Ladri arrestati grazie a cimici e gps: avevano colpito anche a Fano e Marotta

effrazione ladri furto rapina 2' di lettura Fano 28/01/2020 - Alberghi e residence come basi operative. Sembra andare di moda tra i malviventi, spesso in trasferta per colpire lì dove nessuno li conosce. Lo dimostra la banda di croati finita in manette domenica mattina, che da Latina si era stabilita in un albergo di Fano per rubare nei dintorni. Ora l’arresto di quattro ladri albanesi – tre uomini e una donna tra i 22 e i 28 anni – beccati in un residente di Miramare di Rimini. Sono ritenuti responsabili di una serie di furti d’appartamento tra Fano – compresa Bellocchi -, Marotta, Pesaro, Tavullia e la stessa Rimini.

La banda è finita in manette domenica notte grazie all’intervento della squadra mobile di Pesaro, dopo un ultimo colpo nel marottese. Tutto è cominciato, però, lo scorso 20 gennaio, quando a Case Bruciate una residente si era ritrovata due ladri in casa, poi scappati. La volante aveva però notato una Mercedes con targa albanese che, alla vista degli agenti, aveva ben pensato di premere l’acceleratore. Una fuga durata poco, perché erano stati fermati non lontano da lì. Nell’auto c’erano un ragazzo e una ragazza, entrambi albanesi, che si erano dichiarati fidanzati e incapaci di ritrovare la via di casa. Gli agenti – quantomai scettici - li avevano portati in questura, e una volta lì i loro telefoni avevano cominciato a suonare all’impazzata. I ladri di Case Bruciate avevano perso il loro “taxi” per scappare dopo il colpo, e volevano spiegazioni. Da lì il sequestro dei cellulari, che contenevano anche foto di oggetti d’oro di dubbia provenienza.

Da quel momento la mobile ha condotto l’indagine, venendo anche a sapere che uno della banda era in possesso di una pistola semiautomatica. I malviventi, intanto, non sapevano di essere “spiati” grazie a cimici e gps piazzati nella Mercedes. È così che si è arrivati al residence di Miramare. Da quel momento è stato un susseguirsi di perquisizioni – che hanno portato al reperimento di diversi oggetti di valore - e di pedinamenti. Fino all’arresto di domenica, già convalidato dal gip di Rimini. I ladri erano di ritorno dall’ennesimo furto in un’abitazione di Marotta. Sono stati colti con la refurtiva sul tavolo, intenti a parlare del bottino.

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Questo è un articolo pubblicato il 28-01-2020 alle 22:20 sul giornale del 29 gennaio 2020 - 2516 letture

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