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comunicato stampa

M5S: "Aset riveda gli aumenti delle bollette"

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Aumenti così consistenti ed improvvisi delle bollette dell’acqua sono del tutto inopportuni ed Aset dovrebbe ascoltare le proteste dei cittadini e le proposte, che arrivano anche da parte della CISL di Fano, per rivedere gli aumenti delle tariffe, soprattutto con riguardo alle famiglie a basso reddito.

Se dovessi essere chiamata ad assumere la responsabilità di sindaca non esiterò a fare gli opportuni passi nei confronti di Aset, che ha la responsabilità di presentare il Piano Economico Finanziario della gestione del servizio idrico (PEF) sulla base del quale vengono deliberate le tariffe dell’acqua, e di AATO, ovvero l’Assemblea di Ambito Territoriale Ottimale composta dai Sindaci del territorio, che le deve approvare.

Tra l’altro ricordo a tutti che Aset è una società “in house”, ovvero soggetta al pieno controllo del Comune, analogo a quello che esercita sui propri uffici interni. Garantirò quindi che non ci siano più discriminazioni territoriali e che non si speculi sui servizi essenziali a favore dei cittadini, come l’acqua pubblica. E’ infatti ormai chiaro, ed ammesso da Aset stessa, che la rimodulazione delle tariffe a favore delle famiglie più numerose di cui alla delibera n. 665/2017 dell’organismo indipendente di regolazione del mercato (ARERA), che di per sé non incide sull’importo complessivo del costo del servizio idrico a carico dell’insieme dei cittadini, si è purtroppo andata a sovrapporre ad aumenti generali delle tariffe di Aset del 3,5% per il 2018 e del 3,4% nel 2019, aumenti approvati il giorno 11 ottobre 2018 dall’assemblea provinciale di area vasta (A.A.T.O.) che ha approvato i Piani Economico Finanziari (PEF) presentati da Aset e Marche Multiservizi per il biennio 2018-2019.

Tali aumenti generalizzati non sono stati disposti per i cittadini utenti di Marche Multiservizi, generando una disparità di trattamento nell’ambito provinciale. Aset ed il Sindaco ci devono spiegare il perché. Noi crediamo che ciò sia stato possibile per gli effetti della fusione per incorporazione di Aset Holding dentro Aset spa, che ha trasferito in capo al gestore del servizio la proprietà delle reti idriche, consentendo di aumentare la componente di remunerazione dell’investimento nelle reti stesse dentro la formula del calcolo della tariffa (componente CAPEX).

Ciò era stato previsto dal consulente incaricato da Aset Holding come advisor dell’operazione di fusione, lo studio commerciale Boldrini di Rimini, e per tale motivo avevamo espresso le nostre perplessità sul fatto che i maggiori vantaggi finanziari della fusione potessero essere a carico delle tasche dei cittadini utenti. Rileviamo inoltre il ritardo rispetto ai termini ordinari, sia nell’applicazione della delibera di ARERA n. 665/2017 citata da Aset, sia nell’aggiornamento del PEF di Aset da cui derivano gli aumenti generalizzati sopra citati, da cui si è generato l’effetto di accumulo nell’ultima bolletta per il recupero degli aumenti deliberati ad ottobre per l’intero 2018, cosa del tutto inopportuna e che si sarebbe potuta evitare quantomeno introducendo una maggiore progressività.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-04-2019 alle 16:06 sul giornale del 08 aprile 2019 - 383 letture