Paolo Venturelli: "Bella idea le politiche per la casa promesse da Seri"

2' di lettura Fano 30/05/2019 - Gran bell’idea e promessa, quella del sindaco Massimo Seri che ha detto in chiusura della sua campagna elettorale “non solo grandi opere, come il palazzo dello sport o la riqualificazione intelligente del lungomare” ma investimento in politiche per la casa gestite direttamente dal Comune.

E siccome il Sindaco da molto tempo ha sempre avuto una particolare sensibilità al sociale con il suo impegno nell’AVIS e si è meritato gli elogi spontanei anche dalla stampa nazionale, veduta l’efficienza contro ogni possibile danno alle persone nell’episodio della bomba inesplosa alla Sassonia, lo stesso primo cittadino, è dunque credibilissimo nei fatti, anche per codesti specifici argomenti sociali sulla casa e non ci sono dubbi che li farà, i 50 alloggi nei modi spiegati.

In realtà quello di offrire accoglienza a persone in difficoltà, è un progetto ben più grande di qualsiasi altra grande opera urbana. Non è infatti tollerabile che in una città civile, le persone schiacciate dalle più dure emergenze, debbano rifugiarsi a vivere nelle roulotte, nei garage, nelle cantine e peggio, se lungo il transito della vita fosse capitato loro di perdersi, ed “Ogni volta che avete fatto qualcosa ai miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Come scrive il Matteo di 2.000 anni fa; quello “buono” e non altri Mattei della politica attuale … a dimostrazione, come dice il sindaco che non c’è progetto migliore dei cinquanta alloggi da concretizzare vendendo una parte degli ettari di proprietà del comune. Ettari derivati da lasciti per sostenere i più poveri; una giusta idea ad un tempo cristiana ad un tempo socialista.

Mica come quella neoliberista che spinse altri decisori fanesi ad investire in Banca Marche, compromettendo una enormità di soldi. Soldi che sarebbero stati meglio usati a favore di opere sociali.

Non so perché, ma su questo progetto delle abitazioni promesse, mi ritorna in mente “La casa di Tre Bottoni” di Gianni Rodari”, pubblicata 50 anni fa nel libro “Venti storie più una”. Una vicenda solo immaginata da un grande scrittore, che in qualche modo, per l’aspetto dell’accoglienza, potrebbe diventare vivente grazie al progetto di Massimo Seri, e che pertanto va partecipata a tutti e di più all’ERAP, ente regionale abitazione pubblica.

Segue (in allegato PDF)… La casa di Tre Bottoni








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-05-2019 alle 16:46 sul giornale del 31 maggio 2019 - 831 letture

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