Il parco urbano intitolato a Luciano Polverari, Venturelli ringrazia la giunta: “È la giusta intitolazione" [FOTO]

4' di lettura Fano 19/07/2019 - Ci sono giorni nella vita delle città che raccontano cose finalmente felici e la giusta dimensione per il ricordo di chi si è distinto ed impegnato nell’interesse di tutti. E tale dimensione qui a Fano è la intitolazione voluta dal Sindaco e dalla sua Giunta, del nuovo Parco Cittadino al professor Luciano Polverari, per tutti Lucio.

Lui iniziò dapprima a pensare e poi a diffondere e lottare, costituendo più di due decenni fa il “Comitato Bartolagi, per il parco e contro il potenziamento dell’aeroporto”: un gruppo di persone impegnate a far presente alla politica locale, in un periodo in cui prevaleva il concetto che si doveva costruire e cementificare ovunque, quindi anche nell’area dell’ex Campo di Aviazione, che quel luogo dovesse rimanere libero e divenire piuttosto, come lo sono tutti i giardini, un velato simbolo di paradiso; di quel primo giardino che a tutti piacerebbe ritrovare, pur se lo sappiamo solo paragone dell’ atto creativo divino, di un affetto tra i sogni di ciascuno.

Un luogo ove fosse sempre possibile entrare e ricordarsi di una vita più facile e leggera, dove la bellezza della natura venisse restituita ai fanesi, a difesa della salute dell’animo e del corpo. Dove fosse possibile sentir muovere dal mare il vento che scivola per le valli e le stagioni toccare i resti sotto la terra nascosti delle popolazioni studiate nei libri di storia; noi, solo inquilini del piano di sopra: Il paesaggio e la sua cultura infatti, ancor prima di quel che si vede prendono forma e sostanza da quel che c’è sotto la terra: “ Ogni mio momento/ io l’ho vissuto/ un’altra volta/ in un’epoca fonda/ fuori di me/ Sono lontano con la mia memoria/ dietro a quelle vite perse.”

Riflessioni che restano segreto nell’animo perché “ Siamo parte della terra e la terra fa parte di noi”. Perché anche queste sono le sensazioni prodotte dai beni ambientali e culturali di una città che in ogni luogo aperto o chiuso è intessuta di storia da rispettare, non da umiliare. E questo sapeva benissimo Lucio che era concretamente anche uno storico e ne faceva riferimento. Interessandosi inoltre, necessariamente delle cose della Polis era anche un politico dalla intuizione e dalla strategia immediate, decisa senza ripensamenti e senza sbagliare. Come facesse non si sa; era virtù sua, chiara come l’acqua alla fonte. Era una guida.

Così iniziò a formarsi il sogno, con le Feste per il Parco ripetute ogni anno, nello stesso giorno della festa della Repubblica, con i volantinaggi, con la raccolta di migliaia di firme, le manifestazioni in città, anche se poi dal sogno ai fatti il passo non è stato mai lieve. Quei momenti faticosi trascorsi, fatti di sacrificio personale di tanti, oggi non sono certo dimenticati, pur se le persone del Comitato in questa vicenda ci si sono invecchiate … pur se qualcuno è ormai entrato nell’ombra. Ma è giusto rilevare che questo del Parco Urbano è il più esteso intervento urbanistico della nostra città, costruito in modo partecipato, come a Lucio piaceva, volto alla realizzazione di valori concreti attinenti la bellezza e la salute di tutti. Un intervento a non permettere, con la sua destinazione urbanistica a parco, speculazioni sul suolo per i quattrini di pochi! Lo testimoniano le continue polemiche che ci furono al tempo con la Camera di Commercio di Pesaro, con la Destra fanese del tempo che pretendevano di imporre su Fano la sciagurata idea di pista in cemento per far decollare i voli presunti e con essi i guadagni, solo immaginati, di una imprenditoria, tecnologicamente arretrata e dunque non concorrenziale e perdente.

Ora quest’area, transitata dal Demanio al Comune è pubblica, tornata e non sottratta alla gente come fu in passato con la confisca fascista per fare il campo di volo; ed è stata restituita come valore della cultura spirituale, per goderne la bellezza e di tutto quello che la stessa bellezza contiene di arricchente per le persone. Dunque, c’è di che essere contentissimi e felici per la giusta intitolazione a Luciano Polverari, perché ” Non è la terra che appartiene all’uomo, ma è l’uomo che appartiene alla terra”. Dopo il concorso nazionale per il progetto del Parco urbano, approvato e finanziato grazie alla sensibilità urbanistica del sindaco Massimo Seri, del consiglio Comunale, grazie alla consapevolezza ambientale, alla coerenza dell’assessore Samuele Mascarin, il Comitato Bartolagi voluto da Lucio ormai svolge una funzione di controllo affinché l’intero Progetto del Parco, non abbia a subire rallentamenti; cosa per niente surrealista, visti i costumi imprevedibili della intera politica nazionale.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-07-2019 alle 11:33 sul giornale del 23 luglio 2019 - 1432 letture

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