Beato Antonio da Fano: le foto del frate rinvenuto a Santa Maria Nuova

3' di lettura Fano 31/01/2020 - Dal decesso, di anni, ne sono passati quasi seicento. Considerato questo, lo stato di conservazione della salma del Beato Antonio da Fano – trovata lo scorso 12 settembre a Santa Maria Nuova - è davvero buono. Lo dimostrano le foto raccolte nella seguente gallery.

Gli scatti risalgono all'apertura della bara in zinco in cui si trovava il corpo del frate, avvenuta lo scorso 4 dicembre presso il cimitero dell’Ulivo, a cui ha fatto seguito l'ispezione cadaverica sul corpo mummificato del Beato rinvenuto in un’intercapedine durante alcuni lavori all’interno della chiesa, nel cuore del centro storico fanese (qui i dettagli). “La salma si trovava lì – ha spiegato padre Ferdinando Campana, ministro provinciale dei Frati Minori delle Marche – perché probabilmente, dopo secoli, la comunità ha smesso di venerarlo. Così è stato spostato da dietro l’altare laterale di Sant’Antonio”. La bara, infatti, si trova lì ‘soltanto’ dagli anni ’50. Il trasferimento è stato effettuato durante alcuni lavori di ristrutturazione. In quel periodo una ditta di onoranze funebri lo ha ricoperto con il saio con cui è stato trovato “vestito” lo scorso dicembre. Anche se è probabile gli sia stato soltanto appoggiato sopra, infilando appena le braccia nelle maniche.

Lo stato in cui versano le spoglie del Beato Antonio ha dunque destato più di una sorpresa. Al contrario di altri della stessa epoca – il Beato Sante su tutti – il frate è stato trovato in uno stato di conservazione oltre ogni aspettativa, con tanto di pelle e con le ossa integre. L’apertura della bara è avvenuta di fronte agli occhi increduli del medico legale e dell’antropologa, in presenza della soprintendenza, dei carabinieri del nucleo tutela beni culturali, di rappresentanti del Comune di Fano e dell’ordine provinciale dei Frati Minori delle Marche.

Al momento è stata effettuata soltanto un’ispezione cadaverica visiva, dalla quale si può evincere che il Beato Antonio sia deceduto da anziano. Lo dimostrano le evidenze di una saldatura all’anca e di una spondilartrosi. In altre parole, il frate ha presumibilmente condotto una vita sana e “lunga”: almeno fino a 40 o 50 anni. Sì, perché è questo che s’intende per “anziano”, dato che stiamo parlando di sei secoli fa. Al momento non è dato sapere altro sul suo conto, anche se l’ordine dei Frati Minori delle Marche ha avviato l’iter con l’università di Pisa per provare ad ampliare lo spettro d’indagine.

La salma si trova ora a Valleremita, in provincia di Ancona. E in futuro? Forse tornerà a Santa Maria Nuova. Di nuovo in una nicchia, però, e non esposta in chiesa. A impedirlo sono le stesse leggi ecclesiastiche, in quanto la Chiesa non ha mai incluso il frate tra i venerabili. Al più si potrà apporre una targa per indicare la presenza nei paraggi delle spoglie del Beato. Che – oltretutto – tanto Beato al momento non è. Non per la sua probabile sorte di ritornare all’interno di un’intercapedine, ma proprio perché la chiesa non ha mai avviato un processo di beatificazione sul suo conto, nonostante i testi antichi declamino tuttora la grandezza del buon frate Antonio.



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Questo è un articolo pubblicato il 31-01-2020 alle 12:43 sul giornale del 01 febbraio 2020 - 3106 letture

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