Fattura elettronica e carburante: qual è la novità?

3' di lettura Fano 26/03/2019 - A partire dal 1 gennaio 2019 l’obbligo di rilascio di una fattura elettronica riguarda anche la compravendita di carburante. In seguito ad ogni rifornimento il benzinaio è tenuto a rilasciare il documento a tutti i professionisti e possessori di partita IVA affinché possano godere della detrazione dei costi IVA sul carburante.

Questa non è l’unica novità: infatti a partire dalla suddetta data sono scomparse le schede carburante a favore delle nuove carte carburante. Sul mercato ne esistono diversi tipi, con vantaggi diversi. Molto utilizzata in campo aziendale è ad esempio la carta carburante Soldo denominata Soldo Drive, che permette non solo di pagare i rifornimenti ma anche di tenere sott’occhio i consumi.

Ricapitolando dunque abbiamo due grandi novità: la carta carburante e la fattura per il carburante obbligatoria per chi vuole godere della detrazione delle tasse sulle spese effettuate. Questa decisione è stata presa dallo Stato in particolare per evitare quei fenomeni di autocertificazione dei costi che si rivelavano spesso fittizi. Infatti si potranno detrarre soltanto i costi sui pagamenti effettuati con mezzi tracciabili, quali le nuove carte carburante.

Come funzionano le carte carburante

Sul mercato sono presenti diverse tipologie di carte carburante, che siano esse di tipo puro cioè che permettono esclusivamente l’acquisto di carburante oppure multifunzione, che permettono qualsiasi tipo di acquisto. Questi mezzi di pagamento sono collegati ai più diffusi circuiti internazionali quali MasterCard e Visa, infatti esistono vere e proprie carte carburante di credito/debito, anche se le più utilizzate restano senza dubbio quelle prepagate soprattutto per la loro versatilità e semplicità di utilizzo. Il funzionamento di questi nuovi sistemi di pagamento dunque è perfettamente uguale a quello di una qualsiasi carta elettronica che utilizziamo per effettuare acquisti su internet.

Fattura elettronica: perché è importante richiederla e come funziona

Per quanto riguarda la fatturazione elettronica invece, il benzinaio dovrà rilasciare (se richiesto) al professionista o al possessore di partita IVA la fattura elettronica del rifornimento effettuato, che dovrà poi essere inviata all’Agenzia delle Entrate e che in seguito ai dovuti controlli la invierà direttamente all’azienda o al professionista interessato. Per ottenere le detrazioni fiscali è obbligatorio avere la fattura del carburante acquistato con la carta carburante. Possiamo immaginare adesso che questo nuovo sistema può creare confusione soprattutto nel lungo periodo a livello di contabilità e gestione dei documenti, infatti le fatture generate saranno tante quanto i rifornimenti effettuati. Diversi sistemi di carte carburante però, prendendo ancora come esempio Soldo che è uno dei più utilizzati, permettono di evitare questa lunga trafila burocratica attraverso un sistema automatico che raccoglie tutte le fatture elettroniche e crea il rendiconto finale con i costi ed i consumi sostenuti. Possedere allora uno di questi nuovi dispositivi non solo aiuta a risparmiare soldi in quanto è possibile detrarre ingenti somme di denaro dal costo totale dei rifornimenti effettuati, ma anche tempo. Tutto ciò è possibile poiché non sarà il possessore della carta a dover inviare e contabilizzare le fatture ma ci sarà un intero sistema che lavorerà in automatico al fine di semplificare e ridurre un lavoro che richiederebbe altrimenti diverse ore.

Nonostante quanto detto finora i pagamenti in contanti restano ancora possibili soltanto che non è più possibile ottenere detrazioni da questi ultimi.

Percentuali di detrazioni generali

La detrazione di costi sul carburante è parti al 40% per le autovetture aziendali con peso inferiore ai 35 quintali e con un numero di posti a sedere non superiore ad 8 al quale va aggiunto il posto del conducente. Per quanto riguarda gli agenti ed i rappresentanti, la detrazione sale all’80% mentre se un veicolo è affidato ad un dipendente la percentuale scende al 70. Va ricordato inoltre che in caso di rifornimenti effettuati all’estero non è possibile detrarre costi sull’ IVA in quanto ogni Paese anche se europeo opera secondo diverse norme.






Questo è un articolo pubblicato il 26-03-2019 alle 09:17 sul giornale del 26 marzo 2019 - 687 letture

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