Un fanese nell’Olimpo del rugby: intervista a Riccardo Deleo [FOTO]

4' di lettura Fano 24/09/2020 - Aveva tentato anche la strada della ginnastica artistica, ma a guardarlo oggi - con i suoi 113 chili distribuiti su 176 centimetri di altezza - al solo pensiero verrebbe da sorridere. E da gioire. Perché è un bene che il 23enne fanese Riccardo Deleo, a un certo punto, abbia cambiato strada. Altrimenti oggi non sarebbe lì, tra i grandi protagonisti del rugby nazionale. Nientemeno che tra gli atleti che giocano in ‘Top10’, la Serie A della palla ovale.

Non scherziamo: Riccardo gioca a rugby da quando aveva 11 anni. È per questo che – nonostante la sua giovane età – il pilone sinistro è già un piccolo grande veterano. Un percorso travagliato, il suo, fatto anche di insuccessi e di cadute. Ma i migliori, si sa, sanno sempre rialzarsi. È il caso di Riccardo, ora nella rosa dei Lyons Piacenza, in Top10 già da alcuni anni. Qui, ad allenarlo, ci saranno nientemeno che Gonzalo Garcia e Carlo Orlandi, ex giocatori della nazionale italiana. Il primo impegno sarà quello del 17 ottobre, per la prima partita di Coppa Italia contro il Valorugby Emilia, poi la prima di campionato in casa contro il Petrarca Padova.

Riccardo è arrivato a Piacenza da pochi giorni. Ha grandi ambizioni, ma non ha perso di certo l’umiltà. “Ho tanta voglia di crescere dal punto di vista fisico e tecnico – ha detto -, di seguire chi è avanti a me nel mio ruolo e di apprendere da qualsiasi consiglio. Certo, spero di ritagliami un po' di spazio, e soprattutto di divertirmi. La squadra? Credo che l’obiettivo principale sia la salvezza, e ovviamente di fare un buon campionato”.

Gran bel traguardo quello raggiunto da Riccardo, cresciuto nel mito dell’inglese Joe Marler, pilone sinistro degli Harlequins e della nazionale d’oltremanica. A 11 anni l’atleta fanese giocava già nelle fila del Pesaro Rugby, poi – quattro anni più tardi – si è allontanato da casa per farsi una stagione con l'Amatori Parma Rugby. A seguire Prato, dove ha partecipato a una delle varie accademie zonali della Federazione Italiana Rugby. Qui, però, la stagione non è stata soddisfacente, tanto da decidere di mollare la palla ovale per circa un anno e mezzo. La svolta a 17 anni, quando Riccardo ha deciso di raggiungere suo fratello a Seattle, negli Stati Uniti. Un’occasione straordinaria per questa giovane promessa. Riccardo ha infatti giocato pure nei Seattle Saracens allenati da Justin Fitzpatrick, ex giocatore della nazionale irlandese. “Una bellissima esperienza”, ha commentato. Poi il ritorno a Pesaro per due stagioni e l’ultima a Parabiago - vicino Milano -, entrambe squadre di Serie A. E no, nel rugby la Serie A sta sotto il Top10. Ed è per questo che è ora, con l’approdo ai Lyons Piacenza, che Riccardo sta vivendo il suo momento d’oro.

Non male per questo ragazzino inizialmente perso tra i tanti sport tra cui poter scegliere. Talmente smarrito da tentare persino con la ginnastica artistica. “Ero cicciottello, ed era un po’ una barzelletta”, ha raccontato Riccardo, poi approdato nel mondo della palla ovale. “È stato amore a prima vista – ha detto -, e non smetterò mai di ringraziare il mio primo allenatore, l’argentino Alejandro, che mi ha fatto innamorare di questo sport e mi ha fatto diventare un piccolo grande uomo. Penso che il rugby sia lo sport più bello del mondo, perché ha quattro principi: avanzare, sostenere, pressare e continuare. Penso che rappresentino un po' la vita in sé, contrassegnata da tantissimo sacrificio”.

Riccardo, dunque, ama il rugby anche per i suoi valori. “Non dimentichiamoci del terzo tempo – ha aggiunto -. Fare a botte per ottanta minuti in mezzo al campo, poi tutti insieme a mangiare e bere. Semplicemente stupendo. Ricordo la volta in cui, con il Pesaro, salimmo di categoria: dalla B alla A. Dopo la partita c'era gente al bar della società che girava direttamente con le caraffe di birra, senza distribuire i bicchieri”. Goliardia di altri tempi. Fantascienza, al tempo del Covid.

Seguono alcune foto di gioco di Riccardo Deleo.

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Questo è un articolo pubblicato il 24-09-2020 alle 17:25 sul giornale del 25 settembre 2020 - 2266 letture

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