Mondolfo: tariffa dell'acqua, Comitato per la Salute Pubblica, "Aset sospenda la nuova articolazione tariffaria"

3' di lettura 20/04/2019 - Nel mese di marzo sono state recapitate le bollette per il consumo dell'acqua e le novità sostanziali riguardano un bacino d'utenza ridotto riferito ai comuni di Fano, Mondolfo e Monte Porzio.

Perché a parte gli adeguamenti tariffari stabiliti dall'Autorità nazionale (ARERA), per i soli utenti dei Comuni di Fano, Mondolfo e Monte Porzio c'è la novità che sono stati rivisti gli scaglioni di consumo soprattutto per la "tariffa agevolata", la più bassa, che passa dai 60 metri cubi annui a soli 20 metri cubi.
Col risultato che prima, esclusa l' IVA, un consumo di 60 metri cubi d'acqua in un anno costava 48 euro, ora ne costerà 92. Quasi un raddoppio.

Tutto questo perché il segnale che si dovrebbe inviare ai consumatori è di stare attenti alla risorsa idrica che non è illimitata.

Se il concetto è giusto e sacrosanto quello che non appare per niente giusto è che il messaggio e l'aumento in bolletta graverà soprattutto sulle unità familiari di una o due persone (anziani, single, nuove coppie, giovani) perché é stata scelta a "tariffa agevolata" la fascia di consumo pro-capite tra le più basse, quella da 20 metri cubi, mentre prima per ogni unità abitativa era di 60 metri cubi.

Anche se le unità abitative composte da quattro o più persone troveranno una bolletta, tolti gli aumenti previsti, più sostenibile perché il consumo tariffato è pro-capite.

Quindi i 20 mc d'acqua a tariffa agevolata vanno moltiplicati per il numero dei componenti il nucleo familiare: quattro componenti per 20 mc d'acqua annui fanno 80 mc a tariffa agevolata, mentre prima erano solo 60.
Paradossalmente queste nuove fasce di consumo potrebbero incentivare un consumo maggiore.

Per questi motivi si è inviata una lettera al presidente provinciale dell'Assemblea d'Ambito per i servizi idrici (AATO1 Marche Nord), Daniele TAGLIOLINI, affinché sospenda la nuova articolazione tariffaria per fasce di consumo così come ultimamente comunicato, del gestore ASET Spa, e riveda in attesa che venga uniformata ed applicata nell'intero territorio provinciale con criteri più equi prevedendo un fabbisogno pro capite che non sia ridotto al minimo o quasi di quanto previsto dal decreto del presidente del consiglio dei ministri del 13 ottobre 2016.

In subordine che venga applicato un correttivo pari al 25% in meno da calcolare sul fatturato per un nucleo familiare di una sola persona e proporzionalmente al nucleo familiare di due persone.
Perché in tutti gli altri Comuni della Provincia serviti dal gestore Marche Multi Servizi lo scaglione di consumo è rimasto a 60 metri cubi annui.

Col risultato che il costo è di 49,29 euro invece dei 92 nostri.
Risulta, infine, dai rispettivi siti istituzionali che il gestore HERA a Rimini, un consumo di 60 mc lo faccia pagare 51,17 euro.

Nell'anconetano, lo stesso consumo, costi 43,50 euro e nel maceratese addirittura 37,57 euro.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-04-2019 alle 12:53 sul giornale del 23 aprile 2019 - 752 letture

In questo articolo si parla di attualità, comitato per la salute pubblica

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