Forza Italia: continua la telenovela sulla questione del digestore

Forza Italia 6' di lettura Fano 27/07/2019 - Continua la telenovela sulla vicenda del DIGESTORE ANAEROBICO: il SINDACO che dice “ A FANO non si farà, stiamo ragionando con il Comune di Ancona e Jesi”, nello stesso tempo dice ad ASET di continuare lo studio di fattibilità, la stessa ASET concentra le sue forze sulla questione, spende soldi nei progetti e nella ricerca di aree idonee ed alla fine cosa esce dal cilindro: l’area di MONTESCHIANTELLO, acquisita dal Comune a suo tempo per creare un piccolo digestore (esiste apposita relazione di conferma dei tecnici di allora), oggi viene giudicata inidonea e che finanziariamente non è in grado di sostenerne l’onere, se non interverranno altri patner.

Chi potrà essere: HERA. Tant’è che nei corridoi di ASET si vocifera che in uno dei prossimi Consigli Comunali, si dovrà discutere una relazione o un’audizione del Presidente su cui si dirà che ASET da sola non riesce a farlo, bisogna un fare accordo con HERA.

Le indiscrezioni che ci sono giunte riferiscono che dovrà essere ASET ad accollarsi la spesa, con la garanzia di HERA, cosi che quando ASET non riuscirà a pagare, HERA l’acquisirà per 4 soldi. Già la stessa azienda ASET acquisì per volontà politica della sx la RINCICOTTI E ORCIANI per la modica cifra (si fa per dire) di circa 1 miliardo e 200 milioni, con un sacco di ferraccio al seguito (camion, autobotti) non si ricorda neppure quanti soldi ASET ha dovuto reinvestirci per pareggiare le perdite annuali e alla fine fu venduta per un pugno di Euro.

Ora tocca ad ASET fare la stessa fine. Chiediamo una presa di posizione seria da parte del Comune di FANO e dei vertici di ASET.

Come FORZA ITALIA di FANO col supporto dei vertici Provinciali e Regionali ci opporremo al progetto che mascheratamente la sinistra da diversi anni porta avanti. Vendere ASET ad HERA. ASET deve rimanere pubblica. Questa è la preoccupazione anche di diversi dipendenti, dirigenti e soprattutto di cittadini.

Ci preme anche precisare gli effetti collaterali molto gravi di questo impianto:

Il digestore di cui tanto si parla e che in pochi ne conoscono il reale funzionamento è nocivo sia per la salute dell’uomo che degli animali. Da dati rilevati da una conferenza sul tema e dagli studi effettuati dal Prof. BOHNEL dell’ università di Gottingen, Germania, sia il digestore anaerobico che produce Biogas che il digestore anaerobico che tratta i rifiuti, diffondono pericolose spore di clostridium botulinum. Questo batterio vive nel suolo per un numero di anni molto alto. E’ un batterio anaerobico, cioè vive in assenza di ossigeno ed è uno sporigeno cioè produce delle spore che sono in grado di vivere e sopravvivere per moltissimo tempo.

Alcune tipologie di impianti producono delle neurotossine che provocano il botulismo, che nell’uomo e negli animali coinvolge i muscoli regolatori del metabolismo. Il digestato che fuoriesce da questi impianti, da usarsi in agricoltura “di bassa qualità, sparge sui campi queste spore che sono pericolosissime. I processi di sanificazione, molto complicati a volte non funzionano e comunque non riescono del tutto ad eliminare queste spore. Stesso problema per il cogeneratore che tratta l’umido, anche se in quest’ultimo l’umido viene scaricato in un vascone esterno e subito immesso nel circuito di recupero. L’umido facilita l’insediamento di questo batterio. Il digestore di cui si parla deve fare magazzino all’aperto o all’interno di capannoni aperti che pertanto, secondo diversi ricercatori, produce emissioni odorigene.

A tale riguardo è bene dire che il digestore anaerobico non è un impianto per il riciclo dei rifiuti secondo il principio “rifiuti zero”. L’impianto anaerobico non rappresenta una soluzione ecologica al problema sia per i notevoli quantitativi di rifiuti che affluiranno a FANO dai comuni limitrofi e non solo, sia perché è un metodo di produzione di biogas che comporta numerosi rischi per l’ambiente. In aggiunta alle emissioni che la produzione e la combustione di biogas comportano, notevoli perplessità emergono dal pericolo di alterazione della fauna batterica locale.

Nel digestore operano colonie di batteri anaerobi tra cui i pericolosi clostridii, responsabili delle infezioni da tetano e botulino, oltre che alcuni ceppi di salmonella notevolmente aggressivi. Notevoli le implicazioni possibili per la salute dei cittadini e le ripercussioni per la stessa immagine dell’agricoltura cittadina. Oltre a questo aumenterà l’inquinamento in maniera esponenziale per l’andirivieni dei camion da diverse città. Si rammenta che dove sono ubicati allevamenti per la produzione di parmigiano e colture DOP è vietata la localizzazione di digestori nelle vicinanze. Noi abbiamo una ricca produzione biologica, olio di Cartoceto a pochi km, vino doc, ecc.ra. Cosa succedera?

Teniamo conto che in Germania su 3000 aziende che hanno costruito piccoli impianti circa 1000 hanno avuto problemi col botulino. E’ di qualche giorno fa la notizia che a Brescia un quotidiano digitale ha condotto e mostrato sul programma 7 di CAIRO EDITORE, un’inchiesta sul digestato prodotto dal Digestore e lo ha fatto analizzare, ebbene si sono scoperto: frammenti di vetro, di carta, di lamiera e di sostanze di prodotti chimici e idrocarburi (vedi analisi chimiche fatte sul sito fanpage.it).

Si è inoltre accertato che l’ASUR di competenza abbia aperto delle verifiche per intossicazioni dovute a prodotti venduti dove il digestato viene sparso sui campi come letame. L’azienda agricola autorizzata all’utilizzo si è astenuta dal pronunciarsi. Pensate che un imprenditore agricolo che ha usato questo prodotto su dei campi di granoturco ha ottenuto questo risultato: quello trattato è alto 60 cm quello non trattato cm. 120 come di regola. Inoltre l’ Osservatorio Ambientale ritiene molto probabile che, al fine di produrre più energia, e quindi più soldi, il gestore aggiudicatario potrebbe utilizzare anche altre tipologie di rifiuti, sempre consentite dalla legge. Infatti un impianto di co-generazione per essere remunerativo, dovrebbe funzionare 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno, e se alimentato ‘dai soli scarti di cucina’ difficilmente potrà assolvere a tale compito. Potranno così andare a conferire in tale impianto, con tutti i problemi sanitari e ambientali che ne deriverebbero, anche altre gamme di organico meno qualificate, come quelle risultanti dal trattamento meccanico-biologico dei rifiuti indifferenziati o dai fanghi degli impianti di depurazione, provocando quest’ultimi, tra l’altro, un aumento esponenziale del traffico veicolare, con ulteriori danni all’ambiente ed alla salute dei cittadini, prodotti dalle emissione dei gas di scarico degli automezzi in transito per e dall’impianto.

Qui non si vuole fare polemica o allarmismo ma dire le cose come stanno e far conoscere al cittadino la verità. Inoltre ci auspichiamo che ASET non chiuda i suoi bilanci con grossi utili, ma in pareggio con gli investimenti previsti, facendo gli interessi dei cittadini, cosa diversa se il patner fosse HERA che essendo quotata io borsa deve produrre utili per erogare dividendi agl’azionisti e aumentare il valore della società. Se pensiamo che nel 2018 ha conseguito utili per E 195000000,00 alla faccia dei cittadini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-07-2019 alle 11:06 sul giornale del 29 luglio 2019 - 350 letture

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