Volontariato e solidarietà: Settimana Africana Regionale, il programma tra incontri, musica e spettacoli

4' di lettura Fano 26/09/2019 - L’Africa siamo noi. E non soltanto per i flussi migratori in atto ormai da tempo, ma perché il destino del cosiddetto continente nero è una cosa sola con quello europeo. È questo uno dei messaggi di cui si fa da sempre portavoce “L’Africa Chiama”, attivissima associazione fanese che gli africani li aiuta davvero a casa loro. Senza retorica, come dimostra la realizzazione del centro maternità di Kanyama, in Zambia. E che ancora una volta ha organizzato una settimana di eventi a tema per far capire che, dietro i numeri e le fredde cronache, ci sono persone vive e vivide. Con le loro storie.

La Settimana Africana Regionale è in programma nella Città della Fortuna dal 29 settembre – che non a caso è anche la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato – al 5 ottobre. È la 22esima edizione, a dimostrazione di come l’evento sia ormai diventato un appuntamento fisso, fatto di incontri e di narrazioni, di musica e di spettacoli. Di cultura che mira a sensibilizzare chi ancora preferisce ignorare ciò che accade al di là del Mediterraneo. E non solo.

Tra gli eventi in programma c’è anche un torneo di calcio a 5, dall’eloquente titolo “Fratelli di Sport”. Ci s’incontrerà domenica 29 sul campo dell’oratorio San Cristoforo. A sfidarsi saranno i migranti che vivono in città. In programma c’è anche la Cena condivisa, sempre la stessa sera: al “tendone” della Sassonia si gusterà tutti insieme il cibo che ognuno avrà portato da casa. Seguirà il concerto di Anissa Gouizi, Gionni Di Clemente e Domenico Candellori. Ma la brochure della Settimana Africana Regionale è ricchissima di eventi. Alla MeMo, infatti, ci saranno presentazioni di libri, letture, corsi di cucina e altro ancora.

Venerdì 4 ottobre, nei giardini di Piazza Amiani, un’anteprima d’eccezione. Quella della “Notte Nera”, che inizierà ufficialmente il giorno seguente. Sarà un momento di grande musica, grazie soprattutto alla presenza di Devon Miles - che ad agosto si è già esibito alla Darsena Borghese - nientemeno che uno degli artisti che ha suonato insieme a Jovanotti durante l’estate, in almeno una delle tappe dell’ormai celeberrimo “Jova Beach Party”. Miles si esibirà insieme a dj Pacio – al secolo Nicolò Pacieri.

Grande attesa anche per sabato 5. Pietro Bartolo – il cosiddetto “medico di Lampedusa” – sarà di nuovo a Fano, dopo l’incontro tenutosi in primavera al Cubo di San Lazzaro. Verrà assegnato a lui, quest'anno, il premio "Ho l'Africa nel cuore". Bartolo non è soltanto un eurodeputato, è soprattutto il medico che dal ’91 si prende cura dei migranti in arrivo nell’isola siciliana. “Un uomo – ha commentato Raffaella Nannini dell’Africa Chiama – che ha raccontato la sua testimonianza attraverso libri e film. La sua non è stata soltanto un’accoglienza sanitaria: è stata soprattutto umana”.

Anche l’assessore al welfare di comunità Dimitri Tinti ha voluto parlare di umanità. Quella di Fano e dei fanesi, che ha definito “accoglienti”. Ma i suoi elogi sono andati soprattutto ai volontari dell’associazione. “Aiutarli a casa loro? Diamo troppo spesso, a questa frase, un'accezione negativa. Come a voler esprimere un certo disinteresse. Invece io ho avuto modo di parlare con i ragazzi che fanno davvero qualcosa. Vi assicuro che ascoltarli ti fa davvero capire cosa significhi aiutare. Ed è una cosa che riguarda tutti noi”. Per questo Tinti si è detto onorato di poter sostenere un evento come la Settimana Africana Regionale, “un appuntamento importante per riflettere, e per sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema ostico, soprattutto negli ultimi tempi”.

A riassumere lo spirito dell’iniziativa è stato Italo Nannini dell’Africa Chiama. “Il nostro intento – ha detto - è quello di parlare in termini positivi di questo continente, il cui destino è inscindibile da quello dell’Europa”. Infine la sintesi di sua figlia Raffaella. “Secondo il papa, un certo atteggiamento verso lo straniero va inteso come un campanello d'allarme, il sintomo di un declino morale. Ricordiamoci sempre – ha concluso - che dietro i numeri delle cronache ci sono delle persone con le loro storie”.








Questo è un articolo pubblicato il 26-09-2019 alle 19:36 sul giornale del 27 settembre 2019 - 474 letture

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