Lavori al ‘Mancini’, un tifoso: "Finalmente si mette mano allo stadio, meglio tardi che mai"

2' di lettura Fano 24/07/2020 - Meglio tardi che mai. Anche se sarebbe preferibile prima che dopo. Perché, come suol dirsi, cosa fatta capo ha. Sia come sia, quel che conta è che i tanto auspicati lavori di ristrutturazione del vecchio ‘Mancini’ (che, invero, ogni giorno che passa mostra sempre più la veneranda età che ha) sono in dirittura d’arrivo.

Lo ha proclamato urbi et urbi il sindaco Seri tra una bicchierata e l’altra in occasione della festa per la storica (chè l’impresa non merita appellativi più modesti) salvezza granata. Ce lo ha confermato ufficialmente pure l’assessore Fanesi, che è inoltre entrato nel merito delle caratteristiche tecniche dell’intervento, ormai non più dilazionabile ed anzi diventato assolutamente prioritario. La gradinata, incredibilmente chiusa al pubblico da ben due anni (in ventiquattro mesi, volendo, si porta a termine uno stadio nuovo di zecca), verrà ricostruita sfruttando le preesistenti strutture portanti trasversali, ancora integre e riutilizzabili. Si tratterà solo di appoggiarvi sopra i nuovi gradoni longitudinali, ancora prefabbricati in cemento armato.

A differenza del vecchio settore, nascerà spezzata in due tronconi, quello lato mare destinato ai sostenitori ospiti e quello a monte di pertinenza dei locali. Sarà in sostanza eliminata la terra di nessuno off limits che fungeva da cuscinetto tra le due tifoserie, sostituita da un buco chissà quanto antiestetico. A corredo, sono previsti bagni e un punto di ristoro. Si procederà altresì al riposizionamento dei piloni di illuminazione in punti più congrui, nel contempo incrementandone la potenzialità in modo da eliminare gli ignominiosi fari accessori cui si è dovuto ricorrere in fretta e furia all’inizio dello scorso torneo per strappare almeno una deroga alle norme vigenti.

C’è da augurarsi che vengano sistemate una volta per tutte le toilette della tribuna e che non si trascuri l’ordinaria manutenzione e l’occasionale cura dei dettagli (in tal senso, la facciata tinteggiata crea davvero un bell’effetto, coinvolgendo emotivamente la gente già all’ingresso). Resta tuttavia il sospetto che si tratti anche in questo caso di un provvedimento-tampone, purtroppo l’ennesimo, che non risolve il quesito di fondo, ad oggi inevaso e che sicuramente arrovella parecchi, a cominciare da patron Gabellini. Riqualificare davvero e in toto l’impianto attuale ovvero puntare forte sul vagheggiato ‘progetto Chiaruccia’?

L’importante è che si imbocchi con decisione una strada e la si percorra coerentemente fino al traguardo finale. Perché l’asino di Buridano, non sapendo decidersi tra due mucchi di fieno che gli stavano di fronte, finì ahilui per morire di fame. A buon intenditor…


da Sandro Candelora
Tifoso Alma Juventus Fano





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-07-2020 alle 15:59 sul giornale del 25 luglio 2020 - 489 letture

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