“Avevi un’anima profonda”: schianto a Cuccurano, Patrick Mencoboni celebrato anche sui social

3' di lettura Fano 18/01/2020 - È ancora fresco il ricordo di quell’ultimo saluto. Giovedì pomeriggio Patrick Mencoboni è stato omaggiato e celebrato nella chiesa di Centinarola. Una folla strabordante è accorsa per il rito funebre in onore del 24enne scomparso meno di una settimana fa a causa di un incidente stradale sulla via Flaminia, all’altezza di Cuccurano di Fano. Ma l’onda lunga dell’affetto nei suoi confronti è ancora lì, “impressa” sui social.

“Se ne vanno sempre i migliori”, ha scritto l’amico Davide Notaro sul diario Facebook del ragazzo, mentre Alberto Turriani non ha nascosto il senso di vuoto che prova all’idea di non poter più riabbracciare Patrick. “Mi dispiace tantissimo – ha scritto - se penso che uscivamo assieme in compagnia, e sapere che anche al lavoro non ci sarai più mi fa malissimo.... Ciao amico...”.

Toccanti anche le parole di Alessandro Bartolucci. “Dicono che le persone non muoiono mai fino a quando vivono nel cuore delle persone. Ho la certezza – ha aggiunto - che tu vivrai in eterno in ogni singola persona che ti ha conosciuto, perché, come ho detto al tuo fratellone, voi tutti ogni giorno lasciate un segno con il vostro operato nel cuore delle persone”. Patrick (qui la sua scheda) lavorava nella ditta di famiglia. Faceva il gommista, ma era anche specializzato nel recupero di mezzi pesanti.

A raccontare un altro aneddoto sul suo impegno e sulla sua grande dedizione è stato l’operatore di Fano Tv Filippo Pucci. “Cinque anni di elementari passati insieme, condividevamo (quasi) le stesse passioni per le gru e per i mezzi pesanti di qualsiasi genere. L'ultima volta che ci siamo visti - ha scritto -, circa un anno fa, svolgevi con passione il tuo lavoro. Sì, perché tu svolgevi il tuo lavoro con tanta, tanta passione. Ricordo ancora: erano le 20 del 7 febbraio del 2019. Arrivo in zona Tre Ponti a Fano, munito di telecamera e faretto perché un camion con rimorchio era rimasto intrappolato tra il fango senza riuscire a muoversi. Polizia, soccorsi, e un grosso camion bianco con una potente gru. Ad un certo punto vedo un ragazzo scendere dalla gru. Sento dire ‘Filo!’. Mi giro e ti vedo al comando di quel grosso camion bianco. Era dalla fine della quinta elementare che non ti vedevo, eppure ne avevi fatta di strada per arrivare fino a quel punto! Ci siamo scambiati battute per quasi mezz'ora, e poi ognuno si è messo al suo lavoro. Tu a 'salvare' il camion in bilico tra il fango, e io a riprendere con attenzione e con interesse il tuo operato, insieme a tuo fratello e a tuo padre. Dopo quella sera non ci siamo più rivisti, però mi piace ricordati come una persona che si dava da fare, e che fin da piccolo durante le elementari avevi molte idee per la testa, anche se ogni tanto facevi di testa tua. Ciao Patrick, buon viaggio!”.

I ricordi di quando il 25enne era ancora giovanissimo sono anche al centro del messaggio di Simona Giulietti. “Quelle notizie che ti tolgono il respiro... Ti ricordo così, Patrick... – ha scritto sul diario del ragazzo -, un bambino sensibile e dolcissimo, puro, come lo sono tutti i bambini, ma nella tua purezza traspariva qualcosa di profondo, come lo era la tua anima! Abbiamo trascorso diversi pomeriggi, per diversi anni, prima a fare i compiti, poi merenda ed infine a giocare, aspettando la mamma che ti venisse a prendere! Ti ho incontrato a distanza di anni, nel tuo contesto di lavoro ed ho visto un piccolo uomo. Oggi il sole splende di una luce più luminosa... qualche angelo aveva bisogno di un valido aiuto e tu sei il migliore che potesse trovare! Ciao piccolo angelo! Un forte abbraccio alla tua famiglia!”.








Questo è un articolo pubblicato il 18-01-2020 alle 01:33 sul giornale del 18 gennaio 2020 - 3682 letture

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