Gioco d’azzardo patologico, l'interrogazione M5S relativa alla prevenzione e al contrasto

gioco d'azzardo ludopatia 6' di lettura Fano 10/07/2019 - I sottoscritti Tommaso Mazzanti, Marta Ruggeri e Francesco Panaroni, consiglieri comunali del gruppo “Movimento 5 Stelle”, PREMESSO CHE - Secondo alcuni dati rielaborati dalla CISL di Fano e resi noti in data 8 luglio 2019, nei Comuni degli Ambiti Territoriali Sociali n. 6 e 7 sono stati spesi 39.181.004 euro in gioco d’azzardo nel corso del 2018, rispetto ai 17.798.000 euro spesi nel 2017;

- Nel solo territorio comunale di Fano, sono stati spesi 19.913.200 euro nel 2018, provocando in un anno la crescita della spesa pro capite da 216 a 429 euro; nello specifico, il dato relativo alle sole slot machine, cioè a videolottery (VLT) e amusement with prizes (AWP), ammonta a 12.022.101 euro, per una spesa pro capite di 238 euro;
- Secondo la CISL di Fano, i dati dell’Asur-Area Vasta 1 rivelano che presso il Sert (Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche) si è passati da 41 accessi nel 2014 a 100 accessi nel 2018 per GAP (gioco d’azzardo patologico);
- Nel dicembre 2018, il Gruppo Editoriale GEDI ha pubblicato una nuova inchiesta sul gioco d’azzardo evidenziando che a Fano, nel 2017, sono stati giocati 87,57 milioni di euro (1436 euro pro capite) in relazione a tutti i giochi gestiti dallo Stato e alle slot; la nostra città si posiziona al 929° posto (su 7954 Comuni) nella classifica generale per giocate pro capite e al 61° posto su 130 Comuni tra 50.000 e 200.000 abitanti;
- La stessa inchiesta evidenzia una crescita delle giocate alle slot machine (VLT e AWP): 52,33 milioni di euro nel 2015; 52,53 milioni di euro nel 2016; 54,86 milioni di euro nel 2017; si rileva un andamento ondivago del numero di apparecchi installati nel territorio comunale (463 nel 2015, 464 nel 2016, 414 nel 2017);

CONSIDERATO CHE

- Nella seduta dell’11 dicembre 2014, il Consiglio Comunale di Fano ha approvato la mozione “Prevenzione, contrasto e riduzione del rischio del gioco d’azzardo patologico”, presentata dal gruppo del Partito Democratico, che prevedeva l’attuazione di una serie di misure, tra le quali: - Revisione del vigente Regolamento comunale per le sale gioco; - Istituzione di un nucleo di vigilanza sui locali in collaborazione con Polizia Locale e Forze dell’Ordine; - Attivazione di una rete con altre amministrazioni, Ambiti territoriali, Asur, Prefetture e Questure per un fronte ampio di informazione e contrasto al gioco d’azzardo patologico; - Attuazione di iniziative culturali ed educative di prevenzione in collaborazione con scuole, società sportive, agenzie educative;
- L’Assemblea Legislativa delle Marche ha approvato la Legge Regionale 7 febbraio 2017, n. 3 (Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network), che prevede disposizioni relative, tra le altre cose, alle distanze minime dai luoghi sensibili, alle limitazioni temporali all’esercizio del gioco, al divieto pubblicitario, stabilendo anche sanzioni amministrative irrogabili dai Comuni;
- Con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 17 del 20 febbraio 2018, grazie a un emendamento presentato dal gruppo del Movimento 5 Stelle, è stato modificato l’art. 7 del “Regolamento comunale per l'applicazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e per l'esecuzione del servizio delle pubbliche affissioni” al fine di recepire il divieto pubblicitario previsto dalla suddetta legge regionale;
- Con il c. d. “Decreto Dignità” (Decreto-Legge 12 luglio 2018, n. 87 convertito con modificazioni dalla Legge 9 agosto 2018, n. 96) è stato introdotto a livello nazionale il divieto di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d'azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, insieme al divieto di sponsorizzazioni e di tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale;
- Dopo due anni e mezzo dall’approvazione della suddetta legge regionale, e nonostante i ripetuti solleciti provenienti dal Movimento 5 Stelle di Fano e dalla società civile, non è stato ancora sottoposto all’esame del Consiglio Comunale il nuovo regolamento per le sale da gioco e i giochi leciti, redatto al fine di recepire le nuove disposizioni regionali, nonostante la bozza fosse stata già esaminata dalla prima commissione nello scorso mandato;
- Si ritiene opportuno affrontare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico in maniera coordinata e omogenea sul piano sovracomunale, anche dal punto di vista regolamentare, attraverso l’Ambito Territoriale Sociale;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

- Il Regolamento per l'attività di “sala gioco” e per l'uso di apparecchi da gioco negli esercizi autorizzati, attualmente vigente, prevede in capo al Sindaco il potere di stabilire con ordinanza gli orari di funzionamento delle sale giochi (art. 15);
- In attuazione della predetta norma, è stata emessa ed è attualmente vigente l’ordinanza sindacale n. 36 del 6 luglio 2012 avente ad oggetto “Determinazione degli orari di apertura e chiusura delle attività di sala gioco, sale da biliardo e altri giochi leciti disciplinati dal TULPS – Revoca dell’ordinanza 21/2011”;
- Si ritiene opportuno adottare provvedimenti per interrompere l’attività delle slot nelle fasce orarie più critiche, come avvenuto nel Comune di Bergamo con il conforto dei giudici amministrativi;

INTERROGANO IL SINDACO E LA GIUNTA PER SAPERE

- Per quali motivi non sia stato ancora sottoposto all’esame del Consiglio Comunale il nuovo regolamento per le sale da gioco e i giochi leciti e quando potrà presumibilmente essere discusso in aula;
- In quali termini intendano promuovere, anche a livello di Ambito Territoriale Sociale, una omogeneità dal punto di vista regolamentare con i Comuni vicini per contrastare più efficacemente il fenomeno del gioco d’azzardo patologico;
- Quale sia il contenuto dell’ordinanza sindacale n. 36 del 6 luglio 2012;
- Se intendano adottare ordinanze o altri provvedimenti al fine di interrompere l’attività delle slot machine nelle fasce orarie più critiche, per esempio negli orari tipici della pausa pranzo o dell’uscita dal lavoro;
- Se sia stato istituito un nucleo di vigilanza sui locali in collaborazione con Polizia Locale e Forze dell’Ordine, in particolare per sorvegliare sull’eventuale accesso al gioco da parte dei minorenni;
- Quante sanzioni sono state comminate nel territorio comunale per violazione del divieto di partecipazione dei minorenni al gioco d’azzardo;
- Se sia stata attivata una rete con altre amministrazioni, Ambiti territoriali, Asur, Prefetture e Questure per un fronte ampio di informazione e contrasto al gioco d’azzardo patologico;
- Quali iniziative culturali ed educative di prevenzione siano state attuate in collaborazione con scuole, società sportive, agenzie educative.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-07-2019 alle 16:04 sul giornale del 11 luglio 2019 - 342 letture

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