Proiezione del film "Frida - Viva la vida" per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne

4' di lettura Fano 21/11/2019 - L’Italia di oggi, al principio degli anni 20 del XXI secolo, è un paese attraversato da molteplici questioni politico sociali.

Cinquanta anni dopo il fermento dell’ autunno caldo caratterizzato dalle lotte sindacali di operai e studenti, la questione dell’ uguaglianza sociale rimane al centro delle problematiche politiche. A questo si aggiungono le questioni dei diritti sul lavoro, dell’ immigrazione, dell’ accoglienza ai rifugiati, del radicamento delle organizzazioni mafiose italiane e straniere, nonché il costante aumento di episodi di odio e razzismo che recentemente hanno colpito anche la senatrice a vita Lilliana Segre costringendola a vivere sotto la protezione di una scorta.

Ma c’è un’altra questione che viene costantemente sottovalutata: in Italia, ogni 60 ore, una donna viene uccisa. in Italia le donne muoiono, vengono violentate e trasformate in prede dalle ossessioni di uomini “ubriachi” della cultura del possesso. Nella stragrande maggioranza dei casi, lo straniero – o persino l’estraneo – non c’entrano affatto: in oltre l’80% dei casi di violenza sessuale commessa a danno di donne italiane, lo stupratore è un connazionale; oltre sei volte su dieci è il partner o l’ex partner.

Una Democrazia che non è in grado di garantire l’incolumità delle Donne e la pari opportunità sociali tra i generi non può essere considerata una vera Democrazia.

Negli anni ’60 la Repubblica Dominicana, un Paese caraibico situato su un isola al largo di Cuba, non era una Democrazia, ma era governata dalla dittatura fascista di Rafael Trujillo. Quattro Donne, quattro sorelle, Patria, Minerva, Maria Teresa e Adela Mirabal decisero di denunciare le atrocità della dittatura nel loro Paese e la condizione di assoggettamento sociale, fisico e morale che vivevano le Donne nel confronto degli uomini. Ma il regime di Trujillo non tollerava il dissenso, specialmente da parte delle Donne. Le sorelle Mirabal vennero barbaramente aggredite dagli uomini dei servizi di sicurezza il 25 novembre 1960. Di loro soltanto Adela riuscì a sopravvivere. La loro colpa? Amare la vita al punto da non accettare ogni tipo di assoggettamento da parte degli uomini violenti protetti dalla prepotenza della dittatura fascista. In memoria del sacrificio di Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, l’ONU ha istituito il 25 novembre come la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Ma le Donne che hanno combattuto per la loro libertà e dignità sono e sono state tantissime. L’artista messicana Frida Khalo è una delle più significative.

Per tutte e tutti noi Frida Kahlo rappresenta la potenza, il coraggio, la dignità, la creatività e l’impegno che le donne sono in grado di donare al Mondo. Quando aveva 18 anni Frida rimase vittima di un terribile incidente in autobus che segnò il resto della sua vita: si rinchiuse in una profonda solitudine ed ebbe solo l'arte come unica finestra sul mondo. Nei momenti di maggiore malinconia sentiva un dolore fisico che la portava a dire di essere stata “assassinata dalla Vita”, quella stessa vita che in realtà non riuscì mai a dominarla. Costretta a lunghe convalescenze, Frida ebbe se stessa come modello e disegnò spesso il suo corpo. Un corpo martoriato, un corpo che non riuscì a donarle il figlio tanto desiderato. Donò il suo primo autoritratto al ragazzo di cui era innamorata. Ma quando sottopose i sui dipinti al famoso artista Diego Rivera la vita di Frida ebbe una svolta. Il sodalizio artistico tra i due divenne un’intensa e tormentata storia d’amore. Quello con Rivera fu un amore segnato da continui tradimenti da parte di lui. Ma la personalità eclettica e rivoluzionaria di Frida le impedivano di provare odio per Diego e per qualunque altro essere umano. Il suo amore per la vita e per il prossimo le permise di vivere passioni con tantissime altre persone; uomini, ma anche donne, intellettuali e le intellettuali dell’epoca. Tra le tante e i tanti Tina Modotti e Lev Trosky.

Oggi, per la caparbietà e la dignità con cui a saputo affrontare le angosce dell’esistenza al grido di “¡Viva la Vida!”, Frida Kahlo è riconosciuta in tutti gli angoli del mondo come una delle maggiori personalità femminili e punto di riferimento anche per tantissimi uomini.

La storia di Frida è stata raccontata dalla letteratura, dal cinema, dalla musica. Ora si aggiunge il docufilm “Frida – Viva la Vida” del regista Giovanni Troilo, con voce narrante dell’attrice Asia Argento.

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle Donne, In Comune vi invita all’anteprima del film documentario “ Frida - Viva la Vida” Lunedì 25 novembre alle ore 21.00 presso il Cinema Malatesta, Via Mura Malatestiane 16.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-11-2019 alle 11:34 sul giornale del 22 novembre 2019 - 769 letture

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