“Gli artigiani non sono di serie B”, Confartigianato chiede lo sblocco del pagamento della Cassa Integrazione per i dipendenti delle imprese

confartigianato imprese 2' di lettura Fano 16/07/2020 - Il Segretario Generale Marco Pierpaoli bolla come inaccettabile e immotivato il ritardato e parziale trasferimento delle risorse a Fsba per l’erogazione della cassa integrazione ai dipendenti delle imprese artigiane, nonostante le ripetute sollecitazioni di Confartigianato Ancona - Pesaro e Urbino.

“Chiediamo risposte immediate al Governo e a tutte le forze politiche - afferma Pierpaoli - non è accettabile che la cassa integrazione di Aprile ammonti a circa 1mld€ e che il Governo abbia disponibili 765 ml€ ma ne abbia erogati solo 248 ml€ dopo oltre 40 giorni.

Nelle Marche la prima tranche, di importo pari a circa 6,3 milioni, ha coperto appena il 20% di quanto necessario per il pagamento della mensilità di Aprile. Un’assurdità che sta mettendo in enormi difficoltà circa 34.000 lavoratori marchigiani e altre centinaia di migliaia di italiani, che “non riceveranno la cassa integrazione di aprile - avverte il Segretario - in quanto i fondi stanziati saranno sufficienti per coprire i costi solo per il 20% dei lavoratori“.

Il governo deve recuperare i ritardi. “Ci aspettiamo - sottolinea Pierpaoli - che vengano accreditate immediatamente le restanti risorse previste dal Decreto Rilancio fino a copertura delle necessità, e si provveda ad erogare anche quanto serve per la cassa di maggio e giugno. L’erogazione di queste risorse - conferma il Presidente di Confartigianato Ancona -Pesaro e Urbino Graziano Sabbatini - permetterebbe anche una ripresa dei consumi, a favore di una economia che fatica a ripartire”.

Confartigianato Ancona -Pesaro e Urbino sostiene le esigenze delle imprese e dei loro lavoratori, che sono la ricchezza del territorio: “Siamo pronti a iniziative tese ad ottenere giustizia sociale - conferma Pierpaoli - per garantire l’erogazione delle spettanze ai lavoratori, che in un momento di così grande difficoltà non possono rimanere senza stipendio”

Confartigianato ribadisce questa esigenza anche alle forze politiche locali, recentemente incontrate, in diversi tavoli istituzionali, dato che il territorio vive per il 94% grazie alle piccole imprese. Occorre recuperare ritardi, inefficienze e diseconomie esterne alle imprese, e valorizzare il nostro tessuto produttivo, di cui l’artigianato, con 22.000 aziende nelle province di Ancona e Pesaro ed oltre 60.000 addetti, è da sempre il punto di forza.


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da Confartigianato Imprese
Ancona - Pesaro e Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2020 alle 15:59 sul giornale del 17 luglio 2020 - 215 letture

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