Il vescovo Armando per il Primo maggio: "Verso un'economia sostenibile, la persona al centro del lavoro"

3' di lettura Fano 30/04/2020 - Nel Messaggio dei Vescovi italiani per la festa del 1 maggio 2020 (che vi invito a leggere per intero) dal titolo "Il lavoro in un'economia sostenibile", si parte dalla considerazione che "nulla sarà più come prima" per il mondo del lavoro, per le imprese e i settori economici che sono andati in sofferenza, per le realtà del Terzo settore, perchè inevitabilmente l'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 porterà con se una nuova grave emergenza economica.

La prima emergenza sarà il lavoro. Pertanto "abbiamo bisogno di un'economia che metta al centro la persona, la dignità del lavoratore e sappia mettersi in sintonia con l'ambiente naturale senza violentarlo, nell'ottica di uno sviluppo sostenibile". Ciò sarà possibile solo con la cittadinanza attiva e l'impegno di tutti noi in materia di stili di vita, nonchè con una rinnovata e consapevole responsabilità delle Istituzioni ad ogni livello.

Quindi dobbiamo impegnarci tutti per un tempo nuovo. Questo è il tempo di riconsiderare una nuova agenda politica in cui: l'attenzione alle vulnerabilità di alcune fasce della popolazione; il presidio socio-sanitario nel territorio; la cura dei beni comuni; le relazioni intergenerazionali; le differenze etniche e culturali tra popoli; la tutela del lavoro, specie quello femminile; acquistino più importanza e siano considerate una ricchezza.

Questo è il tempo in cui la cura della nostra casa comune, la tutela della biodiversità, della salubrità dell'aria, dell'acqua e della terra, e la preoccupazione per le alterazioni climatiche, siano alla base di un nuovo processo culturale ed educativo. Questo è il tempo di riconsiderare la globalizzazione come una opportunità di cui non abusare, di cui non diventare schiavi, ma da governare verso una sana collaborazione tra i popoli e le nazioni per desiderare il bene comune e non per costruire strumenti di soggiogamento finanziario dei più forti a danno dei più deboli. Questo è il tempo in cui la giustizia sia adottata come metodo di risoluzione dei conflitti e per una equa "restituzione" verso persone e comunità e contro ogni forma di oppressione e di sfruttamento, di ricerca del potere fine a se stesso e di distruzione delle risorse naturali a vantaggio di pochi ricchi.

Questo è il tempo di ridare spessore all'essere comunità, con ideali condivisi, norme di comportamento accettate e praticate da tutti, progetti comuni, valori inclusivi, fiducia fraterna, solidarietà reciproca e relazioni amicali. Una comunità in cui prevale il senso della collettività rispetto agli interessi individuali, la lealtà rispetto alle piccole furbizie, la pro-attività in base ai talenti posseduti rispetto ai comportamenti passivi. Una comunità in cui nessuno sia lasciato indietro ma in cui ci siano tenerezza, benevolenza, rispetto nei confronti di tutti i suoi membri. Nel cammino che la Chiesa italiana sta facendo siamo chiamati a coniugare lavoro e sostenibilità, economia ed emergenza sanitaria. L’opera umana sa cogliere la sfida di rendere il mondo una casa comune. I credenti possono diventare segno di speranza in questo tempo. Capaci di abitare e costruire il pianeta che speriamo.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-04-2020 alle 11:24 sul giornale del 02 maggio 2020 - 334 letture

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