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Passaggi, Oliver Stone conquista Fano: “Vi racconto i miei fallimenti” [FOTO e VIDEO]

3' di lettura Fano 27/08/2020 - Tre statuette dorate, di quelle destinate soltanto al gotha del cinema mondiale. E poi quella filmografia da brividi, che attraversa i decenni e che è entrata di diritto, ormai da tempo, nell’immaginario collettivo di tutti noi. Basterebbero queste due cose a rendere incredibile il racconto di Oliver Stone, il regista che si è guadagnato quelle tre statuette – tra cui l’Oscar come miglior regista per ‘Platoon’ -, colui che si è messo dietro la macchina da presa e ha reso possibili tutte quelle pellicole divenute poi delle pietre miliari. Eppure – parola sua - il suo è stato un percorso travagliato, accidentato, pieno di gioie ma anche di sofferenze personali. Le ha raccontate tutte – o quasi – dal palco di Passaggi Festival, in Piazza XX Settembre a Fano. È stato lui ad aprire la rassegna di questa edizione inevitabilmente segnata dal Covid. Ma che ai grandi, grandissimi nomi proprio non rinuncia.

A trent’anni si è sentito un fallito. Sì, proprio lui. Oliver Stone. Il primo matrimonio era già agli sgoccioli, e credeva che il suo grande film sulla guerra del Vietnam – da lui vissuta in prima persona - non avrebbe mai preso forma, in quell’America che preferiva illudersi di essere stata nel giusto, che amava sognare di averla vinta davvero, quella maledetta guerra. E che aggiungeva zucchero lì dove proprio non ce ne poteva essere. Eppure ‘Platoon’ è uscito, e ha folgorato le platee di tutto il mondo diventando una pagina essenziale del cinema internazionale. Oltre che un eccezionale trampolino di lancio per il suo regista.

Una carriera, quella di Stone, costellata di successi ma anche di incertezze. E forse sono state proprio queste a farlo diventare uno dei più grandi. È tutto scritto nel suo ‘Cercando la luce’, il libro edito da La Nave di Teseo presentato a Passaggi. Sul palco fanese una sorta di monologo, a riassumere il percorso a suo modo eroico di Oliver Stone, a partire da quando suo padre lo incitava a scrivere – con tanto di ‘deadline’ – in cambio di qualche moneta. Venticinque centesimi a ‘consegna’ che poi il giovanissimo Oliver spendeva puntualmente in fumetti. La fame di storie, d’altronde, in lui dev’essere sempre stata grande. E tanti, tra i migliori, cineasti hanno cominciato così. Con la testa tra le nuvolette. Da qui l’amore per la scrittura, la sceneggiatura, e per la narrazione in tutte le sue forme. Ingredienti senza i quali, probabilmente, non avremmo mai visto al cinema capolavori come ‘Nato il quattro luglio’, e ‘JFK – Un caso ancora aperto’.

Numerosi gli applausi che hanno scandito il soliloquio di Stone, reso bilingue dalla puntuale traduzione di Silvia Bizio. Il pubblico – ordinato e ben distanziato – ha accolto con un calore palpabile e sincero il grande regista venuto da oltreoceano. Al di là delle transenne un numero contenuto di persone. Uno scenario che dimostra come Passaggi 2020 debba fare inevitabilmente i conti con la pandemia, ma anche come l’interesse resti alto. E come fanesi e turisti abbiano già dimostrato il loro senso civico.

A seguire – mentre Corrado Augias, secondo ospite della serata, già arringava il pubblico – un fugace incontro tra Stone e la stampa. Di seguito il video integrale dell’intervista, alcune foto dal palco e l'arrivo di Corrado Augias. Qui il programma di giovedì.


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Questo è un articolo pubblicato il 27-08-2020 alle 12:51 sul giornale del 28 agosto 2020 - 843 letture

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