Digestore, il comitato invoca ancora il referendum: "Non solo proteste, anche proposte"

3' di lettura Fano 29/01/2020 - ll Comitato referendario si è costituito per alzare la cortina di silenzio che avvolgeva il digestore anaerobico che si vorrebbe realizzare a Bellocchi o Falcineto conferendo 70.000 tonnellate di rifiuti.

In realtà i nostri incontri servono anche per far comprendere che le decisioni su questo impianto sono state prese dal novembre 2014 in avanti senza alcuna informazione e/o consultazione dei cittadini, ancor più grave perché in assenza di una vera autorizzazione dall’unico soggetto titolato, il Consiglio Comunale.

I dati dello studio di Nomisma commissionato da ASET ci dicono che ASET raccoglie 21.000 Ton di Forsu (11.000 organico e 10.000 verde) e Marche Multiservizi raccoglie 25.000 Ton di Forsu (13.000 organico e 12.000 verde), per un totale di 46.000 Ton..

Perché realizzare un digestore anaerobico di 60.000/70.000 Ton. che può essere ampliato a 100.000 ton di rifiuti organici/verde?. Anche nel convegno di Legambiente nessuna risposta, nessun dato scientifico, nessun sito indicato, nessuna tecnologia alternativa, insomma nessun dato scientifico e indipendente come annunciato.

Il Comitato Referendario non dice solo NO al digestore anerobico, chiede che ci sia un dibattito democratico e serio, chiede un REFERENDUM sul futuro della gestione dei Rifiuti, perché ci sono alternative allo smaltimento dell’organico con ottimi risultati.

Vicino alla nostra città, nella Repubblica di San Marino, il governo locale ha scelto di realizzare impianti a basso impatto ambientale attraverso il compostaggio Aerobico. (video https://youtu.be/_ADbWO1PyDo)

L’impianto aerobico è il processo di degrado dell’organico più diffuso in natura, perciò il compostaggio ha sicuramente minori impatti sull’ambiente:

1) non richiede consumo di energia - 2) non richiede volumi di acqua -3) non genera grosse concentrazioni di gas serra - 4) non ha impatti sulla salute umana e animale.

Un impianto aerobico è molto facile da modulare e rendere diffuso sul territorio e si può adattare alle reali esigenze di ogni comunità che avrà una diversa produzione mensile di rifiuti. Inoltre un impianto aerobico non richiede grossi investimenti.

Il compostaggio aerobico non beneficia degli incentivi statali sulla produzione di biometano, che costituiscono il vero fine della realizzazioni degli impianti a digestione anaerobica.

L’impianto in funzione a San Marino (RSM) è costituito da una serie di biocelle, dei container scarrabili, opportunamente attrezzati, all’interno dei quali vengono immessi i rifiuti organici e gli scarti legnosi.

Tramite insufflaggio di ossigeno viene favorito il processo di fermentazione naturale dell’umido. Opportuni filtri sistemati nel condotto di uscita della componente gassosa, catturano inquinanti e cattivi odori, che un tempo erano il punto debole del compostaggio.

Dopo 28-30 giorni di ‘fermentazione’ nell’isola ecologica ciascun container, previa verifica dell’indice respirometrico, viene trasferito in un’area di accumulo del compostato per terminare la fermentazione all’aria aperta per altri 40-50 giorni fino ad ottenere un compost di alta qualità.

Nella Repubblica di San Marino il compost prodotto con questo sistema viene anche utilizzato nelle vallate a rischio frane perché favorisce la crescita di graminacee con lunghe radici, che consolidano i versanti franosi.

Con la tecnologia aerobica è possibile eliminare due grandi rischi di impatto ambientale dei digestori anaerobici:

1) si eliminano i possibili gli sversamenti di percolato contenente ammoniaca, pericoloso per la falda acquifera, e la componente batteriologica che si genera in presenza dell’ambiente anaerobico (cariche di batteri della famiglia dei clostridium);

2) si eliminano gli odori, che continuano ad essere il punto debole del digestore anaerobico, non tanto quando sono all’interno del digestore ma per tutta la filiera logistica (camion di rifiuti) e il deposito temporaneo di rifuiti.

Per il fabbisogno della gestione Aset, per 11 comuni serviti, basterebbe un decimo dell’investimento stimato da Nomisma per la realizzazione del digestore anaerobico a Bellocchi o Falcineto.

Il Comitato propone una visita agli impianti di San Marino e di valutare questa alternativa o altre possibili alternative ecocompatibili al digestore anaerobico.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-01-2020 alle 10:45 sul giornale del 30 gennaio 2020 - 491 letture

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