Ex ferrovia Fano-Urbino, FVM replica a For.Bici: "Tante menzogne e poco accorti al benessere dei ciclisti"

3' di lettura Fano 26/07/2019 - For.Bici  nel suo tentativo di dare sostegno al progetto fuorilegge di Biancani, comincia citando la legge 2/2018 sulle piste ciclabili,  dimenticando che  il Parlamento  ha approvato la legge sulle ferrovie turistiche 128/2017, ha avviato la ” cura del ferro” per il potenziamento del trasporto su rotaia ed ha iniziato il piano della mobilità turistica ( Mibact e Mit insieme) in cui le ferrovie turistiche  rappresentano un ruolo strategico e fondamentale.

For.Bici mente nel riferire che le FS avrebbero accolto le richieste della regione Marche a non vendere un tratto di linea perché era prevista una ciclabile. La zona interessata era situata a Fano, praticamente dentro l’area di stazione; in realtà ad impedire la vendita fu l’allora Ministro delle infrastrutture Delrio , l'attuatore della “cura del ferro” . Lo stesso Delrio era presente in commissione deliberante al Senato, quando fu approvata la legge sulle ferrovie turistiche il 2 agosto 2017 per evitare colpi di mano da parte dei soliti noti.

For.Bici dice il falso quando annuncia che non sono previsti finanziamenti per le ferrovie turistiche quando invece la Corte dei Conti ha registrato recentemente il contratto di programma tra RFI e MIT che stanzia , nel decennio 2018-2028, la somma di 235 milioni di euro per le ferrovie individuate dalla legge IACONO (PD).

For.Bici vaneggia nel prevedere costi di ripristino per una ferrovia turistica “ di ben oltre 150 milioni di euro” quando il recente summit tra Regione Marche e deputati e senatori della Regione lo stimano in 35 milioni di euro ( come da Tabellario RFI-FS).

For.Bici inganna nel contestualizzare la dismissione della ferrovia Fano-Urbino insieme a tutte le linee chiuse in Italia a cominciare dagli inizi del ‘900 quando i treni locali raggiungevano la quasi totalità dei paesi: in verità dal 2009 è stata l'unica.

For.Bici dice menzogne quando sostiene che le norme di sicurezza non consentono ai treni commerciali di passare in mezzo alle case: esistono distanze di sicurezza che valgono sia per le abitazioni civili che per qualsiasi altra struttura incluse le piste ciclabili . Mentre è inconfutabile il fatto che bisognerebbe ,invece, appurare perchè recenti costruzioni siano state autorizzate a distanze non conformi alla legge.

Ma l’inganno maggiore spacciato da For.Bici è l' assoluta mancanza di sicurezza di viaggiare in bici lungo le rotaie trasformate in simil-tramviarie per ben 13km ( a tanto ammontano le rotaie su ponti e gallerie) come previsto dal progetto del consigliere regionale Biancani . Qualsiasi persona è in grado di comprendere che le ruote finirebbero facilmente o nella gola , formata tra rotaia e soletta di cemento, o sull’acciaio della rotaia dove il coefficiente d’attrito radente è molte volte inferiore a quello del catrame stradale, con prevedibile caduta a terra del malcapitato ciclista. Infatti il corretto metodo per attraversare le tramvie è solo ortogonalmente e mai longitudinalmente.

Non si capisce quindi perché For.Bici pur di far contento il suo mentore non lo avvisi di questi rischi così come evidenziato in tanti siti web ciclistici sensibili all'incolumità delle persone.

Ci meravigliamo che FIAB nazionale abbia tra i suoi affiliati un gruppo così poco accorto al benessere dei ciclisti!








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-07-2019 alle 14:55 sul giornale del 27 luglio 2019 - 595 letture

In questo articolo si parla di attualità, associazione ferrovia val metauro, for.bici, fvm

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/a96P





logoEV
logoEV