Sabato a Fano un incontro su reddito di cittadinanza e quota 100: appuntamento nella sede del M5S

5' di lettura Fano 22/03/2019 - Marta Ruggeri segnala l’iniezione, secondo le stime, dai 10 ai 20 milioni al mese in provincia. Sabato l’incontro a Fano con il padre delle riforme per il M5s, il senatore Daniele Pesco.

Due straordinarie riforme dello Stato sociale, che consentiranno a cinque milioni di italiani di uscire dalla condizione di povertà, dando un significativo impulso all’economia anche del nostro territorio con un fattivo sostegno alle imprese, e a un altro milione di concittadini di godere nei prossimi tre anni dei frutti di una vita di lavoro, rigenerando nel contempo l’occupazione anche nel Fanese e nella nostra provincia a favore delle giovani generazioni.

Si tratta del reddito di cittadinanza e di quota 100, le fondamentali riforme del governo Conte operative in questo 2019, che saranno illustrate a Fano sabato 23 marzo, alle 18 nello spazio 5 Stelle di via Nolfi 164, da Daniele Pesco, il cosiddetto padre del reddito di cittadinanza, presidente della commissione bilancio del Senato, che sarà accompagnato da Giorgio Fede, altro portavoce pentastellato del Senato, e dai parlamentari fanesi del M5s Rossella Accoto e Roberto Rossini. Questa sarà l’occasione per conoscere i contenuti e i dettagli delle due riforme con la possibilità di rivolgere domande e chiarire i dubbi direttamente con gli ospiti.

Il reddito di cittadinanza è uno straordinario strumento di giustizia sociale collegato alle politiche attive del lavoro, per la formazione e l’inserimento professionale di chi ora vive una condizione di emarginazione, con effetti positivi per le nostre piccole e medie imprese. Innanzitutto, garantisce un livello minimo di benessere a tutti i cittadini adeguando finalmente l’Italia agli standard europei. La somma base è di 780 euro al mese, pari ai 6/10 del reddito mediano degli italiani. E aumenta a seconda della composizione del nucleo familiare fino a 1.330 euro. Il reddito di cittadinanza viene erogato per 18 mesi - alla scadenza dopo un mese di pausa si può richiedere per altri 18 mesi - e non è una misura meramente assistenziale bensì è finalizzata alla ricerca del lavoro favorendo attraverso i centri per l’impiego l’incontro tra domanda e offerta.

Il beneficiario dispone di un assegno di ricollocazione fino a 5mila euro per frequentare corsi di qualificazione professionale ed è accompagnato da un tutor in un percorso di ricerca intensiva di nuova occupazione che produce la perdita del reddito in caso di rifiuto di tre proposte di lavoro. Inoltre, i beneficiari del reddito di cittadinanza devono svolgere per conto del Comune da 8 a 16 ore settimanali di servizi utili per la collettività.

In particolare, sono previsti incentivi alle imprese per l’assunzione a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato dei beneficiari, nella forma di sgravi dei contributi previdenziali e assistenziali pari al reddito di cittadinanza mensile per il periodo che manca alla scadenza dei 18 mesi, con un minimo di 5 mensilità per 3.900 euro e fino a un massimo di 17 per 13.260 euro. Se l’assunzione avviene dopo un corso di formazione l’incentivo viene diviso tra l’ente formatore e il datore di lavoro.

E’ previsto anche un contributo di 6 mensilità anticipate, pari a 4.680 euro, per i beneficiari del reddito di cittadinanza che vogliano avviare un’attività autonoma. Tale contributo si può chiedere entro i primi 12 mesi, quando l’erogazione arriva si interrompe il reddito di cittadinanza però il beneficiario riceve un bonus di altri due mensilità a sostegno del reddito della nuova attività.

Il reddito di cittadinanza è una misura sociale e per il lavoro poderosa, a cui si aggiunge la pensione di cittadinanza di 780 euro al mese per chi risiede in affitto e di 630 per chi ha una casa di proprietà, soglie a cui vengono automaticamente elevate tutte le pensioni di importo inferiore.

Secondo la stima del centro studi della Cna Marche i beneficiari nella provincia di Pesaro Urbino sarebbero oltre 26mila per 11mila famiglie, questo significa che ogni mese verrebbero iniettati nel territorio attraverso il reddito di cittadinanza dai 10 ai 20 milioni di euro. Serviranno a rendere dignitosa la vita di molti nostri concittadini e la maggior parte di quella somma, spendibile attraverso un’apposita card, alimenterà i consumi e sarà un volano per l’economia del territorio, producendo anche incentivi alle imprese tanto maggiori quanto più rapida e stabile sarà l’assunzione dei beneficiari.

Quota 100 è un altro punto fondamentale del programma con cui il movimento 5 Stelle si è presentato alle ultime elezioni politiche. Si dà così inizio a un percorso di equità che comincia a cancellare la legge Fornero. Con quota 100 il governo nazionale offre a chi ha compiuto 62 anni e ha versato contributi per almeno 38 anni di andare in pensione anticipata rispetto ai requisiti della Fornero (che nel 2019 arrivano a 67 anni per gli uomini e 66 anni e 7 mesi per le donne). La finestra per il settore pubblico si aprirà il 1° agosto 2019 per chi ha maturato i requisiti entro il 2018 e il 1° settembre per gli insegnanti. I dipendenti del settore privato potranno andare in pensione con quota 100 già dal 1° aprile. Le imprese potranno mandare in pensione un lavoratore 3 anni prima che maturi i requisiti di quota 100, quindi a 59 anni, finanziando la differenza con i fondi che l’impresa ha a disposizione per la formazione interna, purché in cambio venga assunto un nuovo lavoratore.

Insomma, da quest’anno viene tolto il tappo all’occupazione giovanile e si torna a respirare aria di futuro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-03-2019 alle 16:33 sul giornale del 23 marzo 2019 - 1399 letture

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