Pneumatici usati, piazzali di gommisti e officine pieni. La denuncia di CNA “Mercato drogato dalle vendite online”

3' di lettura Fano 26/10/2020 - Piazzali pieni di pneumatici fuori uso che stanno diventando una vera e propria emergenza ambientale. Anche in provincia di Pesaro e Urbino, il problema dello stoccaggio e dello smaltimento degli pneumatici usati sta diventando molto serio. Il motivo? Il ritardo nei ritiri da parte dei Consorzi incaricati per lo smaltimento.

Da mesi gli operatori del settore segnalano problemi di questo tipo con i piazzali pieni di PFU in attesa di ritiro che espongono le aziende a rischi ambientali e sanzioni di natura amministrativa e penale legate al superamento dei quantitativi consentiti in deposito temporaneo presso le officine. Tutto questo avviene nonostante il regolare versamento del contributo ambientale.

A segnalarlo è CNA Autoriparazione di Pesaro e Urbino che sulla questione cerca di dare anche una spiegazione. Prova a spiegarlo Riccardo Battisti, responsabile degli autoriparatori CNA: “La colpa è il boom di vendite degli pneumatici on-line. I Consorzi di smaltimento, infatti, effettuano il loro servizio in base alle vendite effettuate regolarmente nel nostro Paese e dunque assoggettate non solo alla tassazione italiana ma anche in regola con la quota di contributo ambientale destinato allo smaltimento. I siti di vendita degli pneumatici on-line, invece, si trovano spesso all’estero e dunque non soggetti alla tassazione del nostro paese e ancor meno alla quota di contributo ambientale”. “E dunque gommisti e autofficine – dice ancora Battisti - si ritrovano spesso anche a dover smaltire gomme usate acquistate dai loro clienti sui siti on-line e a doversi far carico poi del loro smaltimento”.

CNA e Federpneus, in rappresentanza dei rivenditori specializzati di pneumatici e delle officine di autoriparazione, hanno inviato nei giorni scorsi una lettera al Ministero dell’ambiente per sollecitare interventi urgenti per il problema dei ritardi nei ritiri degli pneumatici fuori uso (PFU). In particolare, CNA chiede nell’immediato le seguenti soluzioni:

la sospensione temporanea delle sanzioni alle imprese che presentino una richiesta di ritiro inevasa o, in alternativa, un adeguato ampliamento di detti limiti, anche in virtù degli oggettivi effetti negativi derivanti, sull’intera filiera, dall’emergenza sanitaria;

Rafforzare l’attività di vigilanza del Ministero sull’operare dei Consorzi e degli altri operatori direttamente coinvolti nella gestione dei PFU;

un aumento del target di raccolta, parametrato ai quantitativi effettivi di PFU che necessitano di essere correttamente raccolti con un equo incremento dell’attuale contributo ambientale se necessario.

Battisti conclude: “Molte aziende stanno vivendo un momento di particolare difficoltà per un servizio di ritiro degli pneumatici fuori uso non adeguato alle proprie esigenze. Vecchi e nuovi problemi che stanno mettendo a rischio l’attività di chi ha sempre lavorato onestamente. CNA chiede maggiori tutele per le imprese che operano nel rispetto delle regole, più controlli sulla filiera di raccolta e sui canali distributivi che immettono sul mercato grandi quantità di pneumatici su cui non viene versato contributo ambientale. La nostra richiesta è di affrontare con urgenza il problema prima che il cambio gomme stagionali comporti un vero proprio collasso del sistema; ma è necessario anche introdurre meccanismi che garantiscano la certezza del ritiro a tutti gli operatori che versano regolarmente il contributo PFU: chi opera diversamente provvederà a pagare in proprio il ritiro, come oggi devono fare purtroppo molti operatori onesti”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-10-2020 alle 12:20 sul giornale del 27 ottobre 2020 - 317 letture

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