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comunicato stampa

Bene Comune: "Bollette elevate, colpa dei ritardi di Ato 1 Marche nord e dei gestori nell’adeguare le tariffe"

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Nelle case dei cittadini di Fano sono arrivate in questi giorni bollette dell’acqua elevatissime che hanno provocato proteste e risentimento per gli importi elevati, in discontinuità col passato, e per l’applicazione retroattiva dei nuovi criteri tariffari.

Retroattività di oltre un anno e pertanto di dubbia regolarità. Anche perché Arera, l’organismo nazionale che dà le direttive sul comportamento degli ATO e dei gestori, aveva sottolineato la necessità di una applicazione graduale della nuova disciplina (denominata TICSI), adottando subito le nuove tariffe (nel termine del 30.6.2018) e poi, almeno nell’ultimo ciclo di fatturazione dell’annualità 2018, la nuova articolazione tariffaria.

Il conguaglio sarebbe stato quindi meno impattante. Aset afferma che il ritardo non è da imputare a lei ma all’ATO. Ciò è vero solo formalmente. Nella sostanza, sono i gestori (Aset e MMS) a fornire i dati all’ATO e a fare le scelte di orientamento tariffario da sottoporre all’ATO. Senza queste, l’ATO, un organismo con ridotta dotazione di personale, e per questo poco funzionante, non può assumere alcuna delibera.

Inoltre Aset dimentica di aggiungere che, proprio per ovviare ai casi di inerzia dell’ATO, decorsa inutilmente la scadenza del 30.6.2018, il gestore (Aset) avrebbe dovuto trasmettere all’ATO una istanza con richiesta di aggiornamento dell’articolazione tariffaria da applicare agli utenti, redatta conformemente ai criteri fissati da Arera. Avrebbe dovuto notificare questa istanza ad Arera che avrebbe diffidato l’ATO ad adempiere entro 30 giorni.

Anticipando TICSI, i cittadini avrebbero potuto adottare comportamenti maggiormente volti al risparmio dell’acqua. E ciò, perché informati, sulla diversa estensione delle fasce tariffarie (da applicare non più all’utenza ma al singolo componente del nucleo familiare), e sulla fortissima progressività delle tariffe (il rapporto tra la seconda eccedenza e la fascia agevolata è di 3,11).

La cattiva figura dei gestori e dell’ATO è nei fatti, ma il ritardo dell’ATO è anche per l’aggiornamento tariffario 2018-2019 che doveva essere deliberato entro il 30.4.2018, ancora prima di TICSI. Per completare il quadro occorre parlare anche dei sindaci. Sono loro i responsabili politici delle ATO. Prendono le decisioni in assemblea. Così in data 11.10.2018 hanno approvato entrambi i provvedimenti, non spiegati dalla struttura ATO, senza dibattere minimamente su cosa stavano approvando. Nessuna consapevolezza. Neanche la curiosità di sapere cosa avrebbe comportato tale decisione sui cittadini. Non ci si crede? Basta leggere il verbale assembleare approvato nell’assemblea successiva (il 20.12.2018). E il Sndaco Seri, che controlla il 97% di ASET, non si è accorto di nulla? Ora i cittadini che hanno avuto questi forti rincari con chi se la dovebbero prendere se non con lui?



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-04-2019 alle 10:35 sul giornale del 08 aprile 2019 - 712 letture