Pistola e mascherina: cugini-rapinatori incastrati (anche) da WhatsApp

3' di lettura Fano 14/04/2020 - Il volto coperto da una mascherina chirurgica e dagli occhiali da sole. In mano una pistola color argento. Si è presentato così il rapinatore che sabato – verso le 19 – è entrato alla Coal seminando il panico. Con la complicità di suo cugino.

È successo sabato nel punto vendita di Pergola, in viale Martiri della Libertà. Il malintenzionato ha puntato l’arma contro una cassiera che stava prendendo da uno scaffale un uovo di Pasqua per un cliente intento a pagare. “Stai tranquilla, stai buona, non ti succede niente, non urlare”, le ha detto il rapinatore ‘invitandola’ ad aprire le due casse. L’uomo ha così arraffato circa 1100 euro in banconote di piccolo taglio. Ma non è tutto. L’arrivo di un altro commesso ha indotto il rapinatore a far sdraiare tutti i presenti, così da facilitarsi l’uscita di scena. Una volta fuori è salito a bordo della Lancia Y condotta dal cugino, e insieme se la sono filata.

Immediato l’intervento dei militari, in quel momento impegnati nei consueti controlli anti-coronavirus (qui i dati sulle sanzioni del weekend di Pasqua). Fondamentale, ancora una volta, il servizio di videosorveglianza. Dalle immagini i carabinieri di Pergola hanno notato la corporatura del rapinatore, ma anche il suo tatuaggio sul dorso di una mano. Ancora troppo poco, però, per poterlo identificare.

Nel mentre, altri militari hanno cercato informazioni in paese. Poco lontano dal supermercato, qualcuno aveva notato una Lancia Y grigia vecchio modello allontanarsi in orario compatibile con quello della rapina, superando a tutta velocità lo stop all’incrocio che va verso Viale Kennedy. Con il rischio di provocare pure un incidente. I sospetti dei carabinieri si sono fatti così più incalzanti, sapendo che il più giovane dei due cugini è solito girare con quel modello di auto, e collegando anche corporatura e movenze dell’uomo che ha eseguito materialmente la rapina.

Ed è così che i carabinieri di Pergola, insieme ai colleghi del nucleo operativo di Fano hanno perquisito le abitazioni dei due, attendendo fino a sera dopo il loro rientro a casa. Nella camera da letto del più giovane – di 36 anni – sono stati trovati 700 euro, mentre all’interno di una piccola rimessa situata in cortile ma di proprietà di un vicino è stata trovata una pistola Beretta dentro un passamontagna. Finta, ma in ferro, quindi identica all’originale. Si presume, poi, che il nascondiglio non fosse causale, in quanto lontano da occhi indiscreti e non riconducibile ai due effettivi co-autori della rapina.

Il 43enne è invece stato invece fermato sotto casa, mentre stava rientrando a piedi. In tasca aveva ancora i 400 euro mancanti della refurtiva. A incastrarlo definitivamente è stato pure il suo abbigliamento: le scarpe e gli occhiali da sole erano quelli ripresi dai filmati. A dar loro il ‘colpo di grazia’ sono stati alcuni messaggi che i due cugini si erano scambiati su WhatsApp, che confermerebbero il momento del loro incontro e – seppur in maniera velata – pure i loro propositi criminali. I due sono stati così arrestati e trasferiti nel carcere di Villa Fastiggi a Pesaro. Martedì mattina l’udienza di convalida, durante la quale è stata confermata la loro permanenza in carcere.

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Questo è un articolo pubblicato il 14-04-2020 alle 00:38 sul giornale del 15 aprile 2020 - 9492 letture

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