Polemica sui Giardini Leopardi, Venturelli: "Sbagliata la concessione dell'area, serve un regolamento"

4' di lettura Fano 08/08/2019 - Ha tutte le civili ragioni l’assessore Stefano Marchegiani nel sottolineare l’errore di natura estetica e culturale fatto con la concessione di tre giorni di manifestazioni ad un movimento religioso nel giardinetto Leopardi che non va “usato” ma lasciato libero alla visione dei cittadini tutti i giorni dell’anno come avviene per ogni bene storico-artistico.

Anche se non è la prima volta che accade, quel giardinetto da sempre organizzato al fine di mostrare solo la sua bellezza, è stato usato per altro, quando è proprio il permesso di uso – qualsiasi uso- ad essere, per quel luogo, il primo fondamentale errore. E si spera che questa sia l’ultima volta, perché l’aver accolto una manifestazione che poteva essere sistemata altrove è un atto “pesante”, come un goal che risolve tutta la partita da solo. Per ciò, è un atto che potrebbe pregiudicare il futuro del sito estremamente suggestivo e chi ne è stato responsabile dovrebbe scusarsi con la città (qui la replica alle polemiche degli ultimi giorni, ndr).

Anche permettere di calpestare le aiuole, è un atto che a Fano si permette ma nella vicina Austria e Svizzera lo si sarebbe pagato ben caro in un luogo di valore unico. Luogo che invece è fatto per essere visto come si vede un quadro, una scultura una scenografia. In tal modo, e purtroppo, tutti potranno richiederlo per farci i fatti propri, perché il regolamento che tuttora manca, deve necessariamente essere uguale per tutti. Uguale persino per talune strane Sette che raccontano di avere, solo loro, virtù speciali per grazia dell’Altissimo. Bisognerebbe proprio ingaggiare amministratori da Svizzera e Austria; che ne pensa il Sindaco?

Ma a parte gli scherzi, quel che colpisce è che, per dirla con Marchegiani, il significato ed il senso dei luoghi, non è compreso ancora dai nuovi assessori; non solo per questo giardinetto ma anche per altri siti cittadini; infatti sia gli striscioni inchiodati ripetutamente sul muro a scarpa del bastione del Nuti, che quelli sulla Fortezza Malatestiana , lasciano intendere che non si è capito che nelle intenzioni dei loro autori, quei monumenti non dovessero servire, cinque secoli dopo come portale pubblicitario. Ignorare o fingere di non sapere questo, significa mancare di rispetto e fare dispetto a quei beni culturali ed a quanto gli stessi rappresentano per la cultura cittadina.


Continuare su questa “cattiva strada” propria dei passati amministratori, significa diseducare la popolazione verso i propri beni culturali sviliti in modo riduttivo; non ci si lamenti se chi trova cose antiche sotto terra o sott’acqua, poi le svende all’estero senza speranza di restituzione! l’esempio sbagliato, se viene dall’alto, produce sempre i suoi frutti sbagliati e moltiplicati. Le osservazioni di Stefano Marchegiani, dunque ci stanno tutte e sono sacrosante e coraggiose … perché ovunque nella politica si paga anche la parola di correzione alla propria maggioranza. Risulta inoltre che la medesima persona non è certo priva di competenza e di esperienza in merito a ciò che giustamente lo stesso consigliere comunale contesta, ed è una fortuna per la città, che almeno qualcuno dica una parola contro, quando tutti gli altri nella maggioranza sembrano diventati muti per copia conforme o per disinteresse.


Da rilevare inoltre nella vicenda che, il Movimento “Fides Vita” al quale l’area è stata concessa, abbia messo assieme piadina farcita e Sant’Agostino in un sincretismo gastro- filosofico di rara creatività pur se ormai siamo abituati a tutto e al suo contrario. La risposta “piccata” degli organizzatori de “L’avvenimento in piazza” alle ragionevoli osservazioni del consigliere comunale Marchegiani , è che le stesse sarebbero “solamente un pretesto per scontri politici e interessi personali”, ma tale piccata risposta non si incontra proprio con il motivo guida della tre giorni “Ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto, finche non riposa in te”, carico di bellezza di verità e di poesia. Emerge immediatamente il divario tra il pensiero alto e la mancanza di riconoscenza verso la nostra città normalmente pulita, mostrata dagli organizzatori che definiscono l’affascinante Giardinetto Leopardi “Un luogo tristemente noto per essere la latrina pubblica dei cani”.

E con questo traspare la qualità di certo spirito di fratellanza cristiana, che troppo spesso divide in modo manicheo tra “buoni” e “cattivi”. Certo una poco riconoscente osservazione, questa dei cani, che necessariamente sembra indirizzata persino a quegli amministratori che hanno concesso “L’avvenimento in piazza”. Spero da semplice cittadino senza interessi di parte in questa vicenda, ma solo preoccupato per la gestione del patrimonio artistico fanese, che il Movimento Fides Vita, trovi in futuro altri luoghi accoglienti fuori di Fano e nel contempo chiedo come sia potuto accadere che i responsabili della concessione abbiano agito con tanta superficialità. La città di Fano appartiene a 60.000 persone … non solo a qualche assessore.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-08-2019 alle 10:58 sul giornale del 09 agosto 2019 - 808 letture

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