M5s: "Tutta l'ipocrisia del Pd fanese sulla Fano-Urbino"

ferrovia fano urbino 3' di lettura Fano 18/10/2019 - Stupiscono i rilievi sollevati a mezzo stampa dal Partito Democratico in merito alla discussione sulla mozione per il ripristino della ferrovia Fano-Urbino, quando la verità è sotto gli occhi di tutti.

Mi sono prestato personalmente alla mediazione sul testo del documento, prima e durante il consiglio, con assoluta buona fede e spirito di collaborazione, accettando la quasi totalità delle modifiche proposte, ma abbiamo dovuto presto prendere atto che gli esponenti del PD volevano la botte piena e la moglie ubriaca. Da una parte intendevano vanificare tutto il significato politico della nostra mozione, impuntandosi per introdurre una correzione sul sedime che avrebbe significato di fatto la morte definitiva della ferrovia.
Dall’altra hanno cercato fino all’ultimo di non bocciare il testo, per evitare di dover giustificare la loro ostilità a una straordinaria occasione di sviluppo per il nostro territorio - appoggiata da buona parte del mondo sindacale, associativo e politico (compreso il PD di Urbino) - e la loro infedeltà alla linea del partito a livello nazionale, ormai da anni tesa a favorire il trasporto su ferro. In questo modo è emersa tutta l’ipocrisia dell’azione politica del Partito Democratico: non avendo il coraggio di promuovere le proprie idee per quelle che sono, volevano camuffarle per salvarsi la faccia.

Il progetto di ciclabile presentato dal consigliere regionale Biancani, che non è stato ancora possibile visionare, prevede eccome sovrapposizioni con il tracciato ferroviario e si fonda su due presupposti per noi inaccettabili: in primo luogo, che il ripristino della ferrovia rappresenti un obiettivo secondario ed eventuale; in seconda battuta, che l’eventuale riattivazione a fini turistici contempli per il treno al massimo una ventina di corse all’anno

È chiaro che questa posizione porterebbe a sprecare sia le risorse stanziate per la ciclabile sia quelle per la ferrovia: la convivenza di entrambi i tracciati sullo stesso sedime è impossibile non solo per questioni di spazio e di sicurezza, ma anche per incompatibilità con la legge sulle ferrovie turistiche. Inoltre, non viene per nulla tenuto in considerazione l’obiettivo a lungo termine della metropolitana leggera di superficie: il PD tenta di scaricare ogni responsabilità su modifiche legislative in realtà non necessarie, in modo da fabbricarsi un alibi fragilissimo per non aver mai lavorato politicamente in questa direzione.

Invece di buttare al vento 4,5 milioni di euro, la Regione farebbe bene ad utilizzare gli oltre due anni prima della scadenza dei fondi per l’elaborazione di un progetto che preveda un percorso alternativo per la ciclabile, ispirandosi magari a proposte già avanzate (come quella dell’associazione Ferrovia Valle Metauro) e utilizzando strade esistenti a limitato traffico veicolare. In questo modo sarebbe anche possibile valorizzare più utilmente l’indotto di carattere turistico che ne deriverebbe.

Insomma, un’opzione alternativa e migliore esiste. Manca l’intenzione di approfondirla seriamente e valutarla in modo costruttivo, perché la volontà politica da sempre perseguita dal PD di Fano è quella di sopprimere la ferrovia per assecondare altre mire. Martedì scorso ne abbiamo avuto un’ulteriore riprova.


da Tommaso Mazzanti






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2019 alle 14:34 sul giornale del 19 ottobre 2019 - 807 letture

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