povertà, articolo, Simone Celli

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