Coronavirus: se n’è andato Alberto Berardi, icona della cultura e grande protagonista della vita cittadina

2' di lettura Fano 18/03/2020 - È stato uno degli attori principali della vita culturale e politica di Fano e non solo. Ora la Città della Fortuna si ritrova a dirgli addio. Alberto Berardi se n’è andato mercoledì pomeriggio all’età di 77 anni. Era ricoverato all’ospedale di Senigallia. Già malato, in questi giorni era risultato positivo al coronavirus.

Innamorato della sua Fano, Berardi è stato un vero protagonista della vita cittadina per almeno mezzo secolo, e in diversi ambiti. Ha insegnato lettere e storia all’Istituto Tecnico Battisti, ma si è seduto in cattedra anche all’Università di Urbino. Molto attivo pure in politica. A Fano – tra il 1985 e il 1988 - Berardi è stato anche assessore alla cultura e alla pubblica istruzione, oltre che consigliere comunale per una ventina d’anni. Pure in provincia ha ricoperto i ruoli di consigliere e di assessore.

Prima di questo 2020, i due anni precedenti erano stati pieni di riconoscimenti. Nel 2018 era stato eletto ‘sindaco’ del Carnevale di Fano, nel il classico passaggio del testimone che avviene ogni anno tra giovedì grasso e martedì grasso, quando il primo cittadino cede simbolicamente la fascia per qualche giorno a una figura illustre. Una scelta di certo azzeccatissima, soprattutto in questo caso. Berardi è infatti stato pure presidente della Federazione Italiana Carnevali, e si è sempre battuto per la valorizzazione della kermesse fanese. Nel 2019, invece, era stato insignito del premio ‘Fortuna d’Oro’ al Teatro della Fortuna per il suo grande contributo alla città.

Dalla Fondazione Carifano alla Fondazione Teatro della Fortuna e non solo: sono davvero tante le cariche che ha ricoperto tra enti e associazioni di primo piano. Ma il compianto professore - severo ma stimato tra i banchi quanto amato anche oltre le mura scolastiche per la sua cultura e il suo incantevole eloquio -, va probabilmente ricordato soprattutto per le sue battaglie. Una su tutte: il tentativo di far tornare la statua del Lisippo a Fano. È grazie a lui se la questione è finita per la prima volta sui banchi di un tribunale italiano. Portare a termine questa missione, ora, diventa, diventa un modo per rendergli omaggio.

Intanto si susseguono i messaggi di cordoglio: dal sindaco Massimo Seri all’assessore Samuele Mascarin, dal professor Massimo Puliani al vicepresidente dell’assemblea legislativa delle Marche Renato Claudio Minardi, passando anche per il Movimento 5 Stelle di Fano e il presidente della Provincia Giuseppe Paolini.


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Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2020 alle 17:39 sul giornale del 19 marzo 2020 - 4077 letture

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