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Passaggi Festival, tre mostre d'arte visiva: dal fumetto di Giacinto Gaudenzi alla pittura di Veronica Chessa

8' di lettura Fano 19/08/2020 - Dal 26 agosto al 27 settembre saranno visitabili gratuitamente in diversi luoghi della città le mostre di arte visiva di Giacinto Gaudenzi, Alessandro Santi e Veronica Chessa.

Verrà inaugurata solo la mostra di Giacinto Gaudenzi il giorno mercoledì 26 agosto alle 18.30. Occorre prenotare alla Memo al numero 0721887343, i posti sono limitati.

Giacinto Gaudenzi mostra di fumetti strip o no?

In mostra si possono ammirare una accurata selezione di tavole originali di fumetti eseguiti fra gli anni ‘70 fino ad arrivare agli anni ’90. La lunga e brillante carriera di Gaudenzi è stata fondata sull’estrema serietà, sacrificio, impegno e dedizione dell’artista. Il fumetto è una forma d’arte che mette in relazione la scrittura con il disegno attraverso una serie di regole che ne definiscono una caratteristica specifica: il linguaggio del fumetto. Le immagini in sequenza sono come un dipinto o un disegno, fanno parte delle arti visive e come esse servono per narrare, divertire, spaventare, inventare, provocare, commuovere, dando vita a diversi generi: horror, comico, giallo, rosa. La vignetta è il cuore del fumetto e rappresenta l’equivalente delle inquadrature di un film. La mano di Giacinto Gaudenzi è attenta, precisa, scrupolosa estremamente creativa e libera nello spazio-tempo passando da opere a colori a quelle in bianco e nero dal risultato sempre fortemente espressivo e suggestivo. Tutto il suo lavoro è caratterizzato da una accurata ricerca della perfezione del dettaglio dell’immagine: le forme, le scenografie, i personaggi più che disegnati sembrano dipinti assumendo aspetti vicini ad un realismo magico. I colori spesso vengono utilizzati per risaltare caratteristiche emotive e sentimentali; alcuni volti assumono i colori deformati dell’ambiente portando il soggetto ad un pathos espressivo molto elevato. La forza comunicativa del fumetto è costituita da un insieme di fattori che agiscono tutti insieme: leggere, guardare e immaginare. Il fumetto è un mezzo espressivo duttile, di carattere interdisciplinare, i suoi linguaggi lavorano a livelli differenti sia con immagini che con parole utilizzando riferimenti iconografici, semantici, linguistici, quindi leggere un fumetto è un atto creativo.

Biografia: Giacinto Gaudenzi nasce a Cattolica nel 1945. Animatore-scenografo, cartonist, illustratore, si forma all’Istituto Statale d’Arte di Urbino negli anni ’60. Inizialmente si occupa di cortometraggi e spot pubblicitari a disegno animato, nelle città di Roma e Genova. Nel 1975 si avvicina al mondo del fumetto, pubblica nel 1983, Storie di un altro Evo sulla rivista Sgt. Kirk, dell’editore Ivaldi, poi il libro di Enzo Biagi, Storia d’Italia a Fumetti, edito Mondadori. Infine nel 1989 per Lo Scarabeo, chiude un ciclo molto importante con l’Eterico Mutante. Per Eternauta, l’ultima pubblicazione è stata All’ombra delle Aquile. Le sue storie variano dal fantasy al romanzesco, all’educational, al mondo scolastico, vengono pubblicate da importanti e prestigiose editorie: Fabbri, Bompiani, Arnoldo e Giorgio Mondadori, Giunti, De Agostini, Jaca Book, poi negli ultimi anni anche con Gakken di Tokyo, Mac Rae Books e l’Agenzia Usborne di Londra, Bayard Presse di Parigi, Klutz di Palo Alto in California, ecc. Vive e lavora a Fano.

Centraledicola, Piazza Amiani, "POSTILLE, l'identità dell'arte nelle tele dei Musei Civici di Fano" mostra di fotografia di Alessandro Santi, testi di Massimo Bini, a cura di Marcello Sparaventi, organizzata da Associazione Centrale Fotografia in collaborazione con AF News. Per il quinto anno consecutivo l’Associazione “Centrale Fotografia” partecipa ai progetti espositivi di “Passaggi Festival” a cura di Paola Gennari; per il 2020 viene proposta la mostra “Postille” del fotografo Alessandro Santi. Postille nasce come una conseguenza, un riflesso incondizionato, indirizzato dal valore e dalla qualità pittorica delle opere presenti nel Museo Civico di Fano. Grandi maestri come Giovan Francesco Barbieri detto “Il Guercino” e Giovanni Francesco Guerrieri, hanno guidato lo sguardo dell’autore delle fotografie verso un’attenzione per il dettaglio pittorico, un gusto per la meraviglia nelle piccole cose, resa ancor più grande dalla capacità di mostrare l’identità del soggetto attraverso il singolo elemento estrapolato dal suo intero. Nasce quindi una ricerca sensibile, fatta di mani, piedi, oggetti, vestiti e ali. Elementi riuniti per guidare l’occhio dell’osservatore alla curiosità e allo stupore, lasciando spazio alla comprensione delle possibili realtà e dimensioni che ogni fotografia libera dalla cornice. Come ogni anno “Centrale Fotografia” costruisce i propri progetti fotografici con il geografo Massimo Bini, il quale vive e scrive su ogni singola immagine; una tensione tra parola e fotografia già sperimentata con lavori tematici su Fabio Tombari e Nori de Nobili, fino ad arrivare a “viale Europa” una riflessione su una strada di Fano. www.centralefotografia.com

Veronica Chessa Mostra di pittura Identità Mascherata

L’arte di Veronica Chessa è elegante, raffinata, accurata, appartiene ad un mondo astratto-visionario fantastico molto personale, sensibile e misterioso. Predilige immagini d’altri tempi dal risultato fatato, sognato, immaginifico, che vanno dal Rinascimento, al Barocco, al Romanticismo, elaborando complesse composizioni attraverso la pittura, la fotografia e il digitale. Le opere di Chessa, ispirate al famoso quadro di Leonardo da Vinci, “la dama con l’ermellino”, che rappresenta la giovane nobildonna Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro, sono allo stesso tempo ironiche, audaci e ricche di una specifica e attenta simbologia. L’idea creativa ed originale dell’artista di mantenere lo stesso ritratto, con la stessa postura, ma di cambiarne l’identità e lo sfondo del quadro, quindi il luogo, ha trasformato questa donna in una donna senza tempo, senza spazio, senza limiti d’età: una donna cosmogonica. Le immagini così ripetute diventano seriali, ossessive ma anche pop; in esse possiamo leggere le varie trasformazioni della dama come fossero delle maschere inconsce ed archetipe: la Strega e Biancaneve, la dea, la sposa, la nobile, la papessa, ecc. tutte ambientate nella città di Fano. Ogni opera descrive una specifica donna, una specifica personalità e una specifica maschera. Non è un caso che la parola persona, dal greco pròsopon, significa maschera. Un essere umano è quindi una persona dotata di caratteristiche specifiche ed individuali, ed è il motivo per cui un uomo ha una personalità. Veronica Chessa attraverso questo specifico lavoro ci vuole aiutare a riflettere sulle maschere che portiamo, che, in tutte le tradizioni simboliche conosciute, hanno la fondamentale funzione di fornire una identità a chi se ne serve. Una identità altra che si sovrappone a quella dell’essere umano, che si identifica con quella maschera e la maschera con quell’uomo. Chessa mette in evidenza anche un altro tema molto importante dell’identità dell’essere umano: il principio maschile e il principio femminile, rappresentati nell’opera della dama che personifica un uomo, ossia Leonardo da Vinci e nell’immagine dei coniugi Battista Sforza e Federico da Montefeltro, in cui quest’ultimo è personificato da una donna, la dama con l’ermellino. Il femminile e il maschile sono due energie che si rinforzano a vicenda e che concorrono allo sviluppo più pieno di una personalità. Lo stesso Jung parlava della psiche come di una combinazione di principi maschili e femminili: un’energia dominante che contiene allo stesso tempo anche quella opposta. Anche i disegni molto eleganti e raffinati dei bestiari di Chessa, alludono ad una doppia personalità essendo antropomorfi, per metà animali e per metà umani possono rappresentare il lato oscuro, primitivo, nascosto di un uomo, ma anche l’animale guida, totem, che si cela dentro ad ognuno di noi. Nella società moderna, gli uomini non indossano maschere per rivendicare una coscienza che non possiedono, semmai se ne servono per nascondere a se stessi che qualcosa è andato perduto. Le varie identità che l’artista ci propone, rivelano come l’uomo tramite la maschera, si eleva alla più estrema insoddisfazione personale e sociale, costruendo una realtà virtuale di solitudine, che impedisce e nega ogni vero rapporto umano. A questo proposito Jung afferma: “Quanto più si è sviluppata la conoscenza scientifica, tanto più il mondo si è disumanizzato. Nessuna voce giunge più all’uomo da pietre, piante o animali, né l’uomo si rivolge a essi sicuro di venir ascoltato. Il suo contatto con la natura è perduto, e con esso è venuta meno quella profonda energia emotiva che questo contatto simbolico sprigionava”.

Biografia: Veronica Chessa nasce ad Orbetello nel 1975. Nel 1992 si diploma presso il Liceo Artistico di Grosseto, prosegue gli studi laureandosi all’Accademia delle Belle Arti di Firenze (sezione pittura) con una tesi in Estetica. Nel 2004 si trasferisce a Fano, dove attualmente vive e lavora. Collabora con la 3B Gallery, la Contatto Gallery e recentemente con la Galleria Afnakafna di Roma. Partecipa a vari progetti presso la “Piscina comunale spazio d’arte in copisteria” di Adriano Pasquali, preziosa realtà Milanese in cui il titolare da vero appassionato d’arte promuove artisti emergenti. Ha al suo attivo numerose personali e collettive distribuite in tutto il territorio nazionale fra gallerie, centri culturali e luoghi di interesse storico, tra cui la personale dedicata a Leonardo da Vinci a Villa Medici del Vascello (CR), la collettiva di illustratori emergenti della Sardegna alla MEM di Cagliari. Viene invitata regolarmente per partecipare a mostre in Sardegna sotto la direzione della curatrice Roberta Vanali, giornalista presso Artribune. Localmente ha collaborato con l’associazione culturale Sponge arte contemporanea, per alcune collettive e personali, tra cui una bipersonale al Palazzo Mochi Zamperoli di Cagli, dove in seguito è tornata ad esporre con una personale, invitata dalla direttrice del “Dance Immersion Festival”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-08-2020 alle 16:37 sul giornale del 20 agosto 2020 - 392 letture

In questo articolo si parla di cultura, fano, passaggi festival, comunicato stampa

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