Il grande cinema in una (sola) serata: sabato c’è il Fano Film Festival. Tutti i vincitori

3' di lettura Fano 17/10/2020 - Si adatta ma non si arrende. Accoglie le restrizioni e le fa sue, si ridimensiona, ma il suo spirito resta immutato. È il Fano Film Festival, la cui 32esima edizione verrà di certo ricordata. Perché è quella del Covid, dei posti contingentati e ridotti all’osso – appena 88 -, e perché le serate, da cinque, si riducono a una soltanto. Ma c’è poco da disperarsi, perché l’immancabile kermesse proporrà ugualmente cortometraggi e film di altissimo livello.

Il cinema trionfa, sempre e comunque. E mentre la città attende trepidante l’apertura delle sue sale – è di questi giorni la notizia della nuova vita del Politeama -, il veterano Fiorangelo Pucci ha preparato a puntino, insieme al suo team, una serata coi fiocchi per ammaliare i più rapidi a prendere posto. Dove? Non più al Cinema Malatesta, tuttora chiuso e in procinto di riaprire proprio insieme al Politeama, ma nella Sala Verdi del Teatro della Fortuna. L’appuntamento è per sabato 17 ottobre. Apertura ‘cancelli’ a partire dalle 20. Inutile dire che sarà meglio essere puntuali, se non addirittura in anticipo. Perché – in controtendenza con tanti eventi del genere – non ci saranno prenotazioni.

Come sempre sono previste proiezioni, premiazioni e grandi ospiti, durante quello che Pucci ama chiamare un ‘one short day’, e che in realtà è il frutto di un lungo lavoro. Di un lockdown trascorso a visionare gli oltre 1500 lavori giunti alla porta del direttore artistico e dei suoi collaboratori. “È come se la pandemia non ci fosse stata”, ha detto Pucci commentando l’impressionante mole di film e di corti arrivati. Piccoli grandi gioielli di celluloide provenienti da mezzo mondo, oltre ai 150 lavori realizzati dai registi di domani: gli studenti delle scuole, la cui ‘produttività’ è paragonabile a quella degli anni precedenti.

Ci saranno anche loro in sala, insieme a organizzatori, giornalisti e istituzioni. Presenti anche diversi ospiti. Nessuno straniero, per ragioni a dir poco scontate, ma in compenso saranno una trentina gli italiani che parteciperanno alla serata. Tutti loro, insieme agli spettatori che riusciranno a prendere posto, potranno godere delle tante proiezioni in programma. Una vera e propria maratona condensata in poche ore, durante la quale passeranno sullo ‘schermo’ tutte le opere vincitrici a eccezione dell’immancabile lungometraggio. Che però - questa volta - mancherà, in quanto non ci sarà proprio il tempo per poterlo proiettare. Poco male, perché Pucci intende rimediare in tempi migliori organizzando delle serate ad hoc, per mostrare al grande pubblico i film più validi tra quelli partecipanti a questa edizione.

Sì, ma i premi? Sono tanti, come da copione. Grazie alla partnership con la rivista ‘Ciak’ – che ha incluso il FFF tra i festival da preservare -, verrà assegnata l’apposita targa al film "Xolo" di Giuseppe Valentino, insignito, tra l’altro, del premio come miglior lungometraggio. "L’ora delle nuvole" di Mario Sposito è risultato, invece, il miglior film d’autore italiano, mentre Amedeo Andreozzi verrà ‘incoronato’ miglior attore. Il miglior film d’autore straniero è invece "Homsick" del giapponese Koya Kamura, mentre il premio speciale della giuria finirà nelle mani di Giulio Mastromauro grazie al suo “Inverno". La migliore regia è stata riconosciuta ad Andrea Brusa e Marco Scotuzzi per "Il muro bianco". Le migliori attrici sono Donatella Finocchiaro e Angela Fontana per il film "Ninnaò". E non poteva di certo mancare l’animazione, fiore all’occhiello della cinque giorni – ok, uno – di festival. A trionfare è “Now Listen" di Kasia Kijek e Przemek Adamski, mentre il miglior documentario è "Vomag" di Riccardo Salvetti, e miglior film di autore marchigiano è "Di mille secoli" di Isotta Fiorenzi.

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Questo è un articolo pubblicato il 17-10-2020 alle 00:51 sul giornale del 17 ottobre 2020 - 256 letture

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