Centinaia di visitatori alla mostra sui ragni. Gli organizzatori: "Successo notevole"

2' di lettura Fano 16/08/2019 - Notevole il successo della mostra sui Ragni organizzata dall’associazione naturalistica Argonauta nella sua sede di Fano, curata da alcuni giovani studiosi marchigiani, in particolare Cristian Gori e Luca Zallocco, col supporto di Andrea Gaudenzi, Davide Mancini e Simone Bai, in collaborazione con l’associazione Aracnofilia - Associazione Italiana di Aracnologia.

Un successo che replica quello di un’altra mostra naturalistica organizzata nella stessa sede sui Serpenti italiani, circa un mese fa.

Nonostante l’argomento non proprio alla portata del vasto pubblico, varie centinaia sono stati i visitatori, soprattutto bambini curiosi di vedere in azione esemplari del nostro territorio ma anche esotici, tutti regolarmente detenuti, non pericolosi per la salute umana ma con una immeritata cattiva fama.

Si è parlato dell’ormai famoso Ragno violino che nelle nostre abitazioni di norma non si incontra o è presente solo in una piccola percentuale di case; un ragno che in natura vive in Italia e nel bacino del Mediterraneo, colpevolizzato da superficiali notizie di stampa che hanno prodotto una vera e propria psicosi; si è parlato del Ragno ballerino, riconoscibile per le sue zampe lunghe, del tutto innocuo, praticamente presente in ogni abitazione che, stranamente, non si trova in natura; del loro veleno che, almeno per quelli nostrani, quasi mai è pericoloso per l’uomo. Gli unici Ragni considerati pericolosi in Italia sono il Ragno violino mediterraneo (Loxosceles rufescens) e la Vedova nera mediterranea (Latrodectus tredecimguttatus), il ragno violino mediterraneo non ha mai causato morti certe in Italia mentre la vedova nera mediterranea ha causato l'ultima morte certa in Italia negli anni 50; tra gli esotici particolarmente vistose alcune Migali, conosciute normalmente come Tarantole. Il racconto delle loro strategie di caccia, riproduzione e alimentazione, le relazioni con l'uomo, ha piacevolmente colpito i visitatori, anche chi ha confessato la propria fobia per questi animali.

Da sottolineare l’importanza non solo scientifica di iniziative di questo tipo; far capire le caratteristiche e le esigenze di queste creature ancora poco note al di fuori della cerchia degli studiosi, aiuta a comprendere la complessità della natura, una ricchezza da preservare proprio a cura di chi, come l’uomo, tende a piegare alle sue esigenze tutto il mondo animale e vegetale.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-08-2019 alle 15:25 sul giornale del 17 agosto 2019 - 1108 letture

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