Metà piazza per Salvini: “Riapriremo gli ospedali, i poliziotti arriveranno” [FOTO e VIDEO]

3' di lettura Fano 09/05/2019 - “Riapriremo i vostri ospedali, una cosa alla volta”. È stato questo l’unico vero messaggio lanciato dal palco ai fanesi da Matteo Salvini. Il comizio del ministro dell’interno è iniziato con circa 40 minuti di ritardo, dopo essere slittato anche a Pesaro, la tappa subito precedente. Un monologo di circa mezzora, prima degli immancabili selfie. Tanta la gente accorsa in piazza, ma non come lo scorso anno, durante la trionfale festa della Lega all’aeroporto. Complici l’orario e il meteo ballerino, Piazza XX Settembre si è riempita per meno di metà. Poco più di 350 le persone presenti. Sul palco anche tutti i candidati della Lega fanese, oltre alla candidata a sindaco del centrodestra Lucia Tarsi.

Il leader del Carroccio è arrivato intorno alle 12 40. Parcheggio veloce dietro il palco, poi il cambio della felpa: da quella con la scritta “Marche” a quella con la scritta “Fano”. Ma lui non si preoccupa delle critiche. “Gli italiani – ha detto – non mi giudicheranno per come mi vesto, ma per quello che faccio”. Nel mezzo, un rapido scambio con la mamma di Benedetta Vitali, la 15enne vittima dei tragici eventi alla Lanterna Azzurra di Corinaldo insieme ad altre cinque persone. “Mi impegno a far accelerare le indagini – ha detto il vicepremier – anche se questa è competenza dei giudici. Ma chi ha sbagliato deve pagare”.

Poi l’arringa di fronte al suo popolo. Tanta Europa, tantissima Italia, qualche accenno alle Marche. Il leader della Lega ha puntato più sulla propaganda pro-elezioni europee che su quella locale. Ai marchigiani ha promesso l’abbassamento delle tasse alle imprese per far ripartire l’economia. Un leitmotiv, quello della riduzione della pressione fiscale, che ha ripetuto più di una volta. “È l’unico vero modo – ha detto – per combattere l’evasione”. Poi stoccate a Bruxelles, alla giornalista Lilli Gruber – dopo il battibecco in diretta di mercoledì sera -, ai detrattori della legittima difesa – “Il vero far west era prima, quando non potevo difendere mia moglie e i miei figli”, ha detto -, e sull’immigrazione Salvini è certo: “Da quando ci siamo noi abbiamo ridotto i morti in mare”. A margine del comizio, il vicepremier ha dovuto dar conto ai giornalisti del promesso aumento dell’organico al commissariato di Fano, da lui annunciato lo scorso anno. “Per assumere poliziotti, carabinieri o pompieri serve un periodo di formazione. Abbiamo avviato l’iter per 8mila nuovi inserimenti – ha evidenziato -, e a Pesaro stiamo lavorando per ottenere una questura funzionale in centro”.

Il monologo di Salvini si è concluso con un “Mandateci a Bruxelles”. Dalla folla, tra le prime file, il grido di un’anziana: “Ciao capitano!”. Poi il consueto invito di fine comizio da parte del ministro. “Qualcuno vuole fare una foto? Si passa da destra, dal lato del Teatro della fortuna. Già, fortuna. Ne abbiamo bisogno”, ha concluso. Poi un rapido pranzo con i militanti della Lega fanese, a suon di sardoncini e moretta. Ma ancora prima, tra un selfie e l’altro, a Salvini è stata posta un’altra questione. Quella di Eda Ndreu, una mamma albanese che vive a Fano da oltre vent’anni. Suo figlio di sei, però, non ha ancora la cittadinanza italiana. La donna ha consegnato a Salvini la documentazione per ovviare al problema. Laconica la sua risposta: “Io leggo tutto per natura. Quello che si può fare lo risolvo, quello che non si può fare non lo risolvo”.



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Questo è un articolo pubblicato il 09-05-2019 alle 13:53 sul giornale del 10 maggio 2019 - 5976 letture

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