Comitato referendario: "Perché no al digestore anaerobico"

biometano digestore anaerobico 4' di lettura Fano 16/11/2019 - Abbiamo ascoltato il Sindaco SERI dichiarare a novembre trasmissione primo cittadino “… il digestore anaerobico non è inquinante assolutamente …questi impianti sono ad inquinamento 0 …. ” sollecitato dalla giornalista sul sito di Bellocchi ha dichiarato “.. di zona industriale abbiamo solo quella …” quindi si farà a Bellocchi.

Mentre l’ASET con il Presidente Reginelli e il dirigente Romei, hanno partecipato ad un incontro pubblico nel quale hanno dichiarato “ … arriveranno solo 9 camion di rifiuti organici, paure infondate…” e “… il composto naturale prodotto sostituirà i concimi chimici …” ed infine “ … ridurremo la dipendenza dal metano…”

Vogliamo con forza contestare le numerose FAKE NEWS sul digestore anaerobico, e le dichiarazioni esposte dal Sindaco Seri e da Aset, non è vero che non puzza, non inquina, non emette nocive polveri sottili, che il compost prodotto è di qualità.

Un digestore anaerobico è un impianto industriale, che tratta sostanze organiche che possono essere di tipo diverso ad esempio organico, sfalci, in assenza di ossigeno, trasformandole in gas che può diventare combustibile per la produzione di energia elettrica.

L’impianto è sicuro e gli abitanti del quartiere non devono temere?FALSO, Gli incidenti in questi tipi di impianti, come in tutti quelli a biomasse/biogas, sono frequenti. Fughe di gas, scoppio di una membrana gasometrica, integrità delle vasche di stoccaggio, ecc., sono all’origine di incendi ed esplosioni, di sversamenti di digestato o di acque contaminate. Ci sono innumerevoli casi in Italia tutti documentabili, di inquinamento delle falde acquifere che hanno portato al divieto di utilizzo dell’acqua anche a distanza di chilometri dall’impianto, alla moria di pesci, a sversamenti di liquami e ad altre problematiche ambientali.

L’impianto non avrà alcun impatto odorifero né inquinamento da rumore?FALSO, I digestori anaerobici rilasciano frequentemente emissioni atmosferiche maleodoranti di tipo diffuso, tra cui le più rilevanti (ammoniaca e gas serra)provengono dagli stoccaggi dei digestati e delle loro frazioni solide e liquide separate, ma che sostanzialmente possono essere prodotte in tutti i reparti degli impianti di digestione anaerobica. Inoltre circoleranno centinaia di camion per il trasporto e non 8 al giorno come sostenuto visto che l’impianto è da 60.000 / 80.000 ton.

Non ci sono emissioni inquinanti perché il gas non viene bruciato in loco?
FALSO, Fare biometano non significa non bruciare gas nel sito. La digestione anaerobica ed il processo di conversione in biometano che abbiamo descritto richiedono energia. Il 40-50% del biogas prodotto, quindi, non diventa biometano ma viene bruciato e convertito in energia termica o elettrica per il fabbisogno dell’impianto.

Questo digestore anaerobico è un impianto di compostaggio che produce compost di ottima qualità? FALSO, Il prodotto del processo di fermentazionedella frazione organica non è compost ma un digestato che è a tutti gli effetti un RIFIUTO. La stessa Comunità Europea vede lo scarto di risulta da impianti di produzione di biogas come un rifiuto, quindi il digestato dovrebbe rientrare nell'ambito di applicazione della normativa sui rifiuti. In Italia è sopravvenuta una nuova disciplina in vigore dal 18 aprile 2016, D.M. 25 febbraio 2016 che qualifica giuridicamente il digestato disciplinando le condizioni al ricorrere delle quali il digestato è equiparabile ai concimi chimici.Lo spandimento sui terreni del digestato/compostato provoca, con la pioggia o il semplice innaffiamento, il dilavamento delle sostanze inquinanti. La temperatura necessaria per produrre il gas favorisce i batteri resistenti alle alte temperature come i Clostridium, le cui spore producono tossine come il botulino, o come la salmonella.

L’impianto è a zero impatto ambientale perché il biogas prodotto viene trasformato in biometano da immettere in rete?FALSO, La trasformazione di biogas in biometano è un processo altamente inquinante. Il biogas prodotto dal processo di digestione è una miscela gassosa che oltre al metano (da 55 fino al 70% in caso di umido di buona qualità) contiene anidride carbonica (30/45%), vapore acqueo, acido solfidrico, idrogeno, ossigeno, azoto, ammoniaca, silossani, VOCS (composti organici volatili) e particolato. Per essere messo in rete e, soprattutto, se lo si vuole utilizzare come combustibile per i veicoli, deve essere sottoposto ad un processo di purificazione e di arricchimento: desolforazione (che avviene in parte già in fase di digestione peggiorando ancora di più il digestato), deumidificazione, eliminazione dei composti organici volatili e delle polveri, rimozione dell’anidride carbonica (upgrading) per aumentarne il potere calorico, odorizzazione.

L’impianto è vantaggioso perché i cittadini pagheranno meno tasse sui Rifiuti? FALSO Un risparmio fittizio, il risparmio non viene né quantificato né assicurato, per un investimento di almeno 30 milioni di euro. La verità è che non si parla di risparmi, ma solo d’incassare gli incentivi, perché gli impianti Digestori Anaerobici sono ANTIECONOMICI, sono un vero fallimento senza gli incentivi ovvero i soldi dei contribuenti.

Per tutti questi motivi inizieremo una serie di incontri con i cittadini per dare le giuste informazioni inizieremo da Cuccurano il 2 dicembre e da Rosciano il 16 dicembre, successivamente Bellocchi e tutti gli altri quartieri di Fano. BASTA FAKE NEWS.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-11-2019 alle 13:36 sul giornale del 18 novembre 2019 - 1525 letture

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